«Vi spiego perché l’Einstein Telescope è un atto di fiducia» - L'Unione Sarda.it
Il personaggio.
14 luglio 2026 alle 00:15
Gabriella Greison e la scienza per capire (anche) noi stessiA Ulassai, nella cornice del festival “Un filo bianco”, oggi alle 21.30 la fisica e divulgatrice Gabriella Greison porterà “Einstein Forever”, accompagnata dal quartetto d’archi Alter Echo String Quartet, uno spettacolo che tesse un filo di parole e musica tra Einstein e la contemporaneità.
«Lo spettacolo nasce dalle ricerche che ho fatto a Princeton, dove Einstein ha vissuto, e alla Hebrew University di Gerusalemme che custodisce il suo più grande archivio. Dalle lettere, da quei documenti, da quei luoghi sono nati prima il libro e poi il testo teatrale; sul palco racconto un Einstein inedito, perché ho trovato le lettere che i bambini gli scrivevano e tuttora gli scrivono. Alcune risposte le do io oggi, aggiornando quelle che dava lui e rispondendo a quelle contemporanee. Ho recuperato le musiche che suonava: le faccio interpretare da un quartetto d’archi femminile».
Come Einstein ha influito su quello che abbiamo in mano oggi?
«Einstein ha cambiato la tecnologia che abbiamo in mano, cercava di capire come funzionava l'universo: i GPS funzionano grazie alla relatività, e i pannelli solari si basano sull'effetto fotoelettrico per cui Einstein ha vinto il premio Nobel. È la dimostrazione che la ricerca fondamentale è il motore più potente dell'innovazione, anche quando all'inizio sembra inutile».
Non è passato un anno da quando in rete fu attaccata per una scollatura.
«Quella vicenda è finita sul Times, sul Guardian, su El Clarin, e anche in America mi hanno riconosciuto a causa dello “scollo-gate”. Così ho capito che non ero una vittima, ma una testimone di un evento molto più grande; non si stava parlando di me ma del nostro modo di guardare le donne autorevoli. Se quell'episodio ha aperto una riflessione, però, è servito a qualcosa. Da fisica posso dire che l’osservatore conta, da essere umano ho scoperto che alcuni osservatori guardano ancora la confezione invece del contenuto: mentre io parlavo di fisica quantistica, una parte di Internet ha fatto invece la peer review del vestito, che è diventato più importante del contenuto. La buona notizia è che moltissime ragazze mi hanno detto “ci siamo sentite rappresentate”, ho ricevuto migliaia di mail e questo vale molto più di qualsiasi polemica».
Tornando alle lettere di Einstein, c'è qualche lettera che l’ha colpita?
«Quelle dei bambini che gli chiedevano di risolvere i loro problemi. Lui spesso rispondeva, ponendogli nuove domande. Quelle dei nostri tempi sono curiose perché i bambini si immaginano quello che può essere il futuro, e chiedono conferma a Einstein come se lui abbia in mano le chiavi delle nostre sorti».
E la fisica Greison che cosa vede nel futuro?
«La fisica mi ha insegnato che il futuro non si prevede, si costruisce. Le equazioni descrivono quello che è possibile, ma sono gli esseri umani a scegliere quale possibilità trasformare in realtà, e vedo un'epoca in cui l'intelligenza artificiale ci costringerà a ridefinire che cosa significa essere umani. La sfida non sarà costruire macchine più intelligenti, sarà diventare più consapevoli. Ecco, se il futuro sarà sempre più tecnologico, spero che sia anche più scientifico dell’epoca attuale, in cui il pensiero di vongola38 equivale a quello che dice un premio Nobel».
L’Einstein Telescope sarà a poco più di cento chilometri da Ulassai.
«L’Einstein Telescope racconta davvero cos’è la ricerca: Einstein nel 1916 immagina le onde gravitazionali, increspature dello spazio-tempo che vengono osservate per la prima volta cento anni dopo. Ora costruiamo uno strumento per ascoltarle. È una lezione di fiducia nel tempo lungo della conoscenza».
Cosa direbbe a una ragazza indecisa se iscriversi in Fisica?
«La Fisica è una delle poche discipline che insegna a convivere con ciò che non sai, e il futuro appartiene a chi sa imparare, non a chi pensa di avere tutte le risposte: non promette una vita facile, promette una vita interessante. Credetemi, è un affare migliore».
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