Tutto esaurito a teatro. L’intuizione di Michieletto continua a divertire

Lo storico allestimento de ’La scala di seta’ del 2009 convince ancora. Nel cast brillano il veterano Bordogna e la giovane ex allieva Mara Gaudenzi.

Teatro Rossini gremito per la prima de ’La scala di seta’ (foto Luca Toni)

Teatro Rossini gremito per la prima de ’La scala di seta’ (foto Luca Toni)

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Il terzo titolo della stagione 2026 del Rof è La scala di seta andata in scena al Teatro Rossini pieno del pubblico della grandi occasioni.Una delle cinque farse scritte per il Teatro San Moisè di Venezia rappresentata per la prima volta il 9 maggio 1812(pochi mesi prima de L’Occasione fa il ladro) con effimero successo e con recensioni non proprio benevole che considervano la musica“tediosa”, poco ispirata a differenza di altre farse coeve. Ripresa saltuariamente nel secolo scorso,trova stabile presenza al Rof a partire dal 1988. Lo spettacolo andato in scena al Rossini è quello del 2009 realizzato dal talentuoso regista veneziano Damiano Michieletto che allestisce il moderno appartamento di Giulia (protagonista ermminile)con tutti gli spazi a vista che si palesano al pubblico grazie ad un ingegnoso specchio inclinato (ricorda “La Traviata” maceratese realizzata da Svoboda).

L’allestimento di circa 17 anni fa non risente degli anni: tutto funziona a dovere e i momenti comici non mancano sottolineati dalle risate del pubblico che si lascia coinvelgere grazie anche alla bravura scenica dei personaggi.Personaggi che per bocca di Michieletto hanno condiviso il progetto conentusiasmo e con grande professionalità assecondando le indicazioni di regia integrandole con il loro personale contributo.

Il cast composto da giovani e meno giovani interpreti offre in generale una prova positiva. Il personaggio di Germano attorno al quale ruota tutta la vicenda è affidato all’esperto Paolo Bordogna (presente dal 2005 al Rof in moltissime produzioni) che con le sue doti di attore consumato polarizza l’attenzione del pubblico facendo passare in secondo piano alcuni problemi vocali di intonazione e di controllo. Brava la Giulia di Hasmik Torosyan soprano armeno: voce brillante e sicura presente al Rof dal 2014; brava Mara Gaudenzi nel ruolo di Lucilla, un’ottima allieva del nostro Conservatorio lanciata verso una importante carriera internazionale al suo debutto al Rof; il tenore australiano Alasdair Kent interpreta Dorvil:non ha una bellissima voce- sempre con molto vibrato-però è sicuro ed intonato nel ruolo non facile del personaggio; Iurii Samoilov, baritono ucraino,da voce a Blansac,voce potente, presenza scenica importante.Completa il cast nel piccolo ruolo di Dormant Enrico Iviglia- bravo.

Il direttore alla guida dell’orchestra del Teatro Comunale di Bologna è il messicano Ivan Lòpez-Reynoso. In qualche occasione (concertati) perde il controllo del palcoscenico, ma in generale gestisce la situazione con professionalità. Bravo il maestro al fortepiano Giorgio D’Alonzo.

Piccola nota personale: da alcuni anni è molto in voga realizzare movimenti scenici durante la Sinfonia dell’opera, quasi a voler movimentare un momento musicale altrimenti “morto”, ma non è cosi.

La Sinfonia iniziale (o ouverture)è una sorta di richiamo per il pubblico che deve concentrarsi sulla musica prima di concentrarsi sulla scena. Andrebbe ascoltata con attenzione senza distrazioni. Spettacolo divertente e pieno di energia da vedere il 16,19,22 agosto al Rossini.

Lorenzo Bavaj

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