Zelensky: «Putin non può vivere senza guerra, è il paziente zero e va fermato»
Tra vertici bilaterali, incontri paralleli, provocazioni militari e discorsi all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la guerra tra Russia e Ucraina è stata uno dei principali dossier discussi a New York. E dopo che Donald Trump ha promesso che il conflitto finirà prima di quanto si possa pensare, ieri al Palazzo di Vetro è stato il turno di Volodymyr Zelensky. Nel suo discorso, il presidente ucraino è stato chiaro. Ha detto che c’è «un solo uomo» che vuole continuare questa guerra, riferendosi all’omologo russo Vladimir Putin. «Non può vivere senza guerra, è il paziente zero e va fermato», ha proseguito, ribadendo la necessità che i leader occidentali non allentino le sanzioni su Mosca («Ci rafforzano»). Zelensky ha anche fornito le cifre sulle perdite russe negli ultimi otto mesi di guerra: 249 mila, tra morti e feriti. E il suo monologo all’Onu ha fatto capire ancora una volta la complessa sfida del presidente ucraino. Da un lato deve evitare che Trump ascolti troppo le sirene di Mosca. Dall’altro, cerca di blindare la pressione economica sul Cremlino e il sostegno all’esercito di Kiev. Ma allo stesso tempo, anche per rassicurare il tycoon, Zelensky ha ribadito anche ieri che il suo interesse è la fine del conflitto. E ha rilanciato l’ipotesi di uno stop ai raid sulle infrastrutture elettriche e gli impianti petroliferi che impegnerebbe tanto Mosca quanto Kiev, insieme a rassicurare sulla navigazione nel Mar Nero. L’opzione è stata citata anche dal segretario di Stato americano Marco Rubio, che ieri, dopo avere incontrato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, ha detto che entrambe le parti sono interessate a un cessate il fuoco limitato all’energia e al grano. Un elemento, questo, particolarmente importante per l’agroalimentare globale, visto che molti importatori si affidavano proprio ai flussi del Mar Nero, di fatto bloccati da questa estate.
Le trattative
Il punto però è che dalla Russia non sono arrivate conferme. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito la possibile tregua energetica come un «esercizio retorico» finché continua il sostegno militare europeo a Kiev. Lo stesso Peskov ha detto che al momento «non ci sono i presupposti» per un negoziato di pace. Tuttavia, il portavoce di Putin (che è stato invitato al prossimo vertice del G20 a Miami) ha detto anche che Mosca resta «aperta» alle trattative. E sulla stessa linea è apparso Lavrov, il quale, dopo l’incontro Rubio, ha dichiarato che la Russia «è pronta a negoziare», ma senza sospendere in alcun modo la guerra. Il conflitto, del resto, non sembra destinato a disinnescarsi nel breve termine. «L'inverno potrebbe essere duro per noi. E potremmo non avere altra scelta che renderlo duro anche per la Russia», ha avvertito Zelensky, che spera di parlare anche con il presidente cinese Xi Jinping. E intanto il Cremlino continua ad alzare la posta in gioco. Ieri, i missili di Mosca hanno di nuovo colpito Odessa e Kiev e il Donetsk ancora sotto controllo ucraino uccidendo sette persone. Nella capitale, dove sono stati uccisi due cittadini, l’attacco ha preso di mira centri logistici e di internet. Ma ad innescare una nuova allerta in Europa è stato anche un nuovo episodio che ha coinvolto la frontiera orientale dell’Alleanza atlantica. Ieri mattina, un elicottero militare russo è penetrato nello spazio aereo polacco rimanendo per 42 secondi nei cieli di Braniewo. Il ministero della Difesa di Varsavia ha dichiarato che l’elicottero «stava eseguendo un volo dalla regione di Kaliningrad. Ha violato lo spazio aereo polacco con una profondità massima di circa 300 metri e vi ha sostato per 42 secondi». La Polonia ha messo in allerta i caccia e i mezzi terrestri.
Il bilaterale
«La natura dell'incidente indica che la Russia sta testando nuovamente la prontezza della nostra difesa aerea», ha denunciato Varsavia. E questo nuovo incidente certifica la tensione che si respira in tutto il Vecchio Continente, mentre Zelensky prova a blindare il sostegno dell’Unione europea. Secondo Bloomberg, l’incontro bilaterale con Ursula von der Leyen è stato «teso». La presidente della Commissione Ue ha chiarito che i finanziamenti a Kiev sono legati alle riforme. Ma Kiev ha bisogno di accelerare con gli aiuti prima che arrivi l’inverno e, come ha avvertito Zelensky, «prima che l’intelligenza artificiale decida sul campo di battaglia».
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