Un brusco risveglio dopo un bel sogno? Serve il vero Cagliari - L'Unione Sarda.it
Il punto.
26 ottobre 2026 alle 00:39
Il calendario ora mette un po’ di pressione ma la classifica continua a essere favolosaHouston, abbiamo un problema . Sono bastati un Monza più scaltro del solito e un Bologna più consapevole per raffreddare i bollenti spiriti e mettere a nudo i limiti (più caratteriali che tecnici, probabilmente) di un Cagliari disorientato che solo quattordici giorni fa toccava il cielo con un dito a un tiro di schioppo dalla vetta. Eppure, la classifica continua a essere eccezionale, con undici squadre sotto e ben nove punti di vantaggio sulla zona retrocessione. In fondo, dopo un avvio di stagione così esplosivo (sopra ogni più rosea aspettativa estiva e magari anche sopra performante) un contraccolpo era stato messo in preventivo dallo stesso staff, prima o poi. Al di là degli episodi, del gap qualitativo, di alcune scelte dell’allenatore quantomeno discutibili, degli errori individuali e del calo (fisico?, mentale?, di attenzione?) in termini di squadra. Ciò che ha sorpreso nelle ultime due partite, semmai, è stata l’incapacità di reagire alle prime avversità.
I tre concetti
Responsabilità, fame e organizzazione: sono tre concetti che Pisacane ripete in continuazione e dei quali il Cagliari non può fare a meno per competere contro chiunque e ovunque. Non possono prescindere l’uno dall’altro e hanno permesso ai rossoblù di spremere al massimo il limone nelle prime sei giornate, tirar fuori il meglio di ognuno, approfittare degli errori altrui e di una fase di assestamento un po’ per tutti. E di ottenere così risultati sorprendenti. Con un undici di riferimento e uno spirito di sacrificio encomiabile.
I risultati e la realtà
Forse la corda era talmente tesa che alla fine si è spezzata. Forse le seconde linee non si sono rivelate all’altezza delle prime nel momento in cui c’è stato il tentativo di inserire - gradualmente - anche gli altri nel blocco iniziale. Forse questa doppia mazzata era proprio quello di cui aveva bisogno il gruppo (inteso anche come società in vista delle strategie di gennaio) per non perdere di vista la realtà, l’obiettivo finale e ripartire a testa bassa, pur consapevole delle proprie potenzialità. Del resto, i famosi budget per costruire le rose - a cui fa spesso riferimento lo stesso Pisacane - alla lunga si fanno sentire. E chiunque nel Cagliari avrebbe pagato a luglio per ritrovarsi all’ottava curva settimo in classifica con tredici punti, ben quattro in più rispetto a un campionato fa di questi tempi.
Il calendario
Detto questo, serve ora un segnale forte, deciso. Un segnale d’orgoglio e coerenza allo stesso tempo. Il calendario certo non aiuta i rossoblù, attesi da una settimana di fuoco nella Capitale tra la sfida con la Roma domani sera e quella con la Lazio domenica pomeriggio. Ma proprio nelle situazioni sulla carta proibitive, hanno ritrovato la strada da cui ripartire. E più che i punti, in questa doppia trasferta infernale, conta l’approccio, l’atteggiamento in generale. Lo spirito di squadra.
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