Vaccini in Italia: quali sono obbligatori, cosa rischia chi non li fa e cosa ci dicono i dati
I vaccini proteggono da malattie potenzialmente letali e rappresentano uno degli strumenti di prevenzione a disposizione della collettività: ecco perché è fondamentale vaccinarsi. Lo scrive nero su bianco l'Istituto Superiore di Sanità. Per le malattie trasmissibili da persona a persona, una copertura vaccinale elevata può inoltre contribuire a proteggere anche le persone che, per diversi motivi, non possono essere vaccinate.
Se somministrati in età pediatrica, permettono di proteggere anche i soggetti fragili e i lattanti, evitando che determinate malattie possano presentarsi in età adulta. Eppure i recenti casi di cronaca, come la morte della piccola Anna Rosa di quattro anni e mezzo a Palermo a causa della difterite, contro la quale non era stata vaccinata, riportano l'attenzione sul tema, spesso oggetto di fake news. I genitori erano convinti che un vaccino avesse causato l'autismo di un cuginetto: una bufala dura a morire.
I vaccini obbligatori in Italia: quali sono
Sono dieci i vaccini obbligatori in Italia, secondo la legge 31 luglio 2017, n. 119, destinati ai minori di età compresa tra zero e sedici anni e per i minori stranieri non accompagnati:
Per le ultime quattro, l'obbligatorietà viene rivista ogni tre anni, a seconda dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte. Altre quattro sono consigliate e gratuite, ma non obbligatorie:
- anti-meningococcica B;
- anti-meningococcica C;
- anti-pneumococcica;
- anti-rotavirus.
Il calendario delle vaccinazioni
Nel primo anno di vita del bambino viene somministrato il vaccino esavalente, che protegge da difterite, tetano, pertosse, epatite B, polio, Haemophilus influenzae b: la prima dose al compimento dei due mesi, la seconda a quattro mesi, una terza a 10 mesi. Stesso percorso per l'anti-pneumococcica. Nel secondo anno, a partire dai 12 mesi, è previsto il vaccino contro morbillo, parotite, rosolia, varicella.
In età prescolare, tra i cinque e i sei anni, sono previsti il richiamo contro difterite, poliomielite, tetano e pertosse e la seconda dose contro morbillo, parotite, rosolia e varicella. Dall'undicesimo anno di vita c'è anche la possibilità di vaccinarsi contro l'HPV (non obbligatorio), mentre dal dodicesimo c'è il richiamo contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite.
Cosa succede se i genitori non vaccinano i figli
Nella fascia di età da 0 a sei anni, un bimbo non vaccinato non può frequentare asilo nido o scuola dell'infanzia. Dalla scuola primaria, la mancata vaccinazione non impedisce l'accesso alle lezioni: l'istituto, però, notifica all'Asl la situazione e i genitori vengono convocati per un colloquio, con l'intento di invitarli a effettuare le dosi mancanti.
Se persistono nella loro decisione, vengono multati con una sanzione amministrativa tra 100 e 500 euro. Sono esonerati dall'obbligo i bambini già immunizzati a seguito di malattia naturale o quelli per i quali esistano specifiche condizioni cliniche documentate che costituiscano una controindicazione permanente o temporanea alla vaccinazione.
Nel caso in cui la mancata vaccinazione determini conseguenze gravi per la salute del minore, possono inoltre emergere profili di responsabilità da valutare caso per caso. È quanto sta accadendo a Palermo, dove i genitori di Anna Rosa sono indagati per omicidio colposo e la Procura per i minorenni ha aperto un fascicolo sulla responsabilità genitoriale.
I dati
Secondo i dati riportati da Epicentro, aggiornati al 2024, le coperture vaccinali infantili sono rimaste stabili rispetto al 2023, con lievi aumenti per morbillo e varicella. Tra i bambini nati nel 2022, la copertura contro la polio, utilizzata come indicatore delle vaccinazioni dell’esavalente, ha raggiunto il 94,45%. Per la prima dose contro il morbillo, la copertura è stata del 94,77%: numeri ancora sotto la soglia del 95% raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Restano invece più basse le coperture per alcune vaccinazioni raccomandate:
- meningococco B: 79,44%;
- pneumococco: 90,05%, in diminuzione di 1,52 punti percentuali;
- meningococco C: 67,14%.
Per quanto riguarda i bambini nati nel 2021, a 36 mesi, la copertura antipolio raggiunge il 95,15%, rispetto al 94,76% rilevato a 24 mesi nell’anno precedente. Anche le coperture per morbillo, parotite e rosolia risultano in leggero aumento.
Per i bambini nati nel 2020, rilevati a 48 mesi, le coperture si stabilizzano sopra il 95% sia per la polio sia per il morbillo. Un dato che evidenzia un'attività di recupero sui bambini che non avevano completato il ciclo vaccinale nei tempi iniziali.
La situazione cambia con i richiami dell’età prescolare, tra i 5 e i 6 anni, e con le vaccinazioni rilevate a 8 anni. La quarta dose antipolio e la seconda dose contro il morbillo si attestano infatti intorno all’84-86%, con un lieve calo rispetto all’anno precedente.
Tra i sedicenni, corrispondenti alla coorte dei nati nel 2008, si registra una generale diminuzione delle coperture. Il calo più evidente riguarda la polio, passata dal 69,48% nel 2023 al 65,62% nel 2024. Diminuiscono anche le coperture contro la rosolia.
Tra i diciottenni, invece, i valori sono generalmente in linea con quelli dell’anno precedente. Fa eccezione la vaccinazione contro la difterite, salita al 76,69% dal 72,19% del 2023. Una copertura che resta quindi contenuta, nonostante il miglioramento.
Significative sono però le differenze territoriali. Per la polio, a 24 mesi superano il 95% Piemonte, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise e Basilicata. Le altre Regioni e Province autonome si collocano tra il 90% e il 95%, fatta eccezione per la Provincia autonoma di Bolzano, all’87,11%, e la Sicilia, all’85,13%.
Ancora più ampia è la distanza regionale per il morbillo: la copertura varia dall’87,98% della Sicilia al 98,11% del Molise, con una differenza di oltre 10 punti percentuali.