Zaripova lancia la sfida per Los Angeles 2028: "Dopo l’oro con Mamun, ora tocca a Sofia"
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Grazie al bronzo mondiale agguantato con due anni d’anticipo il pass per i Giochi. E ora si può lavorare senza assilli.

Grazie al bronzo mondiale agguantato con due anni d’anticipo il pass per i Giochi. E ora si può lavorare senza assilli.

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Los Angeles 2028 è già cominciata a Fabriano. Con l’arrivo di Amina Zaripova, una delle allenatrici più vincenti della ginnastica ritmica mondiale, e la presenza di Sofia Raffaeli, bronzo olimpico e simbolo della nuova Italia, prende forma un progetto che guarda dritto al futuro. Un’alleanza costruita per un solo grande obiettivo: arrivare ai Giochi di Los Angeles 2028 da protagonisti. "Dieci anni fa sono diventata l’allenatrice della campionessa olimpica russa Margarita Mamun. E nessuno potrà mai togliermi questa meravigliosa impresa". Parole che sembrano quasi essere piovute dal cielo, oggi che Amina Zaripova (50 anni) è diventata la coach del bronzo olimpico Sofia Raffaeli. Un incontro di mondi, esperienze e ambizioni diverse, ma con un unico grande obiettivo all’orizzonte: Los Angeles 2028. Zaripova conosce bene il peso delle grandi sfide. Dopo l’esperienza con Mamun, Zaripova ha guidato anche la nazionale cinese, arricchendo ulteriormente il proprio bagaglio tecnico e umano. Poi, nel dicembre 2025, la scelta di accettare una nuova sfida: l’Italia, Fabriano e soprattutto Sofia Raffaeli.
L’arrivo di Zaripova a Fabriano non è stato semplice. Ci sono voluti sei lunghi mesi di trattative, attese e passaggi burocratici, prima che la straordinaria allenatrice russa potesse finalmente approdare alla Società Ginnastica Fabriano e iniziare questa nuova avventura al fianco della ginnasta italiana. Un percorso che nasce da una storia già scritta a caratteri cubitali nella ginnastica ritmica internazionale.
Ai Mondiali, il binomio Raffaeli-Zaripova ha conquistato il bronzo, ma soprattutto ha ottenuto un risultato storico: il primo pass olimpico italiano per Los Angeles 2028, con ben due anni di anticipo rispetto ai Giochi. Un traguardo che vale molto più di una medaglia. È il primo mattone di un progetto che guarda lontano, verso un’Olimpiade che oggi sembra ancora distante ma che, passo dopo passo, comincia già a prendere forma. Insomma, il pass conquistato ai Mondiali è soltanto l’inizio. La qualificazione anticipata permette infatti a Raffaeli e Zaripova di lavorare con una prospettiva diversa, senza l’assillo della rincorsa al pass olimpico. Ora il tempo può diventare un alleato: per costruire, correggere, sperimentare, crescere. E soprattutto per trasformare un nuovo rapporto professionale in una vera squadra.
Amina Zaripova porta con sé la memoria di un oro olimpico conquistato con Margarita Mamun. Sofia Raffaeli porta il talento, la determinazione e il desiderio di scrivere una nuova pagina della ginnastica ritmica italiana. E se dieci anni fa Zaripova poteva celebrare l’impresa di aver accompagnato una campionessa russa sul tetto del mondo olimpico, oggi una nuova sfida si apre davanti a lei: provare a portare una campionessa italiana fino a Los Angeles. Questa volta, però, il sogno ha già un primo passaporto in tasca.
Angelo Campioni
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