Biglietto a bordo, la studentessa paga il doppio: "Ma così è difficile scegliere l’autobus"
La maggiorazione è prevista dal regolamento, ma la segnalazione solleva il tema dell’accesso occasionale al trasporto pubblico. Proprio mentre l’Università dell’Insubria invita studenti e personale a lasciare l’auto per raggiungere il campus di Bizzozero

Una maggiorazione prevista dalle regole, dunque formalmente corretta, ma un episodio che apre una questione più ampia: quanto è semplice salire su un autobus a Varese per chi non ha un abbonamento e utilizza il trasporto pubblico solo occasionalmente?
A sollevare il problema è una studentessa dell’Università dell’Insubria, che ha scritto a VareseNews raccontando quanto accaduto su una corsa diretta al polo universitario di Bizzozero.
La studente e alcuni suoi compagni di corso, non avendo acquistato il biglietto in precedenza e non essendo abbonati, avevano intenzione di comprarlo direttamente sull’autobus. Una volta a bordo, però, si sarebbero accorti che il dispositivo per il pagamento con carta non era funzionante.
«Era quindi possibile fare il biglietto solo con la moneta» racconta la studentessa. «L’autista stesso ha fatto i biglietti, tuttavia facendo pagare ai miei compagni una sovrattassa proprio per non aver fatto in anticipo il biglietto o non avere l’abbonamento».
Il costo finale, secondo la ricevuta allegata alla segnalazione, è stato di 3,20 euro, il doppio rispetto al prezzo indicato dalla studentessa per un normale titolo di viaggio.
La maggiorazione per l’acquisto del biglietto direttamente a bordo è prevista dalle regole del servizio e, da questo punto di vista, il comportamento dell’autista non rappresenta un’anomalia. Più che una contestazione sulla correttezza della tariffa applicata, però, la lettera pone un tema concreto sull’accessibilità del trasporto pubblico per chi decide di utilizzarlo senza essere un utente abituale.
È proprio questo il punto interessante della segnalazione: se l’obiettivo è convincere più persone a lasciare a casa l’automobile, il sistema deve risultare facilmente utilizzabile anche da chi prende l’autobus una volta ogni tanto, magari decidendolo all’ultimo momento. In questo caso la possibilità di acquistare il titolo di viaggio a bordo c’era, ma il pagamento elettronico, secondo quanto riferito dalla studentessa, non era disponibile e l’acquisto dal conducente comportava una maggiorazione.
La questione assume un significato particolare proprio in questi giorni per chi frequenta il Campus di Bizzozero. Dal 23 settembre sono infatti entrate in vigore nuove modalità di accesso, viabilità e parcheggio legate ai lavori per la realizzazione delle nuove aree di sosta e, successivamente, del nuovo edificio polifunzionale.
L’Università dell’Insubria, presentando i cambiamenti, ha invitato espressamente studenti e personale, «quando possibile», a privilegiare l’utilizzo dei mezzi pubblici per raggiungere il Campus. L’Ateneo indica le linee urbane C ed E e le corse aggiuntive del servizio di rinforzo universitario tra le alternative all’automobile.
Non si tratta, peraltro, di un’indicazione isolata. L’Insubria porta avanti da tempo una politica dedicata alla mobilità sostenibile: dal Bus Insubria, che collega il centro di Varese con Bizzozero, al servizio di car pooling, fino alle convenzioni per biciclette e monopattini in sharing. Anche le iniziative dedicate alla mobilità universitaria hanno posto particolare attenzione al Campus varesino e alla necessità di ridurre il numero di automobili dirette ogni giorno verso il polo.
È in questo contesto che la lettera della studentessa pone una domanda che va oltre i 3,20 euro pagati quella mattina: se si chiede a studenti, lavoratori e frequentatori occasionali dell’università di scegliere maggiormente il trasporto pubblico, quanto è semplice farlo senza essersi organizzati in anticipo?
«Ho trovato inaccettabile far pagare 3,20 euro per un motivo del genere – conclude la studentessa – soprattutto in un momento in cui l’università ci consiglia vivamente di utilizzare i mezzi pubblici anziché l’auto personale a causa dei numerosi lavori ai parcheggi dell’ateneo».
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