WTA Cincinnati, Sabalenka: “Amo avere un bersaglio sulla schiena”
Sotto il cielo grigio e la pioggia battente dell’Ohio, Aryna Sabalenka si presenta ai microfoni della stampa con il consueto mix di energia travolgente, ironia e grande lucidità. Alla vigilia del Cincinnati Open, la bielorussa sveste i panni della giocatrice ossessionata dalla difesa della prima posizione mondiale per indossare quelli di chi vuole solo ritrovarsi: tra una battuta e una “stoccata” (sempre col sorriso) per essersi dimenticati della “numero due” Elena Rybakina, la caccia all’estate americana di Aryna parte da una nuova ricetta mentale. Basta con i fardelli di aspettative che l’hanno tradita nei mesi scorsi, spazio alla voglia di lottare punto su punto. Così come si evince dalle dichiarazioni riportate di seguito.
D. Il tempo non è dei migliori, ma come ti senti e come stanno andando gli allenamenti?
Aryna Sabalenka: “Mi sento benissimo. Gli allenamenti procedono bene. Il tempo non è un granché, ma sono contenta che riusciamo comunque a palleggiare un po’. Felice di essere tornata”.
D. Ritorni a Cincinnati, ovviamente si è parlato un po’ del primo posto in classifica e del fatto che le cose si stiano facendo tirate. Solo per le persone che non capiscono cosa significhi essere la numero uno e dover difendere quella posizione settimana dopo settimana, ci racconti com’è?
Aryna Sabalenka: “Puoi vederla come se stessi difendendo qualcosa, ma ad essere sincera, è come avere un bersaglio sulla schiena. Tutti vogliono batterti. Ma sento che è la stessa cosa che tu sia la numero uno, la numero due o la numero 10. Non importa davvero quale sia il ranking. Quando scendi in campo, tutti vogliono batterti. Quindi è normale. È solo un’ulteriore motivazione per gli altri per scendere in campo, essere senza paura e giocare il loro miglior tennis. In pratica devi vedertela con giocatrici che vanno lì e danno il massimo, e tu devi devi gestirla e portare a casa il risultato”.
D. Ma non ti sei mai tirata indietro dal goderti quella posizione.
Aryna Sabalenka: “Me la godo sempre. Lo adoro. Amo avere il bersaglio sulla schiena. Mi piace vedere la nuova generazione che mi prende a modello e trae ispirazione da me. Ma sento che continueranno a trarre ispirazione anche se dovessi scendere leggermente in classifica — speriamo non succeda mai. Ma, personalmente, sento che finché mi concentrerò su me stessa e sul mio sviluppo come giocatrice e come persona, del ranking non importerà davvero”.
D. Cosa ti succede in questo periodo dell’anno? Visto che gli ultimi anni sono andati piuttosto bene per te a questo punto della stagione, sembri esprimere il tuo miglior tennis dell’anno. Sono curioso: cos’ha l’estate? Cos’ha agosto?
Aryna Sabalenka: “Non lo so. Penso che ogni volta io non avessi aspettative, nessuna paura, niente di niente. Ero solo lì a competere, divertirmi, giocare, lottare, ed è quello che ho intenzione di fare: competere, lottare e godermi ogni sfida che mi si presenta”.
D. È diverso rispetto ad altri tornei di questa stagione in cui sei entrata con delle aspettative?
Aryna Sabalenka: “Ovviamente. Non vorrei dirlo, ma avevo enormi aspettative di far bene nel torneo in cui desideravo disperatamente vincere e il mio corpo mi ha fermato. E poi piccole cose non sono andate per il verso giusto e mi ha portato davvero a una delusione e a un periodo in cui volevo stare un po’ lontana dal tennis solo per poter ricaricarmi, ripartire ed essere di nuovo affamata. Ecco perché questa volta non ho aspettative: fondamentalmente qualunque cosa accada andrò lì, giocherò e lotterò. E ogni volta che prendo questa decisione porto in campo il mio miglior tennis e gioco al mio meglio. Questo è il mio piano”.
D. Tu, Iga (Swiatek, ndr.) e Coco (Gauff, ndr.) siete probabilmente tre delle migliori giocatrici del circuito ultimamente.
Aryna Sabalenka: “Hai dimenticato Elena (Rybakina, ndr.), ma va bene. Lei è tipo la numero due in questo momento (ride)”.
D. Pensi che questo sia un riflesso di come la WTA sia diventata più competitiva quest’anno, con più giocatrici in grado di lottare per i titoli più importanti?
Aryna Sabalenka: “Sì, sento che il livello è decisamente migliorato. Decisamente un livello più alto. Non ci sono partite facili. Anche il primo turno è un turno duro e ogni volta che sei lì devi davvero dare il massimo, altrimenti qualche altra prenderà il tuo posto. Sento che l’intensità e il livello sono decisamente saliti”.
D. Se la stagione finisse oggi, qual è la lezione principale che ti porteresti nel prossimo anno?
Aryna Sabalenka: “Ok, fammela formulare in modo da non dire parolacce… (lunga pausa). Ecco fatto. Questa è la lezione. (ride) No, fondamentalmente me la godrò e basta”.