Yucche, ora Lupiae alza il tiro: altre tre sanzioni disciplinari
Il caso delle 14 yucche abbattute a Santa Rosa non si chiude con la sospensione dell'operaio. L'inchiesta interna della Lupiae Servizi allarga il fronte delle responsabilità e raggiunge i livelli superiori della catena organizzativa. Altri tre provvedimenti disciplinari sarebbero stati adottati nei giorni scorsi nei confronti di due coordinatori e di un dirigente della società partecipata del Comune di Lecce. Un passaggio che, se confermato, amplia il perimetro delle responsabilità, chiamando in causa non soltanto chi avrebbe dovuto impartire le disposizioni operative, ma anche chi era tenuto a vigilare sul loro rispetto. Resta infatti da chiarire come sia stato possibile abbattere 14 yucche senza un'autorizzazione formale della società, se l'operazione fosse conosciuta da altri livelli dell'organizzazione e dove si sia interrotta la catena dei controlli. Ed è proprio su questi aspetti che si sarebbero concentrati gli ulteriori accertamenti della Lupiae Servizi.
Intanto, oggi il caso torna all'esame della commissione Controllo, convocata dal consigliere del Pd Antonio Rotundo. Un confronto che si annuncia delicato, alla luce dei nuovi sviluppi e delle richieste di chiarimento avanzate dalle opposizioni. Se inizialmente la responsabilità sembrava circoscritta all'operaio che aveva materialmente eseguito il taglio, ora l'attenzione si sposta anche su chi avrebbe dovuto coordinare e supervisionare le attività della partecipata. Con un interrogativo ulteriore: l'intervento è stato davvero il risultato di un'iniziativa isolata?
La vicenda risale ad agosto, quando furono abbattute le piante tra via Po e via Adige. Il 13 agosto Lupiae formalizzò la contestazione nei confronti del dipendente ritenuto responsabile dell'intervento, eseguito, secondo la società, senza alcuna autorizzazione dei vertici aziendali. Il 24 agosto arrivò però una pec dell'amministratore di condominio, che si assunse la responsabilità dell'accaduto, sostenendo di aver ordinato personalmente il taglio. Una circostanza che non fermò gli accertamenti. Dopo l'audizione del lavoratore, il 22 settembre scattò la sospensione di dieci giorni lavorativi. Già allora il presidente della Lupiae, Luca Pasquino, aveva chiarito che l'istruttoria non poteva considerarsi conclusa. Davanti alla commissione Controllo aveva evitato di fornire ulteriori dettagli, spiegando che la diffusione di informazioni avrebbe potuto interferire con gli accertamenti. La società si era inoltre riservata di valutare un'eventuale azione legale per i danni alla propria immagine e al patrimonio pubblico.
I tre nuovi provvedimenti, qualora confermati, segnerebbero dunque un ulteriore passaggio nell'accertamento delle responsabilità. Resta da stabilire quali condotte siano state contestate ai due coordinatori e al dirigente e se si tratti di contestazioni disciplinari o di sanzioni già irrogate. Ma soprattutto rimane aperta la questione delle eventuali responsabilità esterne alla società. È su questo punto che nelle precedenti sedute si era concentrato l'affondo di Rotundo, secondo il quale l'accertamento non può fermarsi ai dipendenti della Lupiae. Il consigliere del Pd aveva chiamato in causa il livello politico, sostenendo che nessun lavoratore avrebbe proceduto senza una regia o una copertura esterna alla partecipata. Un'ipotesi sollevata dall'opposizione, finora non accertata, sulla quale resta aperto il confronto. Anche Lecce Città Pubblica, con il capogruppo Sergio Della Giorgia, aveva presentato un accesso agli atti per ricostruire la catena delle responsabilità e verificare i meccanismi di vigilanza sulla società.