Un secolo di ricerca dalla 250 GT alla Borsa

QUESTA è una storia che arriva da lontano, dal 1930. Il 22 maggio viene fondata a Torino la Società Anonima...

QUESTA è una storia che arriva da lontano, dal 1930. Il 22 maggio viene fondata a Torino la Società Anonima...

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QUESTA è una storia che arriva da lontano, dal 1930. Il 22 maggio viene fondata a Torino la Società Anonima Carrozzeria Pinin Farina, che si dedica alla concezione e alla costruzione artigianale di carrozzerie speciali per singoli clienti o in piccola serie. Nello stabilimento di corso Trapani lavorano 150 dipendenti. Al Salone dell’Auto di Parigi Pinin Farina espone vetture Lancia, Alfa Romeo, Isotta-Fraschini, Fiat. La prima fuoriserie documentata di Pinin Farina, la Lancia Dilambda, partecipa al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este del 1931. Negli anni Trenta l’automobile è un bene riservato a una piccola élite, nobile e altoborghese.

Si costruiscono vetture destinate a case regnanti, diplomatici, maraja, e per qualche sceicco del Medio Oriente che comincia a incassare le prime royalties del petrolio, per attori e attrici, più stranieri che italiani. Pinin Farina abbraccia subito la causa della modernità e dell’aerodinamica, che gli appare come la via più naturale per risolvere il problema dell’autonoma e originale identità formale dell’automobile. L’aerodinamica, dirà nelle sue memorie, gli appare come "la forma della velocità".

Negli anni Cinquanta, dopo la Seconda Guerra mondiale, Pinin Farina incontra Enzo Ferrari. È il 1959 quando nasce "la Ferrari" per antonomasia: la 250 GT a passo corto (Short Wheel Base), archetipo del processo evolutivo tecnico-estetico Ferrari-Pininfarina, connubio di sportività ed eleganza senza tempo. Presentata al Salone dell’Auto di Parigi, verrà prodotta due anni dopo in 200 esemplari. Nel 1960 nasce la Pininfarina X, fusione perfetta della ricerca scientifica con una forma originale e rivoluzionaria. Nel 1961, all’età di 68 anni, Pinin Farina lascia l’azienda al figlio Sergio e al genero Renzo Carli. Il Presidente della Repubblica Gronchi autorizza la variazione del cognome della famiglia, in Pininfarina.

Nella seconda metà degli anni Settanta Sergio Pininfarina si convince che è necessario separare in modo più marcato il Centro Studi e Ricerche dalla parte industriale anche per dare maggiore visibilità al settore creativo garantendogli, al tempo stesso, la riservatezza che il delicato rapporto con una committenza internazionale sempre più articolata e competitiva esige. Nel ’78, nel mezzo della più terribile crisi che l’industria automobilistica abbia mai attraversato, iniziano i lavori per la costruzione della sede di Cambiano della Pininfarina Studi e Ricerche. Nel 1986 la Società si quota in Borsa.

Le. Ma.

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