VIDEO| Legge elettorale, bocciato l'emendamento Fdi sulle preferenze: le opposizioni esultano in Aula. Conte e Schlein: "Andate a casa"
ROMA – La maggioranza va sotto alla Camera dei Deputati sul nodo preferenze. Con una votazione a scrutinio segreto, l’Aula di Montecitorio ha respinto per un solo voto di scarto l’emendamento cardine alla legge elettorale targato Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc, sostenuto anche da Lega e Forza Italia. La proposta di modifica, che mirava a riscrivere l’articolo 1 del testo introducendo un sistema misto tra capilista bloccati e preferenze, è stata bocciata con 188 voti contrari e 187 favorevoli. Grande esultanza in aula da parte delle opposizioni con fragorosi applausi e cori al grido di “dimissioni” e “elezioni”.
“La maggioranza va sotto di un voto sull’emendamento Bignami sulla reintroduzione delle preferenze voluto da Fratelli d’Italia. L’anima della riforma! L’esultanza dell’opposizione! Ps e comunque Che Guevara porta fortuna”, scrive sui social la deputata dem Patrizia Prestipino, che posta anche un video dell’aula di Montecitorio.
CONTE E SCHLEIN: “ANDATE A CASA”
La bocciatura della norma ha scatenato la durissima reazione dei leader del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle, che hanno immediatamente chiesto le dimissioni del governo. “Avete sfiduciato la vostra presidente del Consiglio”, ha attaccato in Aula il leader del M5S, Giuseppe Conte. “Ora che siete andati sotto vi rimane un’unica cosa: aprire una crisi di governo e andare a casa perché tocca a noi“.
Sulla stessa linea la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha parlato di un segnale di stop all’arroganza della coalizione di governo: “Questo è stato un voto contro l’arroganza di chi pensa che in un Paese con una crescita a zero, con i salari tra i più bassi d’Europa, il costo dell’energia più caro d’Europa, le liste d’attesa infinite in sanità, le tasse che avete portato al record, la priorità sia la legge elettorale. Alcuni deputati della loro stessa maggioranza evidentemente hanno pensato di dire no.”
Schlein ha poi puntato il dito direttamente contro Giorgia Meloni: “Era un voto contro l’arroganza di una leader donna che per difendere il suo potere era pronta a schiacciare quello delle altre donne. Diamo il tempo ai colleghi di prendere atto che hanno fallito e che è il momento di ritornare a casa per dare finalmente un governo a questo Paese. I vostri patti di potere oggi, sotto gli occhi di mezzo Governo, sono saltati. Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa!”.
BONELLI: “MELONI VADA AL COLLE, NOI PRONTI AL VOTO”
A rincarare la dose Angelo Bonelli (Avs): “Meloni oggi non ci ha messo la faccia. È mancato il volto di Giorgia Meloni. È la più grande sconfitta della presidente del Consiglio e lei oggi deve trarne le conseguenze. È stata sfiduciata e anche noi chiediamo alla presidente del Consiglio di trarne le conseguenze”. La premier, ha continuato Bonelli, “è stata sfiduciata e anche noi chiediamo alla presidente del Consiglio di andare direttamente dal presidente della Repubblica perché è chiaro che i voti sono mancati nella sua maggioranza. Meloni vada al Colle, noi siamo pronti al voto“.
Stesso parere da parte di Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo: “Le preferenze finte: con il capolista bloccato, il listone bloccato, senza l’alternanza di genere: una truffa frutto dell’arroganza e della paura. Meloni ha sfidato le opposizioni: ‘È ora di metterci la faccia’ ha scritto sui social. Ma oggi la faccia l’ha persa lei, sfiduciata dalla sua stessa maggioranza. Ora dimissioni!“.
LA REAZIONE DELLA MAGGIORANZA
Nei corridoi del Transatlantico si respira un clima di evidente sconcerto. Intercettato dai giornalisti che gli chiedevano se questo clamoroso stop possa aprire una crisi di governo, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha cercato di minimizzare: “È la democrazia, ora vediamo che succede…”.
Dopo la bocciatura dell’emendamento, il presidente di turno Fabio Rampelli ha cercato di riportare ordine tra i banchi, con la maggioranza in forte agitazione e le opposizioni che esultavano. Riccardo Ricciardi (M5s) ha commentato: “Io capisco che si voglia far finta di nulla rispetto a quello che è accaduto, ma c’è un dato politico: noi oggi abbiamo la premier che si è esposta pubblicamente sulla legge elettorale. Occorre subito la convocazione di una capigruppo”.