Zuppi invoca la pace a Villa Revedin: “Solo l’amore unirà il mondo”

L’omelia del cardinale, che a settembre tornerà in Russia: “La logica dell’odio e della violenza deve finire”

Il cardinale Zuppi a villa Revedin

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Bologna, 16 agosto 2026 – La vera pace può arrivare solo dalla riconciliazione tra i popoli. Nel parco di Villa Revedin l’omelia di Ferragosto – festa liturgica dell’Assunta – del cardinale arcivescovo Matteo Zuppi è incentrata su Maria, modello di armonia e concordia tra gli uomini. «Lei, come tutte le madri – sono le parole del porporato –, vuole una casa dove i figli si amano. Siccome ci conosce tutti sa che siamo diversi, eppure ci chiede di amarci tra di noi perché solo così si supera un mondo in guerra e diviso come il nostro».

Papa Leone continua a lavorare per una pace disarmata e disarmante. La via è molto stretta e nel caso del conflitto tra Russia e Ucraina passa da un canale umanitario e da un asse diplomatico in Vaticano acceso proprio da Zuppi nel 2023. L’arcivescovo dovrebbe tornare in Russia a settembre per una nuova missione umanitaria, avendo ben chiara la linea tracciata dal pontefice. «L’ideale di una pace disarmata e disarmante non è un ingenuo come qualcuno pensa, anzi è realista perché è l’unica via per fermare il distruttore. Solo chi è disarmato può capire cosa è una difesa proporzionata, cercare soluzioni ai conflitti con coraggio, andando come San Francesco a parlare con i lupi e potendolo fare proprio perché disarmato. Francesco sapeva che non era la forza a mettere fine alla violenza, ma la riconciliazione, il ripensarsi insieme come avvenne riportando il lupo proprio a Gubbio per ricostruire quella fraternità che si era rotta».

Il contrasto con la cultura della potenza che normalizza i conflitti armati e giustifica un ordine mondiale basato sul dominio delle popolazioni più povere è evidente. «I signori della forza diventano i signori della guerra con gli strumenti micidiali e terribili della distruzione e anche con i complici che preparano il terreno, che fanno crescere la violenza e l’odio. Anche chi mette in discussione la solidarietà, chi non sa più cercare quello che unisce e finisce per pensare di essere sé stesso affermando quello che divide diventa un servo sciocco e presuntuoso di questi signori».

La sovrapposizione tra il possesso e l’amore è un’altra questione di grande attualità: «Quando un uomo si crede così potente da essere Dio diventa pericoloso per sé stesso e per gli altri». La funzione religiosa è stata accompagnata dal tradizionale concerto eseguito dall’Unione Campanari Bolognesi per una 72esima edizione che si è caratterizzata per la grande partecipazione di chi è rimasto in città a Ferragosto.

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