Ucraina, ecco la proposta degli Usa a Putin per la pace. Mosca: «La guerra verso la fine». Zelensky: sì a congelare il fronte
L'incontro a San Pietroburgo tra Steve Witkoff e Vladimir Putin è durato circa tre ore. L'inviato statunitense è arrivato nell'antica capitale degli zar portando alcune proposte delineate dopo il vertice di Oslo con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Ma dopo il faccia a faccia con il capo del Cremlino, l'impressione è che Mosca, sul negoziato, voglia continuare a dettare le regole del gioco. Mentre la Casa Bianca, al momento, appare molto più propensa ad ascoltare le sirene russe rispetto a quelle ucraine. Del resto, da San Pietroburgo è emerso soprattutto un dato: Putin ha tutto l'interesse a blindare i rapporti con Donald Trump, mentre non ha necessità di compiere dei passi in avanti concreti verso Kiev.
La linea
Una linea speculare a quello del presidente americano, che dal suo punto di vista personale (ed elettorale) può dirsi soddisfatto dei risultati di questo summit. Witkoff ha incassato da Putin la disponibilità ad un incontro a tre con Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Il consigliere del Cremlino, Yuri Ushakov, ha detto che è possibile un summit trilaterale con funzionari americani e ucraini a metà novembre, forse ad Abu Dhabi, per riattivare il negoziato di pace. E anche l'Ucraina si è detta «favorevole» a una riunione tra Kiev, Mosca e Washington «il prima possibile», ha affermato Zelensky.
Sul piano bilaterale, The Donald ha ricevuto due regali da spendere in chiave interna. Il primo è la liberazione di Stephen Hubbard, insegnante statunitense di 74 anni arrestato a Izyum, vicino a Kharkiv, all'inizio dell'invasione russa e condannato a quasi sette anni di carcere come mercenario per le forze ucraine. L'uomo, come ha tenuto a sottolineare Trump sul social Truth, è stato liberato senza uno scambio di prigionieri. «Una situazione senza precedenti», ha esultato il tycoon. Ma la questione, in realtà, è più complessa. Nonostante Witkoff abbia lodato Putin definendolo un "umanitario" (frasi diventate virale sul web e che hanno scatenato lo sdegno di molti parlamentari repubblicani), la liberazione di Hubbard nasce anche dal blocco delle nuove sanzioni a Mosca e dall'intesa sul diesel dello zar.
E proprio su questo fronte, Witkoff, ripartito subito alla volta di Oslo, ha potuto portare in dote al suo presidente un altro risultato particolarmente gradito: la partenza del primo carico di gasolio verso l'America. Nei prossimi giorni, una nave carica di 40 mila tonnellate di diesel salperà dalle coste russe per rifornire il mercato americano. E in vista delle "midterm", Trump può dire di avere trovato il modo di abbassare i prezzi del carburante, mentre Putin ha già lanciato una nuova offerta: sbloccare l'export di fertilizzanti per accontentare gli agricoltori Usa.
Agli elettori
Trump può dire ai suoi elettori di avere ottenuto un abbassamento dei prezzi del gasolio e la liberazione di Hubbard. Il capo del Cremlino può dimostrare di avere Washington dalla sua parte, tanto che il suo inviato per gli investimenti all'estero, Kirill Dmitriev, ha parlato di un incontro «molto produttivo». Il nodo da sciogliere però resta sempre lo stesso: la guerra in Ucraina. Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto che il summit tra Zelensky e Witkoff è stato «positivo». Il presidente ucraino ha ricevuto la conferma del sostegno europeo e della Nato, rappresentati a vari livelli nel vertice. Ieri lo stesso Zelensky ha dichiarato di essere disponibile a un congelamento dello status quo, quindi della linea del fronte, ritenendolo "il modo per far finire la guerra". Uno scenario che aprirebbe le porte a una sorta di compromesso per cui i russi rimarrebbero sul territorio occupato. Ushakov, che ha un peso molto rilevante nella cerchia di Putin, ha detto che la Russia ritiene che si vada «verso la conclusione del conflitto in Ucraina». «Non so quanto ci stiamo avvicinando, ma la direzione è quella», ha detto il consigliere del Cremlino.
Il punto
Il punto però è che una svolta vera e propria ancora non c'è. Secondo The Atlantic, Trump vorrebbe la firma dell'accordo di pace durante il vertice del G20 che si terrà il prossimo dicembre a Miami, in Florida. Witkoff ha assicurato che gli incontri di Oslo e San Pietroburgo saranno seguiti da colloqui tecnici trilaterali con funzionari Usa, russi e ucraini.
La scorsa notte, però, Mosca ha continuato a bombardare il Paese invaso mietendo altre vittime tra Kiev e Kharkiv. E nel mirino dei missili russi rimangono le infrastrutture energetiche, lasciando milioni di persone a rischio per l'inverno che si avvicina.
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