Via Amendola, il piano del Comune. Madrid: "Decoro, luci e sicurezza. Investiamo mezzo milione di euro"
Bologna, 19 settembre 2026 – Mezzo milione di euro da impiegare nel quadrante di via Amendola, per ‘liberare’ l’area di fianco allo scalo ferroviario da spaccio, microcriminalità e degrado. Trasformando in realtà l’impegno che l’amministrazione si era assunta a febbraio, dopo la partecipatissima e accesissima assemblea pubblica avvenuta in via dello Scalo con residenti e negozianti della zona. Progetti e risorse partiranno "a brevissimo", assicura l’assessora alla Sicurezza Matilde Madrid, che fa il punto dopo mesi di lavoro sull’area. Su cui "serve una cura da cavallo".
Cosa intende?
"Limpegno delle forze dell’ordine e della polizia locale è visibile, ma la situazione continua a essere critica. Bisogna fare di più".
Qual è il piano?
"Partiremo già a ottobre, mettendo in campo mezzo milione di euro. Questo grazie a un accordo di contributo regionale, con risorse comunali, che saranno finalizzate su due fronti".
Quali sono?
"Partiamo da un impegno diretto del comune sulla cura dello spazio pubblico per la sicurezza".
Può farci degli esempi?
"Ci occuperemo di eseguire una prima pulizia generale delle colonne e delle pareti dei sottoportici di via Amendola, anche sui palazzi privati".
Poi?
"Tramite un avviso pubblico, sosterremo con dei contributi i condomini e i negozi che decideranno di proseguire con il mantenimento della prima pulizia, attraverso un abbonamento per pulizie periodiche. Aiuteremo anche chi ha sostenuto spese, o le sosterrà fino alla metà del 2027, per misure di sicurezza passiva, come sistemi di allarme, di videosorveglianza o progetti di illuminazione privata che hanno una ricaduta sullo spazio pubblico".
Sono previste nuove telecamere?
"Destineremo circa 220mila euro per il potenziamento dell’illuminazione pubblica, come negli angoli bui delle vie Boldrini, Milazzo o Gramsci. Sul fronte telecamere, condivideremo un progetto con la Questura per fare in modo che siano utili per le forze dell’ordine".
Sul fronte sociale, invece?
"Una quota di risorse andrà ad azioni di gestione dello spazio pubblico, perché ci sono spazi che possono essere animati. Pensiamo a feste di strada o progetti sui Giardini Fava. In una zona così martoriata, non vogliamo lasciare sole le persone. Inconteremo le associazioni di categoria per condividere l’impianto di un avviso pubblico".
Finora che cosa è stato fatto?
"Un forte cambio di passo da parte della polizia locale, che a Bologna e nelle città di certo non si imbosca negli uffici, come ha detto il ministro Tajani. Al contrario, ha un ruolo importante. E i numeri parlano chiaro".
Di che dati parliamo?
"Dal 1° gennaio al 31 agosto, solo sul quadrante di via Amendola, la Locale ha svolto 950 servizi, di cui 200 al parco del Cavaticcio e ai Fava, identificando nel complesso 2.120 persone e controllando 3.400 veicoli; più di 600 i verbali elevati, dei quali 400 solo sui monopattini. Le denunce sono state 30, mentre i sequestri sono stati 65".
Che riscontro avete avuto da parte dei cittadini?
"Ne abbiamo incontrati alcuni, tra residenti e negozianti, qualche giorno fa e ci hanno confermato ciò che ci è stato detto nelle scorse settimane: c’è stato un periodo, durato qualche mese, in cui la situazione era migliorata. Una ’tregua’ durata fino a fine agosto, ma adesso la problematica si sta riaffacciando con intensità".