Vittorio Sgarbi, le ore prima del ricovero: «L'infermiere lo aveva idratato ma al risveglio non respirava bene». Il racconto di Sabrina Colle

Vittorio Sgarbi è ancora in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma. Il quadro clinico dell'ex sottosegretario alla Cultura, 74 anni, resta critico ma stabile. Il ricovero risale a mercoledì 30 settembre ed è legato a un'insufficienza respiratoria. Sulle sue condizioni parla la compagna, Sabrina Colle, in una testimonianza uscita sul Giornale nello spazio in cui di norma compare la rubrica dello stesso Sgarbi.

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Le ore prima del ricovero

Martedì 29 settembre l'infermiere Luca, mandato a casa dal Gemelli, aveva praticato a Sgarbi una terapia di idratazione e gli aveva somministrato un antipiretico.

La giornata si era chiusa senza segnali d'allarme. La situazione si ribalta la mattina dopo. «Al risveglio del giorno dopo mi accorgo che Vittorio non respira bene. Non c'è tempo da perdere, si corre al Gemelli», scrive Colle. In ospedale la donna resta da sola nella sala d'attesa del pronto soccorso, finché i sanitari le danno il permesso di raggiungere Sgarbi in rianimazione. È in quei corridoi che, scrive, ha capito «quanto la nostra esistenza sia fragile e preziosa».

In ospedale

La compagna di Sgarbi attribuisce un peso preciso al modo in cui il personale si rivolge a malati e parenti: «Una parola pronunciata con il tono giusto, un gesto di attenzione, uno sguardo comprensivo, possono instaurare immediatamente quel rapporto di fiducia che, nei momenti più difficili, ci fa sentire protetti e nelle mani giuste». Tra i professionisti del Gemelli cita anche i più giovani, impegnati a spostare lettighe, chiamare ascensori, trasportare apparecchiature e dare indicazioni ai familiari. Colle chiude la sua testimonianza così: «Quello che ho visto non ha cancellato la mia angoscia, ma mi aiuta a sopportarla».


Ultimo aggiornamento: lunedì 5 ottobre 2026, 07:31

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