Un socio della cooperativa: "Diventerà un vero paradiso. Uno spazio per le orchidee"
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Claudio Capannari rassicura sul rispetto dell’ambiente: "Apriamo a giugno. Un sistema antincendio così perfetto come il nostro non ce l’ha nessuno qui".

A distanza di sedici anni dal sequestro e dalla chiusura, il camping a monte inizia a rivedere la luce in fondo al tunnel

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"Il nuovo campeggio a Portonovo sarà un vero e proprio paradiso, riserveremo addirittura uno spazio riservato alle orchidee selvatiche. Lì dentro si respirerà natura. Partiremo come Campeggio a 2 Stelle, ma puntiamo alla terza". A sostenerlo è Claudio Capannari, uno dei circa 80 soci della Cooperativa Campeggio del Conero che a distanza di 16 anni dal sequestro e dalla chiusura del camping a monte inizia a rivedere la luce in fondo al tunnel. Capannari, uno dei soci più assidui e coinvolti nel progetto assieme al capofila, Vincenzo Monaco, parla di un paradiso della natura, ma risponde anche alle domande sulle possibile ricadute ambientali legate all’antropizzazione della baia, già così fuori controllo ogni giorno: "Non credo che le persone in più ospitate dal campeggio saranno un problema e la situazione a Portonovo oggi è più o meno la stessa dei primi anni duemila, le cose non sono poi così cambiate. Inoltre ci saranno soprattutto turisti da fuori città e regione – spiega Capannari – visto che appena la metà degli 80 soci è attivamente presente rispetto a vent’anni fa. Credo che solo una ventina alla fine prenderà la piazzola fissa e quindi non ci sarà via vai degli stagionali che vanno avanti e indietro a casa e al lavoro, ma turisti che una volta qui usciranno solo per andare al mare".
Il socio della Cooperativa risponde anche ai quesiti sulla sicurezza, quella legata in particolare al rischio incendi: "Un sistema antincendio così perfetto come il nostro non ce l’ha nessuno qui in zona, gli ospiti saranno in una botte di ferro. Qualora scoppiasse un incendio, i residenti della zona, uno in particolare con cui da anni è in corso un braccio di ferro, sarebbero i primi a cercare rifugio nel nostro campeggio visto che le loro ville stanno in mezzo alla vegetazione. Spero capiranno che non ci saranno problemi e che si potrà convivere senza problemi". L’approvazione del Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale) tra giugno e luglio scorsi di fatto ha dato il via alla ripresa del progetto del campeggio e Capannari conferma ammettendo però un certo fastidio legato alle prescrizioni: "Per carità, rispetteremo tutte le regole e seguiremo ciò che ci impongono le istituzioni, anche perché come si dice ‘o così o pomì’, ma certo che 16 pagine di prescrizioni sono davvero tante. La cosa importante è che il Paur sia alle spalle e adesso si possa iniziare a programmare la riapertura. I lavori? A luglio non potevamo muoverci per motivi naturalistici legati ad alcune specie, ma già tra pochi giorni inizieremo con le prime opere e poi dal prossimo autunno sarà la volta delle opere di scavo. Esiste un cronoprogramma preciso e imposto proprio dal Paur che dovremo rispettare e quello seguiremo. Ci porterà fino al giugno dell’anno prossimo quando inizierà la stagione estiva 2027. Confermo che all’interno ci saranno dei servizi basilari, penso a un piccolo market per gli ospiti e anche una struttura per la somministrazione, non un ristorante aperto a tutti, ma qualcosa di più semplice".
Pierfrancesco Curzi
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