Viaggio nel nuovo Portello, ecco come sarà il colosso di 90 metri che ridisegna lo skyline del quartiere (in attesa della Rai) ​​​​​​

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Sarà un altro tassello della ridefinizione degli spazio nel quartiere ex Fiera. Luci e ombre, tribune panoramiche, finiture à plissé e colore verde minerale Fondazione punta 67 milioni sull’idea

Il rendering di “Una Experienze Milano City Life“ e, da sinistra, Michele De Lucchi, Giorgio Marchegiani, Giovanni Bozzetti e Angelo Majocchi

Il rendering di “Una Experienze Milano City Life“ e, da sinistra, Michele De Lucchi, Giorgio Marchegiani, Giovanni Bozzetti e Angelo Majocchi

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Milano, 8 settembre 2026 – Segno dei tempi. Ed evoluzione della specie. Perché in una Milano dove tutto cambia, mutano anche loro, gli alberghi, design accattivante e concept di ospitalità sempre più ibrida nella consapevolezza che oggi, proprio loro, gli hotel, siano diventati location dove, certo, si può soggiornare e dormire, ma anche incontrare persone, lavorare, divertirsi, fare cultura, insomma vivere. E in questo senso, ieri mattina è apparsa davvero illuminante la visita al cantiere del nuovo e scenografico “Una Esperienze Milano City Life” che sta già imponendo la sua sagoma verticale sul vicino Alianza MiCo, ennesimo progetto di una Fondazione Fiera Milano – come ha spiegato il suo presidente Giovanni Bozzetti – che non ha mai smesso di investire nella rigenerazione del quartiere Portello e nuovo spot elettivo del brand “Una Italian Hospitality”, colosso tricolore nel comparto dell’accoglienza. 

Da sinistra, Michele De Lucchi, Giorgio Marchegiani, Giovanni Bozzetti e Angelo Majocchi

Da sinistra, Michele De Lucchi, Giorgio Marchegiani, Giovanni Bozzetti e Angelo Majocchi

I numeri record 

Numeri: 90 metri di altezza e 173 camere, per la precisione 155 standard, sei junior suite e due suite. Ma anche layout iper-innovativo firmato da Michele de Lucchi con lo Studio AMDL Circle, autore di una visione lungimirante del nuovo hotel che si affaccia su viale Scarampo realizzato dal general contractor Nessi&Majocchi Spa (insieme a Gualini Spa, Zaffaroni Srl e Gianni Benvenuto Spa), torre finestrata e con pianta regolare e compatta che si presenta già con i suoi 22 piani movimentati nella parte più elevata da una serie di “tribune panoramiche” capaci di ricordare quelle di uno stadio (l’immagine è dello stesso de Lucchi), sorta di terrazze opportunamente vegetalizzate che sembrano aggiungere ariosità e leggerezza a una costruzione fortemente materica; e che nella parte alta chiudono l’edificio a sua volta rivestito dal gioco “luci e ombre” assicurato da pareti a pieghe, con finiture “à plissé”, tecnica presa a prestito dal mondo della moda che in quello dell’edilizia è diventata una sorprendente risorsa. 

Ecco come l'hotel ridisegnerà il quartiere e lo skyline milanese

Ecco come l'hotel ridisegnerà il quartiere e lo skyline milanese

Giochi cromatici  

L’effetto? Cromatico grazie alla colorazione “verde minerale” voluta da De Lucchi e dalla scelta di distinguersi dai grattacieli vetrati che ormai furoreggiano a Milano. Ma anche funzionale per un hotel dove le superfici tenderanno a comparire e scomparire in base alla posizione di chi lo osserverà, metafora di un albergo in fase di completamento che ha visto la Fondazione Fiera Milano intervenire con un investimento di 67 milioni di euro (altri 120 milioni sono quelli destinati a un altro hotel a Rho-Pero) e marcare l’imprinting rigenerativo di una fetta di Milano che nel 2029 si arricchirà con il nuovo Centro di Produzione Rai e di un successivo intervento nell’area attualmente occupata dall’Accademia della Fiera. 

Ristoranti e looftop 

Come dire: un progetto strategico anche per un brand – come Una Italian Hospitality – che a Milano conta già su 11 strutture ricettive e che nelle parole del suo amministratore delegato Giorgio Marchegiani si è configurato come esempio di hôtellerie permeabile e porosa, capace di intercetare uomini d’affari, turisti e nomadi della mobilità contemporanea in cerca di emozioni ed esperienze ma anche di dialogare fortemente con la città che gli sta attorno. Ovviamente anche grazie alla prevista e opportuna presenza di lounge, di ristoranti e di rooftop ai piani superiori.

Ma anche alla voluminosa piazza urbana che farà da ingresso all’hotel collegandolo con una lunga pensilina a viale Scarampo e alla fermata della metropolitana. Idea cristallizzata dallo stesso De Lucchi: fare del nuovo hotel (previsione di apertura al pubblico: settembre 2027) un elemento distintivo di Milano per chi arriva dalle autostrade. Con tanto di retropensiero: fino a ieri percepito come punto di arrivo dove sbarcare per raggiungere una meta, l’albergo diventa esso stesso una destinazione.

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