Valorugby, arriva Ghigo. Lo chef che cucina vittorie

Il nuovo ’avanti’ granata, 28 anni, ha giocato le ultime sei stagioni nel Petrarca "Orgoglioso di essere qui: darò tutto. Quando smetterò aprirò un ristorante" .

Enrico Ghigo, 28 anni, 192 centimetri d’altezza per 113 chilogrammi

Enrico Ghigo, 28 anni, 192 centimetri d’altezza per 113 chilogrammi

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Il Valorugby Emilia, squadra campione d’Italia, nelle ultime ore del mercato ha piazzato un importante colpo nel reparto degli “avanti”. Tra i Diavoli arriva la seconda linea Enrico Ghigo, 28 anni, piemontese di Revello, cresciuto rugbisticamente nelle accademie federali prima di intraprendere la carriera senior in Serie A Elite con le maglie di Viadana (2018/19 e 2019/20) e Petrarca Padova con cui ha giocato le ultime sei stagioni vincendo due scudetti e due Coppa Italia. Per lui anche alcune presenze in nazionale Under 18 e Under 20.

"Chiusa l’esperienza a Padova mi ero di fatto ritrovato senza squadra – spiega Ghigo – Quando si è presentata l’opportunità di unirmi al Valorugby non ci ho pensato neanche un secondo. Sono orgoglioso e felice di essere in club così ambizioso. In questi primi giorni mi ha colpito la positività dell’ambiente e la professionalità dello staff tecnico di cui conoscevo già Ferrarini e Manganiello con cui ho giocato a Viadana. Tra i miei compagni ritrovo poi tanti ex patavini come Brugnara, D’Amico, Alongi e Pietramala. Ora sta a me restituire la fiducia a staff, compagni e tifosi: darò tutto per questa maglia".

Giocatore dal fisico possente (1,92 di altezza per 113 chili), Ghigo si definisce un “avanti” ecclettico. "Posso giocare sia in seconda che in terza linea, mi piace fare il ’gioco sporco’, pulire le ruck e placcare. Da ragazzo il mio idolo era Sergio Parisse". Fuori dal campo Ghigo coltiva la passione della cucina, frutto anche di un percorso di studi che lo ha portato a conseguire il diploma di cuoco. "Amo cucinare, mi piace sperimentare nuovi piatti sia nelle portate di entrata come i primi e le paste, sia nei dessert. Una volta appese le scarpe al chiodo mi vedo nel mondo della ristorazione non necessariamente come cuoco, mi piacerebbe avere un locale tutto mio".

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