Una moderna corsa all’oro in Wyoming. Le armi più temute d’America dipendono da questo
Una piccola società mineraria del Kentucky, Ramaco Resources, nota soprattutto per la fornitura di carbone all’industria siderurgica, sta vivendo una trasformazione inattesa: entrare nel settore delle terre rare, uno dei più strategici al mondo.
L’azienda gestisce tre miniere attive negli Appalachi. Nel 2011 ha acquistato per circa 2 milioni di dollari un quarto sito minerario nei pressi di Sheridan, in Wyoming, inizialmente con l’obiettivo di espandere la produzione di carbone. Tuttavia, nel maggio 2023, durante le perforazioni esplorative su un’area di circa 4.500 acri completamente autorizzata all’attività estrattiva, è emersa una scoperta inattesa: un importante giacimento di elementi delle terre rare e minerali critici intrappolati in formazioni di claystone e scisti, sopra e sotto gli strati di carbone.
Cosa sono le terre rare e perché sono strategiche
Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici che includono scandio, ittrio e i lantanidi della tavola periodica. Nonostante il nome, non sono necessariamente “rare” in senso assoluto, ma lo sono in termini di concentrazione e accessibilità economica.
Accanto alle terre rare, esistono i cosiddetti minerali critici, come litio, nichel, cobalto, manganese e grafite. Questi non rientrano nella categoria delle terre rare, ma sono fondamentali per la produzione domestica di tecnologie avanzate: dai caccia militari ai semiconduttori, fino ai componenti dei reattori nucleari.
Il loro ruolo è diventato ancora più strategico in un contesto geopolitico teso, soprattutto dopo le restrizioni all’export imposte dalla Cina nell’aprile scorso, un Paese che controlla circa il 90% della filiera globale.
Il giacimento Brook Mine e i numeri della scoperta
Il sito noto come Brook Mine sarebbe in grado di contenere fino a 1,7 milioni di tonnellate di terre rare e minerali critici all’interno delle formazioni carbonifere. Tra questi figurano circa 456 tonnellate di elementi strategici come terbio, disprosio, neodimio e praseodimio, oltre a minerali critici come gallio, scandio e germanio.
Secondo un’analisi indipendente sulla redditività economica del progetto, si tratta di una delle scoperte più rilevanti negli Stati Uniti degli ultimi decenni. Per confronto, nel 2023 gli Stati Uniti hanno importato quasi tutte le 10.000 tonnellate metriche di terre rare utilizzate, secondo i dati dello U.S. Geological Survey.
Una volta operativa, la miniera potrebbe arrivare a produrre circa 1.400 tonnellate all’anno. Il CEO di Ramaco, Randy Atkins, ha dichiarato che questo volume potrebbe coprire tra il 3% e il 5% della domanda statunitense di magneti permanenti, componenti essenziali in sistemi militari come l’F-35 Lightning II e i sottomarini nucleari delle classi Virginia e Columbia.
L’unica altra miniera USA e il ruolo del Wyoming
Attualmente, l’unica altra miniera di terre rare attiva negli Stati Uniti si trova a Mountain Pass, in California. Brook Mine, tuttavia, si distingue perché sarà la prima nuova miniera di questo tipo aperta nel Paese da circa 70 anni.
Il progetto si inserisce in un quadro di crescente tensione geopolitica sulle materie prime strategiche, dove gli Stati Uniti cercano di ridurre la dipendenza dalla Cina e rafforzare la produzione interna.
Un modello di estrazione “a carbone” per finanziare le terre rare
Essendo una realtà relativamente piccola rispetto ai giganti del settore, Ramaco Resources sta adottando un approccio innovativo: utilizzare l’estrazione del carbone come leva economica per sostenere il progetto sulle terre rare.
L’idea è quella di estrarre prima il carbone per accedere fisicamente ai depositi sottostanti e, allo stesso tempo, generare ricavi utili a finanziare le attività di raffinazione e lavorazione dei minerali critici.
Secondo le stime dell’azienda, per ottenere quantità relativamente ridotte di ossidi di terre rare è necessario movimentare enormi volumi di materiale: per esempio, circa 2 milioni di tonnellate di carbone potrebbero produrre, una volta processate, circa 1.200 tonnellate di ossidi.
Investimenti, tempi e impatto strategico
Ramaco ha ufficialmente avviato i lavori preliminari del progetto. L’estrazione su larga scala dovrebbe iniziare entro il prossimo anno, mentre la vendita dei primi campioni è prevista in tempi più brevi.
La piena operatività commerciale è comunque ancora lontana di alcuni anni. L’azienda stima che saranno necessari investimenti per centinaia di milioni di dollari per costruire un impianto di raffinazione complesso in grado di trattare i materiali estratti.
Per questo motivo, il management sta cercando anche il supporto del governo federale, considerando la rilevanza strategica del progetto per la sicurezza nazionale e per l’industria della difesa.
Un tassello nella competizione globale sulle materie prime
Il caso del Wyoming si inserisce in una competizione globale sempre più intensa per il controllo delle materie prime critiche. Le terre rare sono oggi un elemento centrale non solo per l’industria tecnologica, ma anche per la difesa, l’energia e la transizione digitale.
Se il progetto Brook Mine dovesse raggiungere gli obiettivi dichiarati, potrebbe rappresentare un primo passo significativo verso una maggiore autonomia degli Stati Uniti in un settore dominato per decenni dalle supply chain asiatiche, in particolare cinesi.