Tutti i film di Spider-Man classificati dal peggiore al migliore

Spider-Man, all'origine conosciuto in Italia come Uomo Ragno, è entrato nell'immaginario collettivo come pochi altri supereroi. La sua storia al cinema lo dimostra: in quasi cinque decenni il personaggio creato da Stan Lee e Steve Ditko è stato protagonista di interpretazioni, universi e generazioni molto diverse tra loro. Ma qual è davvero il miglior film dedicato all'Uomo Ragno?

Abbiamo raccolto tutti i lungometraggi ufficiali con Spider-Man protagonista e li abbiamo ordinati in una classifica dal meno riuscito al più memorabile. Una scelta inevitabilmente destinata a far discutere, perché anche questo fa parte del fascino del personaggio: come insegna Peter Parker, per assumersi le proprie responsabilità serve anche il coraggio di scegliere.

La nostra lista comprende tutti i film cinematografici ufficiali di Spider-Man, a partire dalla versione del 1977 nata dalla serie televisiva live action, fino ad arrivare a Spider-Man: Brand New Day. Abbiamo seguito l'eredità sul grande schermo del personaggio lungo cinque decenni, includendo le saghe di Tobey Maguire, Andrew Garfield e Tom Holland, oltre ai rivoluzionari film animati dello Spider-Verse. L'unica eccezione è Tre uomini giganti, il bizzarro film turco non autorizzato uscito nel 1973, che vede comparire una versione apocrifa dell'Uomo Ragno ma non fa parte della storia ufficiale del personaggio. Ora resta una sola domanda: dove si posizionerà il quarto capitolo con Peter Parker interpretato da Tom Holland, già record di incassi?

15. L'Uomo Ragno sfida il Drago (1981)

Il problema di promettere tutti i film su Spider-Man è che, inevitabilmente, bisogna includere anche i tre film ricavati dalla serie live action del 1977: episodi televisivi rimontati per sembrare lungometraggi, distribuiti comunque nelle sale europee e in altri mercati. L'Uomo Ragno sfida il Drago è il terzo e, per fortuna, ultimo capitolo di questa curiosa parentesi. Qui Spider-Man, ancora chiamato Uomo Ragno in Italia, mette i suoi poteri al servizio di una trama che ruota attorno allo spionaggio industriale cinese, un'idea già di per sé poco eroica. Il risultato è un film lento e fiacco, costruito per cavalcare la moda del kung fu degli anni Settanta, ma incapace di restituirne l'energia. Le scene di lotta sono goffe, la messa in scena povera e alcune scelte narrative oggi risultano persino razziste. Un titolo relegato, con pieno merito, alle note a piè pagina della storia del personaggio.

14. L'Uomo Ragno colpisce ancora (1978)

Il secondo capitolo della trilogia televisiva prova a fare un passo avanti, almeno sul fronte della suspense. La trama ruota attorno al recupero di plutonio rubato, con l’obiettivo di sventare un attentato al World Trade Center: una coincidenza oggi tristemente curiosa. Il film introduce persino una figura che sfiora il concetto di supercattivo, l’enigmatico Mr. White, più vicino a un Kingpin senza poteri che ai nemici più iconici dell’Uomo Ragno. Ma il ritmo resta disordinato, le interpretazioni sembrano uscite da una soap opera di seconda fascia, gli effetti speciali sono fragili e i combattimenti, ancora una volta, privi di mordente. Un tentativo che non riesce mai davvero a decollare.

13. L'Uomo Ragno (1977)

Nato come episodio pilota della serie televisiva, questo primo film è quello che più cerca di rimanere fedele ai fumetti. Peter Parker (Nicholas Hammond), fotografo del Daily Bugle, ottiene i suoi poteri dal morso di un ragno radioattivo e indossa il costume per fermare un guru “New Age” capace di manipolare le menti e spingere persone innocenti al suicidio. È qui che emergono i limiti che segneranno l’intera trilogia: il costume poco rifinito, un’arrampicata sui muri dolorosamente lenta (seppur con un certo fascino artigianale), battaglie prive di mordente e scelte discutibili come l’utilizzo di un solo lancia-ragnatele. Nel 1977 il mondo non era ancora pronto per uno Spider-Man live action, e questo film è la dimostrazione più evidente del perché non lo fosse.

12. Spider-Man 3 (2007)

Il terzo capitolo della trilogia di Sam Raimi nasce già con un destino segnato: non è mai stato davvero un film di Raimi. L’inserimento forzato di Venom, amatissimo dai fan ma distante dalla sensibilità del regista, compromette l’equilibrio narrativo. L’interpretazione di Topher Grace nei panni di Eddie Brock non aiuta, e l’arco del simbionte porta con sé la famigerata versione “oscura” di Peter Parker, con un Tobey Maguire che oscilla tra l’intenzione comica e il puro imbarazzo. A questo si aggiungono una trama sovraccarica, la conclusione dell’arco del Green Goblin, l’introduzione di Sandman e una serie di linee narrative che si intrecciano fino a trasformarsi in un nodo impossibile da sciogliere. Alcuni dei costumi peggiori della trilogia completano il quadro. Il risultato è un finale che non riesce mai a sostenere il peso delle proprie ambizioni.

11. Spider-Man (1978, versione giapponese)

La celebre e gloriosamente folle serie giapponese di Spider-Man ha generato anche un film. Qui Spider-Man non è Peter Parker, bensì Takuya Yamashiro, un pilota di motocross che riceve i suoi poteri da un alieno e si presenta come l’“Emissario dell’Inferno!”, combattendo il male a bordo di un robot gigante chiamato Leopardon. Un delirio pop che oggi sembra uscito direttamente da un sogno febbrile degli anni Settanta. Diventato ufficiale grazie all’accordo di licenza tra Marvel e Toei, il film dura appena 24 minuti ed è stato proiettato al Toei Manga Matsuri nel luglio 1978, all’interno di un programma antologico. Nonostante la brevità, resta irresistibile. Vedere questo Spider-Man alternativo allearsi con un agente dell’Interpol per affrontare un mostro chiamato Sea Devil è un puro piacere camp: una curiosità che, per il pubblico occidentale, è diventata quasi un oggetto di culto. Breve, bizzarro e sorprendentemente divertentissimo.

10. The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro (2014)

Il secondo capitolo diretto da Marc Webb è stato accolto da dure critiche, ma non è privo di meriti. Andrew Garfield conferma una prova solida nei panni di Spider-Man, mentre Emma Stone offre una Gwen Stacy luminosa e tragica, capace di dare al film un autentico cuore emotivo. Le coreografie d’azione sono spesso spettacolari e i dialoghi vivaci. Il problema, ancora una volta, è l’affollamento. L’Electro di Jamie Foxx, blu, scintillante e quasi surreale, insieme al Green Goblin contorto di Dane DeHaan, appesantisce una trama già complicata da un filone complottista sui genitori di Peter, inserito con tale goffaggine che persino gli attori sembrano non crederci. Il risultato è un film che alterna momenti riusciti a scelte narrative capaci di soffocarne il potenziale.

9. The Amazing Spider-Man (2012)

Il reboot post-Raimi arriva troppo presto: appena cinque anni dopo Spider-Man 3, quando il pubblico non era ancora pronto a ripercorrere nuovamente la storia delle origini. Marc Webb, però, prova a rinfrescare la formula, introducendo un antagonista affascinante come Lizard e puntando su un tono più intimo e contemporaneo. Andrew Garfield convince, soprattutto quando indossa la maschera, restituendo un’interpretazione più agile e ironica di Spider-Man rispetto a quella di Maguire. Nei panni di Peter Parker, però, risulta talvolta troppo distaccato. Il vero limite del film è strutturale: The Amazing Spider-Man nasce già come primo tassello di un universo espanso, e questo lo porta a seminare trame, indizi e promesse per i film futuri invece di concentrarsi pienamente sulla propria storia. Un’opera che funziona, ma che non riesce mai davvero a respirare.

8. Spider-Man (2002)

Il primo Spider-Man di Sam Raimi non è soltanto un grande film, ma un vero punto di svolta. Dimostra che un supereroe con poteri difficili da rendere credibili sul grande schermo può finalmente vivere con piena dignità cinematografica. Raimi costruisce un adattamento sorprendentemente fedele allo spirito dei fumetti di Stan Lee e Steve Ditko, mentre il Peter Parker di Tobey Maguire, timido, impacciato e vulnerabile, incarna alla perfezione l’essenza del personaggio. Alcune scelte divisive, come le ragnatele organiche o l’armatura del Green Goblin interpretato da Willem Dafoe, hanno fatto discutere i fan, ma non intaccano la forza complessiva del film. Spider-Man resta una pietra miliare del cinema supereroistico: energico, sincero, capace di fondere spettacolo e sentimento con una naturalezza che ancora oggi sorprende.

7. Spider-Man: Homecoming (2017)

Dopo il fallimento del franchise che la duologia The Amazing Spider-Man avrebbe dovuto inaugurare, Sony stringe un accordo storico con i Marvel Studios e permette a Spider-Man di “tornare a casa”. Tom Holland aveva già fatto il suo debutto in Captain America: Civil War, ma Homecoming è il film che presenta davvero la sua versione del personaggio: fresca, credibile e finalmente vicina all’età del Peter Parker dei fumetti. La scelta più intelligente del film è evitare l’ennesima riproposizione delle origini. Al contrario, Homecoming si concentra sul modo in cui Peter Parker trova il proprio posto nel più vasto Marvel Cinematic Universe, consolidando il ruolo di Tony Stark, interpretato da Robert Downey Jr., come mentore e collegando l’ottima interpretazione di Michael Keaton nei panni del Vulture alle conseguenze della prima battaglia degli Avengers. Il film offre anche la rappresentazione più autentica della vita liceale di Peter: Holland aveva 19 anni quando ottenne la parte, contro i 29 di Garfield e i 27 di Maguire, e questa differenza si percepisce. Attorno a lui, un cast di supporto vivace e ben scritto contribuisce a rendere Homecoming il film live action con il miglior “ecosistema” sociale per Spider-Man fino a quel momento.

6. Spider-Man: No Way Home (2021)

No Way Home mantiene tutte le promesse di un grande film Marvel: azione spettacolare, cattivi iconici e cameo capaci di far tremare le sale. Peter Parker affronta le conseguenze devastanti della rivelazione della propria identità, mentre il mondo sembra voltargli le spalle. Al suo fianco restano MJ, Ned, zia May, Happy Hogan, Matt Murdock e, soprattutto, il Dottor Strange. È proprio un incantesimo fallito di Strange a spalancare le porte del multiverso, trascinando nell’MCU i nemici delle precedenti saghe cinematografiche: il Green Goblin, Doc Ock, Lizard e altri ancora. La loro sete di vendetta dà vita ad alcuni degli scontri più spettacolari dell’intero franchise. Il momento culminante arriva quando i due Spider-Man delle saghe precedenti si uniscono a quello di Tom Holland, in un incontro che è allo stesso tempo celebrazione, catarsi e dichiarazione d’amore verso il personaggio. Holland, qui, trova finalmente una dimensione più matura e persino tragica, capace di ridefinire il suo Peter Parker.

5. Spider-Man: Far From Home (2019)

Far From Home fonde con sorprendente naturalezza generi diversi: commedia romantica adolescenziale, avventura on the road e blockbuster supereroistico. Il cast cresce, si evolve e trova nuove sfumature. Il Peter Parker di Holland, reduce dagli eventi devastanti di Infinity War ed Endgame, desidera soltanto una pausa insieme ai suoi amici. È umano, vulnerabile, credibile. Le sue dinamiche con MJ, interpretata da Zendaya, sono dolci e misurate, mai forzate. Se Homecoming aveva il compito di inserire Spider-Man nel MCU, Far From Home riesce a muoversi con abilità all’interno delle regole dell’universo condiviso, affrontando le conseguenze di Endgame senza sacrificare la propria identità. Ampio nel respiro ma sempre fedele all’idea dell’“amichevole Spider-Man di quartiere”, il film traccia una strada promettente per il futuro cinematografico del personaggio.

4. Spider-Man: Across the Spider-Verse (2023)

In Across the Spider-Verse, tutto ciò che aveva reso memorabile il primo film torna amplificato. Miles Morales è sempre irresistibile, i dialoghi brillano, i design sono una festa per gli occhi. Ma questa volta la storia non si limita ad espandere il multiverso, scava più a fondo nei personaggi, soprattutto in Miles e Gwen Stacy. Miles è impegnato in una vera e propria ricerca identitaria e vuole definire che tipo di Spider-Man essere, rifiutando il destino che sembra scritto per lui. Gwen, dal canto suo, trova finalmente spazio per una narrazione più complessa e personale.
Il film esplora un Spider-Verse ancora più delirante, vertiginoso, ricco di invenzioni visive. E si chiude con un finale sospeso che prepara il terreno per Beyond the Spider-Verse, atteso per il prossimo anno. Una seconda parte che promette di spingere ancora più in là i confini dell’animazione supereroistica.

3. Spider-Man 2 (2004)

Superando di poco i capitoli del MCU, il secondo film di Sam Raimi rimane un punto di riferimento assoluto per Spider-Man e per il cinema supereroistico nel suo complesso. Tobey Maguire, ormai pienamente a suo agio nel doppio ruolo di Peter Parker e Spider-Man, interpreta con grande finezza la tensione tra la vita privata e il dovere eroico. La scelta di Alfred Molina come Otto Octavius è semplicemente perfetta. Il rapporto tra Peter e il suo mentore, destinato a spezzarsi quando Octavius precipita nella follia e diventa il Dottor Octopus, è uno dei più riusciti nella storia del genere. La battaglia finale tra Spidey e Doc Ock è ancora oggi considerata uno dei migliori scontri tra eroe e villain mai realizzati. Spider-Man 2 rappresenta il vertice della trilogia di Raimi e, per molti, il miglior Spider-Man live action di sempre.

2. Spider-Man: Brand New Day (2026)

Se Far From Home aveva inaugurato la svolta tragica del personaggio, Brand New Day la consolida. Quattro anni dopo gli eventi del film precedente, Peter Parker è un giovane adulto solitario e malinconico, impegnato ogni giorno ad assistere la polizia di New York. I tempi del liceo sono ormai lontani. Ritroviamo così un Peter più vicino alla sua controparte fumettistica, oppresso dal lutto e dal peso delle responsabilità. Da anni trascura la propria vita personale, almeno fino al ritorno a New York dei suoi vecchi amici, che dopo gli studi ricompaiono nella sua vita senza ricordare più nulla di lui. Nel frattempo, un nuovo nemico invisibile semina il caos e sembra avere un legame diretto con Peter, mentre la sua identità di Spider-Man attraversa una trasformazione profonda. La presenza del Punisher, di Bruce Banner/Hulk e di altre sorprese arricchisce il quadro, ma è la maturazione del Peter di Tom Holland a dominare il film: finalmente autonomo, adulto e pienamente consapevole del proprio ruolo. Visivamente, Brand New Day è un trionfo, e la sua trama prepara con cura il terreno per Doomsday e Secret Wars, segnando una nuova fase più cupa e ambiziosa del Marvel Cinematic Universe.

1. Spider-Man - Un nuovo universo (2018)

Altri film di Spider-Man possono attingere liberamente al materiale originale, ma nessuno lo fa con la stessa gioiosa sfrontatezza di Un nuovo universo. Questo film d’animazione non solo si affida alla capacità degli spettatori di orientarsi tra universi paralleli e infinite varianti dell’Uomo Ragno, con Miles Morales come nuovo erede designato, ma porta sullo schermo un linguaggio visivo che sembra uscito direttamente dalle pagine dei fumetti. Doppie splash page, inquadrature ipercinetiche, colori audaci: ogni scelta estetica è un atto d’amore verso la tradizione cartacea del personaggio. Ma al di là dell’invenzione grafica, il film offre una delle migliori storie di Spider-Man mai raccontate. La colonna sonora, vibrante e contemporanea, è tra le più riuscite del cinema supereroistico degli ultimi anni. La vittoria agli Oscar è stata più che meritata. Un nuovo universo rappresenta una visione fresca, entusiasmante e profondamente rispettosa del mito dell’Uomo Ragno in tutte le sue forme.

Articolo originariamente pubblicato su Wired UK