Usl, investigatori privati contro i dipendenti furbetti, fermati 3 chirurghi dopo l'ispezione: troppe irregolarità nelle attività private in ospedale
TREVISO - Tre chirurghi si sono visti revocare l’autorizzazione a operare in regime privato all’interno dell’ospedale per passaggi di pazienti tra libera professione e pubblico, non adeguatamente segnalati, e timbrature non regolari. Il provvedimento è stato timbrato lo scorso 29 dicembre. Cioè proprio alla fine del lavoro degli investigatori privati che l’Usl della Marca, all’epoca guidata dall’ex direttore generale Francesco Benazzi, aveva assoldato giusto un anno prima - affidando l’incarico alla Global Investigazioni Srl di Padova, con una spesa di 130mila euro - per controllare che i propri lavoratori rispettassero gli obblighi contrattuali: presenze, orari, turni, attività e così via.
Una iniziativa contro i dipendenti “furbetti”, che ora è finita nella bufera. I sindacati hanno attaccato dicendo di essere stati tenuti all’oscuro del controllo di massa e chiedendo un incontro urgente al nuovo direttore generale Giancarlo Bizzarri, nominato a febbraio, per conoscere gli esiti dell’investigazione. Anche se la partita, in realtà, è stata gestita dall’ex dg Benazzi. Quest’ultimo si era mosso sulla base di segnalazioni ricevute anche personalmente.
«A fronte di fondati sospetti e di mirate segnalazioni su alcuni specifici dipendenti - ha messo in chiaro - abbiamo scelto di dar vita ad un’inchiesta interna anche a tutela della stragrande maggioranza dei professionisti che quotidianamente lavorano con competenza e determinazione. Se c’è chi lavora contro l’interesse dei trevigiani, tanto più in un settore delicato come quello sociosanitario, non può restare al suo posto».
Le contestazioni
Tra i provvedimenti siglati dopo il lavoro dei detective ci sono proprio quelli riguardanti i tre chirurghi, tutti trasferitisi nei mesi scorsi in cliniche private. Da luglio del 2024 eseguivano operazioni in regime privato - in particolare interventi per ernie, cisti, emorroidi e così via - negli ambulatori dell’Usl. Ma poi capitava anche che ricoverassero i pazienti per una notte, senza segnalare adeguatamente il loro passaggio nell’ambito del pubblico. In più, sono state riscontrate delle irregolarità nelle timbrature: l’attività in libera professione viene svolta al di fuori dell’orario di lavoro e deve essere nettamente distinta da quella istituzionale. «A seguito di alcune criticità - emerge dall’azienda sanitaria - è stato necessario procedere con un approfondimento». Fino alla revoca dell’autorizzazione.
Per il resto sugli investigatori le bocche restano cucite. «Le poche verifiche mirate, prontamente affrontate perché non producessero contraccolpi per i cittadini, hanno portato a confermare quasi per tutti la fondatezza delle segnalazioni - ha detto Benazzi - non sono state rese pubbliche per ragioni di privacy, anche a tutela del lavoratore, rimanendo agli atti dell’ente». C’è da dire che storicamente i nodi non sono mancati. Dal caso di Loredana Bolzan, l’impiegata che tra il 1999 e il 2007 fece sparire i soldi dalle casse per un buco di oltre 4 milioni, fino alle recente indagine sulla gestione dei medicinali nella farmacia ospedaliera, che ha spinto l’Usl a creare il nuovo polo centralizzato a Vittorio Veneto.
L’incontro
Ma ora i sindacati hanno chiesto un incontro con Bizzarri per conoscere ufficialmente dove hanno portato le attività svolte l’anno scorso dagli investigatori privati. Non solo. Antonio Balsarin, riferimento del sindacato dei medici Anaao di Treviso, auspica che il nuovo direttore generale si dissoci dal sistema usato dalla precedente amministrazione: «Ogni singolo dipendente è stato trattato alla stregua di un delinquente».
Bizzarri non entra nei dettagli. Ma ha subito aperto all’incontro con le sigle sindacali: la data verrà definita nelle prossime ore. «La valorizzazione del personale è una delle sette priorità strategiche che rappresentano il programma di questa direzione, come testimoniano i recenti gruppi di lavoro operativi promossi sul tema relativi alla cabina di regia permanente sulla gestione del personale - sottolinea - ricordiamo inoltre che la settimana scorsa abbiamo presentato ai sindacati l’esito dell’analisi di clima per poter collaborare insieme a definire strategie efficaci per migliorare la valorizzazione.
In particolare, ricordo il focus specifico sulla gestione delle quattro generazioni che sono presenti in azienda, con l’avvio del gruppo giovani di recente istituzione». Adesso si attende il faccia a faccia. «Proprio per il rispetto che portiamo a tutti i lavoratori intendiamo continuare il confronto con il sindacato nelle sedi e con i metodi istituzionali - conclude Bizzarri - con loro definiremo a breve la data dell’incontro richiesto».