Attacco russo al confine tra Ucraina e Polonia, Mosca: "Colpite ferrovie che trasportano armi dall'Europa" | "Target era treno diplomatico"
Le autorità di Kiev hanno denunciato un attacco di droni delle forze russe su una stazione di servizio e su un treno a Yahodyn, nell'ovest dell'Ucraina, a meno di due di chilometri dal confine con la Polonia. La compagnia ferroviaria polacca Pkp Intercity ha affermato che il convoglio, con 206 passeggeri a bordo, era in servizio sulla tratta Kiev-Varsavia: nessuno risulta ferito. Il ministero della Difesa di Mosca ha annunciato che sono state colpite "infrastrutture ferroviarie che assicurano il trasporto di materiali militari provenienti dai Paesi europei". Ma secondo le Ferrovie ucraine il target era un altro, ossia un treno diplomatico.
"Forse l'obiettivo era un treno diplomatico"
Poco prima del raid, nella stessa stazione era transitato anche il treno su cui viaggiavano i consiglieri per la sicurezza nazionale di Italia, Regno Unito, Germania e Francia, di ritorno dalla 22ma edizione della Conferenza della Yes (Yalta European Strategy Annual Meetings) a Kiev, mentre su un terzo convoglio si trovava anche l'ex direttore della Cia David Petraeus. Il convoglio dei consiglieri - tra cui Fabrizio Saggio, oltre che gli ex premier britannico Boris Johnson e svedese Carl Bildt - è stato costretto a fermarsi per motivi di sicurezza, prima di riprendere il viaggio verso il territorio polacco, hanno spiegato fonti italiane.
Secondo le Ferrovie ucraine, "è molto probabile che il bersaglio di questo drone russo potesse essere anche il treno diplomatico, partito dalla stazione in anticipo rispetto al previsto nell'ambito della revisione in tempo reale degli orari ferroviari, resa necessaria dalla costante minaccia di attacchi russi". Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha stigmatizzato la decisione dei russi di aver "deliberatamente incendiato la locomotiva di un treno e danneggiato una stazione di servizio" nella regione di confine della Volinia.
Attacco russo contro due camion al confine tra Ucraina e Polonia
Nella notte tra sabato 12 e domenica 13 settembre, un altro drone russo si è scagliato a meno di un chilometro dal valico di frontiera ucraino-polacco di Yahodyn, incendiando due camion in una stazione di servizio. I russi hanno affermato di aver bombardato anche centri logistici e siti energetici nel sud del Paese, in particolare nella regione di Odessa. Una circostanza confermata da Zelensky: "Sono stati presi di mira impianti energetici, la compagnia ferroviaria Ukrzaliznytsia, attività commerciali ed edifici residenziali. Odessa è stata attaccata con missili e droni. In molte regioni occidentali sono in corso interventi di ripristino a seguito dei raid".
Le reazioni dall'Ucraina alla Polonia
"Agite subito, scagliate tutto il peso delle vostre sanzioni contro il regime aggressivo di Putin. I barbari russi sono alle vostre porte", ha detto il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybihai rivolgendosi ai Paesi occidentali. Da Varsavia, il premier Donald Tusk ha parlato di una "escalation" che "nelle prossime settimane e mesi" potrebbe coinvolgere anche il territorio polacco. Convocata una riunione dei vertici della Sicurezza del Paese.
"Gli attacchi dei droni russi vicino al confine polacco, incluso quello contro un treno diretto a Varsavia, rappresentano un'escalation nella guerra da parte di Mosca", ha detto il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski, chiedendo di raddoppiare il sostegno all'Ucraina. "Questa è un'escalation, questa è un'altra grande sfida per l'Ucraina e per le ipotetiche future vittime dell'aggressione russa. Significa che dovremmo raddoppiare i nostri sforzi per sostenere le vittime dell'aggressione", ha aggiunto Sikorski.
Mosca: "Cina e India pronte a trovare una soluzione"
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha detto che durante il vertice dei Paesi Brics appena conclusosi a New Delhi, il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping "hanno offerto attivamente i propri buoni uffici per contribuire a trovare una soluzione" alla guerra. Ma quella a cui tutti guardano in questo momento è la mediazione americana. "Ottobre è sicuramente una possibilità", ha detto Peskov in merito ai tempi per la ripresa dei colloqui tra Kiev, Mosca e Washington. Quanto alla sede dei negoziati, Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino per la politica estera, ha ipotizzato la Turchia o, preferibilmente per la Russia, gli Emirati Arabi Uniti.
Una questione di territori
Jared Kushner, genero e inviato di Donald Trump che la settimana scorsa ha avuto colloqui a Mosca e a Kiev insieme a Steve Witkoff, ha fatto capire che nei negoziati si dovrà tenere conto della situazione sul campo di battaglia, che vede i russi controllare gran parte del Donbass e buona parte delle regioni di Kherson e Zaporizhzhia. "Se l'Ucraina accettasse di cedere i territori richiesti da Putin, avremmo già un accordo", ha affermato Kushner in videoconferenza all'incontro della Yes a Kiev. Intanto il presidente americano Donald Trump ha sollecitato Zelensky a "smetterla di colpire le infrastrutture per il carburante diesel" in Russia, affermando che questo - e non il conflitto in Medio Oriente - "sta causando una carenza di carburante" sui mercati mondiali e, quindi, incide sull'aumento dei prezzi anche negli Usa.
Drone nello spazio aereo lituano, ma è una falsa allerta
Nelle scorse ore La Lituania ha chiuso l'aeroporto di Vilnius, con la Nato che ha fatto decollare almeno un caccia in risposta alla segnalazione di un possibile drone nello spazio aereo del Paese. Ma poco dopo si rivela un falso allarme: "Era uno stormo di uccelli". Intanto, un caccia era stato fatto decollare da Siauliai, nel nord della Lituania, dove attualmente è di stanza l'Aeronautica militare italiana nell'ambito della missione Nato di difesa aerea dei Paesi baltici.
L'ondata di droni russi sull'Ucraina
Solo questa settimana, la Russia ha lanciato circa 2.100 droni contro l'Ucraina - una parte significativa dei quali costituita da Shahed a propulsione a getto, utilizzati dai russi nel tentativo di paralizzare l'economia e distruggere le vite delle persone. Il nemico ha inoltre impiegato quasi 1.700 bombe aeree guidate e 78 missili di vario tipo", ha scritto il presidente ucraino.
"È proprio per impedire che questi attacchi si estendano ulteriormente in Europa che uomini e donne ucraini combattono ogni giorno, sacrificano la propria vita e impediscono l'espansione dell'aggressione. Il terrorismo russo rappresenta una minaccia comune per molti, ma può e deve essere sconfitto proprio in Ucraina. Grazie a tutti coloro che contribuiscono a proteggere i cieli dell'Ucraina e a sostenere il nostro popolo", ha concluso Zelensky.
