«Vietato andare in bagno durante le lezioni» Al liceo Selvatico scoppia la protesta: ma dietro la decisione ci sarebbero degli episodi preoccupanti
PADOVA - Al liceo artistico Selvatico è vietato andare in bagno. Non sempre, per carità: solo durante la prima, terza e quarta ora. In altre parole sarebbe opportuno che il bisogno chiamasse, con una certa puntualità, durante la seconda ora oppure alla quinta, se proprio non si riesce ad aspettare di essere arrivati a casa. A denunciare la curiosa restrizione è la Rete degli studenti di Padova, che sui social fa riferimento ad una circolare passata nelle aule ieri mattina. Dall'interno della scuola, però, la notizia è confermata: la direttiva c'è e alcuni bagni sono stati proprio chiusi a chiave, per impedire agli studenti di accedervi. Una misura che ha fatto scattare le proteste della componente studentesca, che ne chiede l'immediata revoca.
Malori sospetti tra gli studenti
All'origine della stretta, stando alle informazioni raccolte all'interno dell'istituto, sembra ci siano alcuni episodi che hanno destato preoccupazione. Tra questi, due in particolare: il malore di uno studente, che potrebbe essere collegato all'assunzione di un farmaco ansiolitico, e il mancamento di una studentessa, che invece aveva preso un forte antidolorifico per lenire i dolori da ciclo. Probabilmente la ragazza l'aveva assunto a stomaco vuoto e per questo si è sentita male. La stessa circolare farebbe riferimento a studenti che, nei bagni, avevano fatto uso di farmaci psicotropi, quindi antidepressivi o ansiolitici. Le motivazioni, insomma, sarebbero legate più a motivi di sicurezza che altro.
Il divieto di andare in bagno
È su questo sfondo che sarebbe maturata la decisione di limitare l'accesso ai servizi durante alcune ore di lezione, lasciando aperte altre finestre nell'arco della mattinata. Una risposta che, tuttavia, sta facendo discutere. Perché, anche se l'intento fosse quello di prevenire comportamenti rischiosi o disordini, la chiusura dei bagni rischia di trasformare una questione di sicurezza in una restrizione che coinvolge indiscriminatamente tutti gli studenti. Ed anche se la circolare menziona esplicitamente i casi di bisogno urgente, per i quali non si negherà ai ragazzi l'utilizzo della toilette, rimane pur sempre, a detta degli studenti, una limitazione che pesa e rischia di generare disagio. Tanto più che, a detta anche di chi ci lavora, il Selvatico non è certo una scuola avvezza a problemi disciplinari, anzi: l'ambiente è da sempre molto sereno, senza particolari criticità disciplinari che possano motivare una misura tanto drastica. La questione, insomma, non riguarda soltanto gli orari in cui è possibile utilizzare i servizi igienici, ma anche il metodo scelto per affrontare eventuali problemi. Se ci sono stati episodi legati all'assunzione impropria di farmaci, per gli studenti la strada potrebbe essere quella della prevenzione e del dialogo, con iniziative di informazione sui rischi connessi all'uso di ansiolitici, antidepressivi e antidolorifici. Se invece il problema riguarda il comportamento di alcuni ragazzi o le condizioni in cui vengono lasciati i servizi, suggeriscono interventi mirati, senza penalizzare l'intera comunità scolastica.
La Rete degli studenti: «Negare un diritto non è la soluzione»
Intanto la misura ha fatto scattare le proteste della componente studentesca, che ne chiede l'immediata revoca. «Negare un diritto fondamentale della persona legato alla salute e alla dignità per motivi puramente punitivi non può essere una soluzione ed è inaccettabile», scrive la Rete degli studenti, secondo cui gran parte dei servizi igienici dell'istituto è stata resa inaccessibile. «Almeno l'accesso a quei servizi di base deve essere garantito», è la rivendicazione. L'organizzazione annuncia inoltre la propria partecipazione alla manifestazione del 16 ottobre. Resta da chiarire nel dettaglio quali episodi abbiano portato alla circolare e quali valutazioni abbiano accompagnato la decisione. Intanto, al Selvatico, una necessità quotidiana si è trasformata in un caso.