Truffa del pellet: comprano on line sacchi a tre euro l'uno ma non vengono mai consegnati. I siti erano falsi, e i soldi persi per sempre
BELLUNO - Con l'arrivo dell'autunno si iniziano a intiepidire le abitazioni in attesa dell'inverno e, visti i rincari energetici, si cercano strategie per risparmiare, anche sul web, alla ricerca dell'occasione più vantaggiosa di pellet per fare scorta per l'inverno, ma in questo caso scatta l'allarme truffa.
Il pellet al privato in provincia di Belluno si può trovare dai 6 euro e 90 centesimi fino agli oltre 9 per un sacco da 15 chili, con prezzi che appaiono destinati a salire ulteriormente. L'associazione Italiana Energia dal Legno comunica di aver ricevuto nelle ultime settimane un buon numero di richieste di aiuto e chiarimento da parte di consumatori che hanno acquistato pellet online a prezzi molto inferiori a quelli di mercato - si parla anche di 3 o 4 euro a sacco - senza mai ricevere la merce.
La tecnica
Il metodo è semplice: dietro offerte apparentemente imperdibili possono nascondersi falsi negozi online, siti che copiano l'identità di aziende realmente esistenti e sedicenti venditori che, incassato il pagamento, diventano irreperibili. «Programmare per tempo l'acquisto del pellet è sempre la scelta migliore, ma la fretta di assicurarsi una scorta e il richiamo di un prezzo eccezionalmente basso non devono far abbassare la guardia - sottolinea Marco Bussone, presidente di Aiel - prima di pagare è importante dedicare qualche minuto alla verifica del venditore. Un prezzo palesemente fuori mercato non è un affare: è un segnale d'allarme».
Ma come fare per riconoscere un ottimo affare da una truffa? Pochi semplici controlli possono bastare. Un'offerta molto più conveniente di tutte le altre, soprattutto se accompagnata da frasi come "solo per oggi" o "ultimi bancali", è il primo segnale d'allarme.
Consigli utili
«Prima di decidere, è bene confrontare sempre prezzi e condizioni su più siti - spiega l'Aiel - anche la consegna gratuita garantita in tutta Italia è un elemento che deve instillare il dubbio in chi compra. Inoltre, il marchio e le fotografie dei sacchi possono essere copiati. Cerca l'azienda nel database ufficiale ENplus® e verifica che codice identificativo, sito, e-mail e telefono corrispondano. Confronta anche la confezione con quella approvata, utilizzando il sito o la app ENplus®, e consulta la blacklist dei soggetti già segnalati».
Inoltre, è buona pratica osservare come si presenta l'offerta. Recensioni tutte uguali, simili o pubblicate nello stesso periodo devono far aumentare la prudenza. In fine, ma non da ultimo, l pagamento. «Le coordinate bancarie devono essere coerenti con quelle dell'azienda venditrice - prosegue l'Aiel - se l'Iban indicato in fattura è diverso da quello già conosciuto, chiedi conferma utilizzando i contatti ufficiali: alcune frodi impiegano fatture autentiche nelle quali è stato modificato soltanto il conto di destinazione. Quando possibile, acquista da siti ufficiali, rivenditori riconosciuti o operatori presenti su AIELfinder. Preferisci il pagamento alla consegna o strumenti tracciabili che consentano di contestare l'operazione. Non inviare documenti d'identità o altri dati personali non necessari».
Può capitare di accorgersi di essere stati truffati a pagamento già eseguito. «In questo caso bisogna contattare immediatamente la propria banca o il gestore del sistema di pagamento per verificare se sia ancora possibile bloccare o contestare l'operazione - conclude l'Aiel - È inoltre importante conservare ricevute, fatture, rivolgendosi alle forze di polizia».
«La verifica efficace si fa prima del pagamento - conclude Matteo Favero, responsabile area biocombustibili e certificazioni di qualità di Aiel - Bastano pochi controlli incrociati per riconoscere le offerte sospette e proteggere non soltanto il proprio acquisto, ma anche le aziende serie alle quali i truffatori spesso sottraggono nome, immagini e identità».