Volkswagen, 50.000 extra tagli per ridurre i costi | FP
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I rappresentanti sindacali in seno al comitato avrebbero bloccato proposte che includevano sia tagli sia la possibile chiusura di quattro stabilimenti
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Pubblicato il 13 Luglio 2026 ore 19:45
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Volkswagen potrebbe dover eliminare circa 50.000 posti di lavoro aggiuntivi per mantenere la competitività in un mercato automobilistico sempre più difficile. È quanto emerge da una nota interna dell’amministratore delegato Oliver Blume, che conferma di fatto per la prima volta il percorso verso una riduzione complessiva fino a 100.000 posizioni. La decisione, secondo quanto riportato nel documento citato da Reuters, si inserisce in un contesto in cui i profitti dell’azienda sono crollati. Tra i fattori indicati figurano i costi tariffari accumulati in miliardi di euro, la crescente concorrenza soprattutto proveniente dalla Cina e la necessità di rendere più efficiente la rete produttiva in Germania.
Volkswagen conferma i tagli al personale
Blume sta quindi cercando di razionalizzare il gruppo, che resta il più grande produttore automobilistico europeo. Dopo aver già concordato tagli per 50.000 lavoratori in tutto il perimetro aziendale, inclusi marchi come Porsche e Audi, il gruppo valuta ulteriori interventi per ridurre i costi. Nel messaggio ai dipendenti si legge che l’azienda calcola uno svantaggio di costo del 20% rispetto a competitor comparabili: da qui deriverebbe una “deduzione teorica” di ulteriori circa 50.000 posti di lavoro a livello globale.
Bloccate le chiusure degli stabilimenti?
La nota arriva dopo il rifiuto dell’azienda di commentare voci su tagli fino a 100.000 licenziamenti e dopo le proteste dei lavoratori, arrivate con toni duri e con richieste di chiarimenti ai vertici. Secondo quanto riferito, i rappresentanti sindacali in seno al comitato avrebbero bloccato proposte che includevano sia tagli sia la possibile chiusura di quattro stabilimenti (Emden, Hannover, Zwickau e Neckarsulm). Blume, nel documento, ha dichiarato di non poter ancora confermare la fattibilità di un utilizzo “competitivo” di quegli impianti negli anni successivi al 2030, aggiungendo di preferire soluzioni intelligenti alle chiusure. Nel messaggio ai dipendenti ha poi concluso che “ci saranno sicuramente altri incontri” per individuare le opzioni migliori.