Urso: auto italiane +26,1%, aiuti selettivi sul caro benzina
ROMA – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è tornato a parlare di caro carburanti e di industria automobilistica in un’intervista rilasciata a Il Giornale e diffusa dall’agenzia Italpress il 29 agosto 2026. Il titolare del dicastero ha illustrato le misure allo studio per contenere l’impatto dei rincari sui carburanti e ha fornito i dati aggiornati sulla produzione automotive italiana, cresciuta a doppia cifra nei primi sei mesi dell’anno mentre in Germania si moltiplicano gli annunci di chiusure di stabilimenti e licenziamenti.
Caro carburanti, allo studio misure selettive per lavoratori e redditi bassi
Rispondendo alla domanda se il governo stia valutando l’introduzione di una social card per la benzina, Urso ha spiegato che per superare il nodo delle accise e rendere gli aiuti strutturali sono “allo studio misure selettive, innanzitutto a beneficio di chi si sposta per lavoro e dei ceti meno abbienti”. Il ministro non ha quindi confermato in modo esplicito lo strumento della social card, ma ha indicato la direzione di lavoro dell’esecutivo: interventi mirati, non generalizzati, rivolti a chi utilizza l’auto per necessità professionali e alle famiglie con redditi più bassi.
Autotrasporto protetto dal credito d’imposta, effetto anti-inflattivo
Nel pacchetto di misure già in vigore, Urso ha ricordato la filiera dell’autotrasporto, tutelata attraverso il credito d’imposta, uno strumento che secondo il ministro ha limitato l’impatto inflattivo dei rincari energetici sul comparto della logistica su gomma. Il ministro ha collegato questa scelta di policy alla tenuta della fiducia di famiglie e imprese: “La crescita della fiducia di consumatori e imprese anche in agosto conferma che siamo sulla strada giusta”, ha dichiarato, indicando negli indici di fiducia una conferma indiretta dell’efficacia delle misure adottate finora.
Produzione automotive italiana a +13,4% nel primo semestre 2026
Il dato più significativo riguarda l’industria automobilistica nazionale. “Il segnale più forte viene dalla produzione”, ha spiegato Urso: nei primi sei mesi del 2026 la produzione automotive italiana è cresciuta del 13,4%, per un totale di circa 302.000 unità, mentre la produzione delle sole autovetture ha segnato un incremento del 26,1% a 167.367 unità. Il dato sulle autovetture trova riscontro nelle elaborazioni di ANFIA, l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, che a giugno 2026 ha certificato la stessa crescita del 26,1% nel primo semestre. Sempre restando sulla mobilità, il ministro ha ricordato che nei primi sei mesi dell’anno le immatricolazioni di auto in Italia sono salite di quasi l’11%.
Il confronto con la crisi dell’auto in Germania
Urso ha messo in evidenza il divario con altri mercati europei, in particolare la Germania: “Mentre in Germania e in altri Paesi annunciano la chiusura di stabilimenti e il licenziamento di centinaia di migliaia di lavoratori”, ha osservato, sottolineando come la crescita produttiva italiana si collochi in controtendenza rispetto alla crisi che sta attraversando l’industria automobilistica tedesca, alle prese con cali della domanda, transizione elettrica e concorrenza dei costruttori asiatici.
Neutralità tecnologica e Made in Europe: la revisione delle regole UE
Sul fronte europeo, il ministro ha indicato come prossimo passo il completamento della revisione delle regole comunitarie sull’automotive, “affermando il principio della neutralità tecnologica e del Made in Europe”. Si tratta di due principi che il governo italiano rivendica da tempo nel confronto con Bruxelles: il primo per non vincolare la transizione ecologica del settore alla sola tecnologia elettrica a batteria, il secondo per condizionare gli incentivi europei alla produzione effettiva sul territorio dell’Unione, non al semplice assemblaggio di componenti importati.
Piano automotive e contratti di sviluppo per le PMI della componentistica
A livello nazionale, Urso ha ricordato che è “già in funzione il piano automotive“, con contratti di sviluppo ridisegnati e adeguati alla taglia delle piccole e medie imprese, pensati per sostenere il rilancio della filiera della componentistica, uno dei segmenti più esposti alla trasformazione del settore verso l’elettrificazione. Lo strumento si aggiunge alle misure già attive per il comparto, tra cui gli incentivi all’acquisto e il noleggio sociale, con l’obiettivo dichiarato dal ministro di mantenere in Italia capacità produttiva e occupazione lungo tutta la filiera automotive.
Domande frequenti su Adolfo Urso e il piano automotive 2026
Cosa ha detto Adolfo Urso sul caro carburanti?
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha dichiarato che il governo sta studiando misure selettive per superare il nodo delle accise, rivolte principalmente a chi si sposta per lavoro e ai ceti meno abbienti, con l’obiettivo di rendere gli aiuti strutturali.
È stata confermata una social card per la benzina?
No, Urso non ha confermato in modo esplicito l’introduzione di una social card per la benzina: ha parlato genericamente di “misure selettive” allo studio, senza indicare lo strumento tecnico con cui verranno erogate.
Come cresce la produzione automotive italiana nel 2026?
Secondo i dati citati dal ministro, nei primi sei mesi del 2026 la produzione automotive italiana è cresciuta del 13,4%, a circa 302.000 unità, con le sole autovetture a +26,1% e 167.367 unità prodotte, dato confermato anche dalle rilevazioni di ANFIA.
Qual è la situazione dell’industria auto in Germania?
Il ministro Urso ha evidenziato come in Germania e in altri Paesi europei si stiano registrando annunci di chiusura di stabilimenti e licenziamenti di centinaia di migliaia di lavoratori, un quadro che contrasta con la crescita produttiva registrata in Italia nello stesso periodo.
Cosa prevede il piano automotive nazionale?
Il piano automotive italiano, già operativo, prevede contratti di sviluppo dimensionati sulla taglia delle piccole e medie imprese, con l’obiettivo di sostenere il rilancio della filiera della componentistica automobilistica.
Cosa significa “neutralità tecnologica” nelle regole UE sull’automotive?
Per neutralità tecnologica si intende il principio, sostenuto dal governo italiano nella revisione delle regole europee, di non vincolare la transizione ecologica del settore auto alla sola tecnologia elettrica a batteria, lasciando aperte anche altre soluzioni per la decarbonizzazione.
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