West Nile, due mesi in terapia intensiva: «Salvo, grazie ai medici del Perrino»

Un’insolita stanchezza. Sintomo a cui non era di certo abituato. Un malessere continuo, in apparenza senza spiegazione. Il primo ricovero a Galatina, poi il trasferimento al ‘Perrino’ di Brindisi nel reparto ‘Malattie infettive’, davanti ad un quadro clinico in costante aggravamento. «Qui mi hanno salvato la vita». 
È ancora debilitato ma Salvatore Perrone, ex sindaco di  Collepasso e già assessore provinciale a Lecce, trova la forza per ringraziare il personale del Perrino che gli ha prima diagnosticato l’infezione da West Nile (Febbre del Nilo), e poi lo ha curato.

La paura

Una innocua puntura di zanzara, quella vettore della malattia la Culex, apparentemente come tante circostanze simili in estate, ma che nel caso dell’ex amministratore hanno messo a rischio la sua vita. 
Perrone ha trascorso quasi due mesi in ospedale: pochi giorni nella struttura di Galatina (dal 24 al 28 agosto), poi nel capoluogo adriatico fino al 6 ottobre scorso. In ospedale, nel giorno di San Francesco, ha anche festeggiato gli anni. Ma è stato quello che è successo nelle settimane precedenti a destare maggior preoccupazione per i suoi affetti più cari. Tra le ipotesi del contagio, come i suoi familiari hanno raccontato ai medici, una serata a Nardò dove Perrone ha partecipato ad un’iniziativa contro i consorzi di bonifica, alcune settimane prima di avere i sintomi della malattia. Nei giorni seguenti i primi sintomi di stanchezza. Un malessere improvviso che lo opprimeva, e soprattutto senza una spiegazione plausibile da dove potesse giungere. 
Da qui la necessità di rivolgersi in ospedale, prima a pochi chilometri da casa, poi a Brindisi. «Sono stati giorni difficili e complicati» come racconta chi ad iniziare dalla moglie gli è stato sempre accanto, soprattutto nelle fasi più acute della malattia. Perrone non soffre di altre patologie, e questo elemento, è stato determinante, anche per superare i momenti più critici.

La vicenda

Ed i giorni di forte preoccupazione non sono mancati. Settimane di paura per lui e per la sua famiglia davanti ad un quadro clinico complesso. Poi la ripresa con le terapie da cui l’uomo ha potuto trarre beneficio. «Questo straordinario risultato è stato reso possibile grazie all’elevata professionalità, alla competenza e alla profonda umanità del primario, Salvatore Minniti, e di tutto il personale medico, infermieristico e sociosanitario del reparto di Malattie Infettive. In un contesto in cui spesso si tende a parlare della sanità solo per evidenziarne le criticità, è doveroso riconoscere e valorizzare le eccellenze presenti sul territorio. Il reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Perrino rappresenta una di queste: una realtà – sottolinea l’ex sindaco di Collepasso - che ogni giorno coniuga competenza scientifica, professionalità e umanità, offrendo ai pazienti non solo cure di alto livello, ma anche fiducia, speranza e sostegno nei momenti più difficili». 

Il ritorno a casa

Nelle scorse ore il rientro a casa, nella sua Collepasso. Il suo stato di salute risente, ovviamente, delle lunghe settimane difficili di ricovero. Lo spirito, però, quanto prima è quello di riprendere le sue battaglie di giustizia sociale, che hanno caratterizzato il suo passato, e assicura che faranno parte del suo futuro. «Vorrei però nuovamente rivolgere un sentito ringraziamento al dottor Salvatore Minniti e a tutto il suo staff per l’impegno, la dedizione e la passione con cui – conclude Perrone - svolgono il loro prezioso lavoro al servizio della comunità e in particolare per la gestione e risoluzione di questo caso estremamente grave e complesso».