Un alunno delle medie bocciato in seconda, ma il Tar lo ‘promuove’: “Diritto di andare avanti”

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Aveva 6 insufficienze in pagella, accolto il ricorso dei genitori. Il ragazzino con bisogni educativi speciali da lunedì tornerà sui banchi. Nel provvedimento: “Il 13enne è ancora alla ricerca di rapporti significativi con i compagni; si è affidato solo in parte al ruolo dell’adulto”

Il ragazzo aveva sei insufficienze in pagella, ma è stato accolto il ricorso dei genitori

Il ragazzo aveva sei insufficienze in pagella, ma è stato accolto il ricorso dei genitori

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Pesaro, 8 settembre 2026 – Bocciato in seconda media, ma il Tar lo ammette in terza. Un 13enne, studente in un istituto comprensivo della provincia, aveva chiuso la seconda con sei insufficienze, tutte con voto cinque. La famiglia ha impugnato la bocciatura e ha ottenuto dal tribunale amministrativo, con un’ordinanza cautelare pubblicata ieri, il via libera alla frequenza della terza. I giudici non hanno riscritto la pagella né stabilito che il ragazzo meritasse di più ma hanno obiettato che la motivazione della bocciatura non spiegava perché quelle lacune non potessero essere recuperate durante la terza media.

La difesa della famiglia: “Consiglio di classe spieghi i motivi”

Invece, a seguire la famiglia è l’avvocato Daniele Dorsi del foro di Pesaro. “Nel primo quadrimestre aveva 9 insufficienze, di cui 8 con cinque e 1 con quattro, alla fine dell’anno erano diventate 6, senza voti inferiori al cinque. La normativa prevede che alle medie la promozione sia la prassi e la bocciatura l’eccezione. Infatti, non esiste un numero di insufficienze oltre il quale bisogna automaticamente bocciare. Il consiglio di classe deve spiegare in maniera dettagliata le ragioni della decisione”.

Nel provvedimento: “Il 13enne è ancora alla ricerca di rapporti significativi con i compagni"

Nel provvedimento: “Il 13enne è ancora alla ricerca di rapporti significativi con i compagni"

Questo non significa, tuttavia, che 5 insufficienze garantiscano il passaggio alla classe successiva. “La scuola può bocciare – aggiunge l’avvocato Dorsi -, ma deve motivare perché ritiene necessario far ripetere l’anno. In particolare, deve valutare se lo studente, proseguendo il percorso, abbia o meno la possibilità di recuperare le lacune del secondo anno. È il cosiddetto ‘giudizio prognostico’”.

La motivazione della scuola

Nella motivazione della scuola, riportata nell’ordinanza, erano indicate le difficoltà incontrate dal 13enne durante l’anno. “L’alunno è ancora alla ricerca di rapporti significativi con i compagni; si è affidato solo in parte al ruolo dell’adulto – si legge nel provvedimento -. Ha manifestato frequenti stati di preoccupazione che spesso hanno interferito con il regolare svolgimento delle attività didattiche. Ha confermato interesse, attenzione e partecipazione non produttivi. L’impegno è migliorato nell’ultimo periodo nel lavoro a casa. Ha raggiunto un livello di competenza non del tutto sufficiente e permangano criticità significative in alcune discipline”.  

Il 13enne da lunedì sarà in terza media, la causa non è chiusa

Il ragazzo è inoltre un alunno con Bisogni educativi speciali (Bes) ma non ha una certificazione di disabilità. “Le certificazioni dell’azienda sanitaria – precisa Dorsi – avevano evidenziato problematiche soprattutto a livello relazionale”. La famiglia ha accolto con soddisfazione la decisione. “Il 13enne potrà frequentare a partire da lunedì prossimo la terza media – sottolinea l’avvocato - ma probabilmente cambierà istituto”. La pronunciata del Tar è un’ordinanza cautelare: la causa non è quindi conclusa e i giudici hanno fissato una nuova udienza a luglio dell’anno prossimo per verificare successivamente l’esito del percorso scolastico. “La promozione non viene regalata – conclude Dorsi –. La scuola però deve attenersi alla normativa e alla costante giurisprudenza. Quando un ragazzo non viene ammesso alla classe successiva, infatti, il giudizio deve essere analitico e preciso e deve spiegare perché non possa superare quelle lacune frequentando l’anno successivo e perché sia invece necessario che ripeta l’anno”.

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