Uccisa al rave in Svizzera, famiglia chiede volo Stato per rimpatrio
Dopo il riconoscimento della salma in Svizzera, la madre di Maria Spinelli, la 22enne uccisa nella sparatoria al rave di Aarau, ha affidato a una lettera il suo dolore: "Cuore di madre spezzato per sempre". Intanto la famiglia chiede al governo un volo di Stato per riportare la giovane in Italia: "Non è un privilegio"
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I genitori di Maria Spinelli, la 22enne di Città Sant'Angelo uccisa nella sparatoria al rave party di Aarau, in Svizzera, sono arrivati oggi nel Paese per il riconoscimento della salma. Dopo quel momento, la madre ha affidato a una lettera il proprio strazio. Nelle stesse ore la famiglia ha rivolto un appello formale alle istituzioni italiane perché venga disposto un volo di Stato che riporti il corpo della giovane in Italia.
La lettera della madre
Dopo aver riconosciuto il corpo della figlia, la madre di Maria ha scritto una lettera, resa nota nel pomeriggio. "Sei stata una figlia immensamente voluta, tanto, tantissimo desiderata", si legge. "Non dimenticherò mai la prima volta che ti ho presa in braccio: eri così piccola, eppure avevi due occhi grandi come due lampade, capaci di illuminare tutto il mio mondo fin dal primo istante. Quegli stessi occhi che ho cercato di ritrovare oggi, in quel silenzio così ingiusto". La donna descrive il momento del riconoscimento come "il più devastante": "Guardarti per l'ultima volta. Eri bella. Fredda, ma sempre immensamente bella, proprio come ti ho sempre vista". E ricorda le ultime videochiamate con la figlia: "Mi dicevi che eri finalmente felice, che ti sentivi realizzata, che eri letteralmente rinata. Sprizzavi gioia da tutti i pori, eri un vulcano di vita".
L'arrivo dei genitori in Svizzera
La madre di Maria è arrivata in Svizzera in mattinata e ha potuto contare sull'assistenza logistica del consolato, che l'ha accompagnata fino a Basilea. Con lei anche gli altri due figli. Sempre a Basilea, per le procedure di riconoscimento, è arrivato anche il padre della ragazza. Lo rende noto l'avvocato Antonella Crudeli, legale della famiglia materna. L'autopsia sul corpo della giovane è stata eseguita ieri, ma sugli esiti non è trapelata alcuna indiscrezione.
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La richiesta del volo di Stato
A chiedere l'intervento dello Stato è l'avvocato Bruno Gallo, legale della famiglia paterna, che in una nota ha lanciato un appello al governo e alle autorità competenti. "Maria ha perso la vita in circostanze tragiche, lontano da casa", scrive il legale. "Oggi la sua famiglia chiede soltanto che possa tornare al più presto nella sua terra, tra i suoi cari. Non chiediamo un privilegio. Chiediamo che, davanti alla morte violenta di una ragazza di 22 anni, lo Stato italiano faccia sentire la propria presenza. Ogni ulteriore attesa rappresenterebbe un dolore che si aggiunge al dolore".
La richiesta, conclude l'avvocato, è che le autorità si attivino "con la massima urgenza": "Maria deve tornare a casa. E deve poterlo fare con la vicinanza concreta dello Stato". L'appello arriva mentre il tema dei voli di Stato è al centro del dibattito politico per un altro caso, quello dell'ex deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista, ricoverato a Cuba dopo un malore, che ha rifiutato l'aereo sanitario messo a disposizione dal governo per il rimpatrio.
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L'arresto e la conferenza stampa
Sulla vicenda della sparatoria le autorità svizzere hanno annunciato per domani una conferenza stampa, anche alla luce dell'arresto di un uomo di 43 anni, ritenuto l'unico responsabile. La dinamica è ancora in fase di ricostruzione. Un ragazzo presente al rave, intervenuto al Tg1, ha raccontato di aver sentito una prima raffica di quattro colpi ravvicinati, seguita da altri spari — tra i quindici e i trenta — esplosi dall'esterno dell'area. "Molte urla, molto panico, persone che piangevano e che erano ferite", ha detto. Lo stesso testimone ha provato a soccorrere Maria con un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, senza riuscire a salvarla.