Un ’corto’ per continuare a lottare. La battaglia di Sarah non è finita. E il crowdfunding punta all’ecografo

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La vita della trentottenne bolognese stroncata da un tumore al seno è diventata film d’animazione. L’amica Patrizia: "Non ha mai abbandonato la speranza e la voglia di fare le cose che le piacevano".

Sarah Murru,. web developer e giornalista, ha affrontato la malattia per 7 anni È scomparsa lo scorso settembre

Sarah Murru,. web developer e giornalista, ha affrontato la malattia per 7 anni È scomparsa lo scorso settembre

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È un inno a ‘cambiare il finale’, usando le sue parole, il cortometraggio animato cui Sarah Murru, giornalista e web developer, ha dato vita negli ultimi mesi della sua lotta quasi decennale con la malattia, e che purtroppo non ha potuto vedere proiettato nei festival, applaudito e premiato. Quello sfiorare di dita evocato sin dal titolo in ‘Per quel tocco in più’ è appunto quel gesto di prevenzione consigliato a tutte le donne come forma di auto-diagnosi, capace di indicare la rotta alla vita nel suo momento più critico: in direzione di quel quasi 90% di cittadine che sopravvivono al tumore al seno, o invece verso quella porzione di donne, spesso le più giovani, che non si accorge in tempo del carcinoma, e che si trova a dover convivere con pesanti cicli di cure talvolta per interi capitoli della vita, come accaduto appunto a Sarah, che ha fatto fronte alla malattia dai 31 ai 38 anni, fino alla sua scomparsa, lo scorso settembre.

Un filmato di sei minuti, composto soprattutto di immagini che si avvicinano o si allontanano dallo spettatore, in cui sono condensati alcuni dei momenti più duri della malattia – le radiografie, la perdita dei capelli, la mastectomia, le metastasi, per arrivare al dolore dei genitori per la perdita della figlia – in cui però riluce anche la speranza. "Quella che Sarah non aveva mai abbandonato – racconta l’amica Patrizia Calzolari – scegliendo ad esempio di non rinunciare ai viaggi, alla montagna, alla fotografia. Soltanto a fine giugno eravamo andate assieme a un concerto degli Of Monsters and Men". Un mosaico che è anche un testamento – "Sarah aveva sempre sempre saputo che il peggiore degli esiti non era da escludere", confida Calzolari – ma anche un messaggio alle giovani e alle istituzioni: "I tumori tra donne che hanno meno di cinquant’anni sono in aumento, ma la consapevolezza dell’importanza della prevenzione non sta purtroppo crescendo di pari passo”.

Il cortometraggio, realizzato da Namo Aps, Fondazione Sant’Orsola e Komen Italia, ha la regia di Davide Polato e le illustrazioni di Umberto Stagni, per la produzione di Undervilla (le musiche sono di Davide Angelica e Andrea Visani): è stato presentato al festival Corte dei corti di Acqui Terme, dove ha ricevuto un attestato di merito.

"Una storia di storie, non strettamente autobiografica – sottolinea Martina Guerzoni, socia fondatrice dell’associazione Namo, che ha prodotto il cortometraggio, e grande amica di Sarah Murru –. Sarah voleva appunto che la sua vicenda avesse una valenza trasformativa. Ringraziamo la Fondazione Sant’Orsola che ci è sempre rimasta a fianco in questo progetto, il cui obiettivo è mettere a disposizione un ecografo per un’ambulanza itinerante dedicata alla prevenzione a servizio delle cittadine della regione attualmente non coperte, per ragioni di età, dallo screening gratuito regionale. Era questo il grande sogno di Sarah".

La campagna di crowdfunding non si è ancora posta un’asticella da raggiungere: "Siamo in attesa di capire se altri partner saranno coinvolti. L’ambulanza è già a disposizione, e presto contiamo sia pronta a partire”".

Filippo Donati

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