Ucciso dal genero per difendere la figlia, nel video di un vicino gli ultimi istanti di vita di Marius Adrian Dorobantu
PORCIA (PORDENONE) - Gli ultimi istanti di vita di Marius Adrian Dorobantu, il 59enne romeno morto il 29 maggio dopo una violenta lite con il genero in via del Zuccolo a Rorai Piccolo, sono impressi in un video. È il filmato dell’impianto di videosorveglianza di un vicino. Sono immagini che secondo gli inquirenti potrebbero testimoniare l’ultimo atto di violenza di Fabrizio Barberini, il 50enne in misura cautelare in carcere per l’ipotesi di omicidio, nei confronti del suocero. Gli ha forse lanciato qualcosa in testa saltando poi giù dal muretto per raccogliere l’oggetto e tornarsene in giardino? È una ricostruzione che la difesa respinge. «Barberini - spiega l’avvocato Giorgio Mazzucato - da terra ha raccolto gli occhiali che gli erano caduti. Non ha colpito il suocero».
La battaglia
La battaglia per annullare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere si sta intensificando. I difensori del 50enne, dopo il rigetto dei ricorsi al Riesame, sono in attesa di discutere la legittimità della provvedimento cautelare davanti alla Cassazione. E gli ultimi passaggi dell’incidente probatorio che rinnova gli accertamenti medico legali, disposto dal gip Beatrice Arnosti, che si è affidata al medico legale Carlo Moreschi, rinforzano in Mazzucato la convinzione che il suo assistito sia in carcere ingiustamente: «Al netto dell’attività dell’altro giorno - osserva riferendosi agli accertamenti di Moreschi - dove sono stati sezionati e analizzati encefalo e cuore, sembrerebbe trovare conforto l’ipotesi di accertamento stimolata dalla difesa in attesa degli esiti istilogici e citochimici». Il legale si riferisce al fatto che il consulente del gip non ha evidenziato danni cerebrali causati dai colpi in testa e tracce di soffocamento meccanico, ma una grave sofferenza cardiaca. Ed sorta: «Verifichiamo, dunque, un’ipotesi di morte alternativa».
Gli orari
La lite familiare si scatena quando la compagna di Barberini, quel giorno rientrata in auto alle 13.30, scopre che i suoi spostamenti sono spiati con un “airtag” (un Gps). Dorobantu interviene per proteggere la figlia. L’alterco prosegue tra suocero e genero mentre la donna è in bagno. C’è una colluttazione. Alle 15.30 Dorobantu, sceso dal muretto del giardino, è inquadrato dalla telecamera nel vicolo davanti a casa. Ha in mano il telefono, dopo un paio di minuti va verso la via principale e sparisce alla vista della telecamera. Alle 15.32 chiama il 112 dicendo che il genero li ha «attaccati» e dopo quasi un minuto è nuovamente nel vicolo. Ricompare che sta ancora telefonando. Alle 15.33 cade improvvisamente a terra. Si rialza dopo una decina di secondi, con la fatica che può avere un uomo della sua stazza, toccandosi la testa con il braccio sinistro. Alle spalle arriva Barberini, che salta dal muretto, si china a terra e raccoglie qualcosa. Dorobantu si allontana verso l’altro lato del vicolo. Alle 15.34, dopo che Dorobantu ha raccolto il telefono da terra, Barberini risale sul muretto di recinzione.
I soccorsi
Per circa un minuto il 59enne resta in piedi vicino al passo carraio del dirimpettaio, mentre dal filmato si vede la maglia rossa di Barberini, che è ancora in giardino. Alle 15.35 Dorobantu si siede sul muretto della recinzione del vicino, si regge con una mano, alle 15.36 e 56 secondi si accascia a terra scomparendo alla vista della telecamera. Alle 15.46 arrivano due pattuglie della Squadra Volante. Dorobantu è a terra, la schiena appoggiata al muretto, non dà segni di vita. Alle 16.05 - sempre dal filmato - si vedono arrivare ambulanza e automedica. Dalle 16.10 alle 16.37 il personale sanitario si prodiga per rianimare il 59enne. Alle 16.37 la polizia delimita l’area con il nastro bianco e rosso: non c’è più nulla da fare in via del Zuccolo per Marius Adrian Dorobantu. Barberini, trovato in stato confusionale in giardino, verrà intubato e trasportato in elicottero a Udine. Si è parlato di una simulazione. Come mai trenta minuti prima lo si vede tranquillamente saltare dal muretto e poi risalire? «È la stessa domanda che si potrebbe fare per Dorobantu - ribatte l’avvocato Mazzucato - Anche lui cammina tranquillamente nel vicolo e telefona al 112. Per questo insisto: verifichiamo cause di morte alternative, visto che aveva patologie cardiache, il suo cuore era sfiancato, era iperteso e aveva apnee notturne con difficoltà respiratorie».