Virtus, tutto l’orgoglio di Casarin: "Così ho realizzato il mio sogno"

Basket serie A Prime parole e visite mediche per l’azzurro che completerà il pacchetto esterni di Mumbrù

Federico Casarin si è già calato nel ruolo di giocatore bianconero (foto Virtus)

Federico Casarin si è già calato nel ruolo di giocatore bianconero (foto Virtus)

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Le visite mediche, poi il parquet. Il primo passo verso la nuova avventura è arrivato venerdì, quando Davide Casarin si è presentato alla Clinica Villalba per i consueti controlli di rito. Una formalità, certo, ma anche il primo atto concreto dell’esperienza in bianconero. Il classe 2003 di Mestre è pronto a cominciare una nuova pagina della carriera, quella che lo porterà a vestire la maglia della Virtus e a misurarsi con l’Eurolega.

E forse, per raccontare Casarin, bisogna partire proprio da qui. Dalla consapevolezza di quello che significa arrivare a Bologna. Il nuovo play conosce bene il peso della canotta che indosserà. Lo aveva detto lui stesso qualche tempo fa, quando il trasferimento si era appena concretizzato.

"È un sogno che si realizza, perché la Virtus è una delle società più storiche che ci siano, non solo in Italia, ma in Europa. È uno step in più, quello in cui dici: adesso posso giocare per una squadra come la Virtus, avere la scritta Virtus sul petto".

Parole che oggi assumono un significato ancora più concreto. Casarin arriva a Bologna dopo una stagione che lo ha consacrato come uno dei giovani italiani più in crescita, tanto da ricevere il premio Lba come giocatore maggiormente migliorato. Un riconoscimento che raccontal percorso compiuto, ma anche il punto di partenza da cui ripartire. A Bologna troverà Alex Mumbrù e un reparto di esterni affollato, con tanti giocatori capaci di portare la palla e assumersi responsabilità.

Non sarà una strada spianata, ma nemmeno questo sembra spaventare il mestrino. Casarin ha scelto la Virtus per continuare il processo di crescita, consapevole che l’Eurolega possa essere il miglior banco di prova.

Una scelta che lo ha portato anche a rinunciare a qualcosa sul piano economico rispetto alle sirene del college americano. Casarin è entrato nel giro della Nazionale e rappresenta uno dei giovani italiani più interessanti.

Quest’estate ha dovuto fare i conti con qualche noia al ginocchio, che lo ha costretto a saltare la finestra azzurra di giugno-luglio e lo terrà fuori anche da quella di fine agosto. Una pausa necessaria per risolvere il problema e presentarsi nelle migliori condizioni possibili all’inizio della stagione.

Poi ci sarà da conquistarsi spazio. Casarin sa che dovrà farlo attraverso il lavoro, ma è proprio questa la sfida che lo ha portato sotto le Due Torri. Figlio d’arte – il papà Federico è un ex cestista nonché presidente della Reyer – e cresciuto in una famiglia dove la pallacanestro è una questione di Dna, ora è pronto per il capitolo più prestigioso del suo percorso. Con una maglia che, prima ancora di essere un’uniforme, rappresenta una responsabilità.

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