Treviso, altra ronda della sicurezza dei suprematisti: «Questa è la nostra città simbolo». I carabinieri del Ros acquisiscono i video
TREVISO - Un’altra passeggiata per la sicurezza, sempre ripresa in un video, sempre condita con ragionamenti intrisi di razzismo e ancora una volta diffusa attraverso la pagina Telegram. Il gruppo suprematista bianco con tendenze neonaziste Wlm (White Lives Matter) è tornato a farsi vedere in città, dove una cellula sembra ormai aver messo radici al punto da definire Treviso “vessillo” della loro lotta a difesa della razza bianca. Tutto il materiale è stato acquisito dai carabinieri del Ros, che da mesi stanno monitorando l’attività dei suprematisti in tutta Italia e sono sempre più concentrati sul capoluogo della Marca.
Il blitz
Questa volta i suprematisti sono scesi in strada a Sant’Angelo per una ronda “per la sicurezza e la consapevolezza” - così l’hanno definita - che alla fine si è trasformata in un sorta di lezione sulla differenza tra i bianchi e tutti gli altri. I partecipanti hanno distribuito 120 tra adesivi e volantini infilati nelle buche delle lettere. Il messaggio è sempre lo stesso: la tutela degli “italiani nativi”, dei bianchi minacciati dall’invasione straniera. Una cosa già vista lo scorso 12 settembre in viale Luzzatti e poi tra i condomini di Santa Bona, dove questi volantini sono sbucati creando grande sconcerto tra tanti residenti. Treviso è ormai entrata nel mirino di Wlm. In un volantino/manifesto l’associazione, che non ha una sede fisica ma tante diramazioni online, dice che proprio il capoluogo della Marca è diventato “un simbolo, o meglio, il vessillo della lotta di Wlm Italia”. E per ribadire il concetto è stato anche coniato un logo con al centro Palazzo dei Trecento e piazza dei Signori. Ma “lotta” per cosa? Per la difesa dall’invasione e per contrastare chi tenta di arginare questa deriva razzista che si sta diffondendo in città e non solo. E nel mirino di Wlm Italia ci finisce così il Pd che, attraverso la deputata Rachele Scarpa, ha presentato un’interpellanza parlamentare per chiedere chiarezza su questi volantini e gli inquietanti messaggi che contengono: «Noi gli faremo capire - sono le parole che l’associazione rivolge ai Dem - non solo che non li temiamo, ma a maggior ragione moltiplicheremo gli sforzi e tutta questa loro opposizione non farà altro che aiutarci a rendere Treviso la città vessillo della lotta di Wlm Italia».
Il quadro
Il nuovo blitz di Wlm è arrivato in concomitanza con la notizia dell’inchiesta di Digos e Ros partita da Verona e che ha portato alla perquisizione di 14 minorenni in tutta Italia, inseriti in gruppi di propaganda legati al "Nuovo Ordine Europeo" e al "Fronte Fascista Italiano", intercettati a esaltare Hitler e le SS, l’antisemitismo, il razzismo, la negazione dell’Olocausto e a pubblicare immagini di esecuzioni e stragi. E a diffondere manuali per costruire ordigni artigianali, istruzioni per renderli più letali e indicazioni sull’uso di armi bianche e da fuoco. Quanto basta per far scattare l’allarme a tutti i livelli. La Marca non è stata coinvolta in questa indagine, ma l’attenzione è sempre molto alta. I precedenti non mancano. Lo scorso dicembre un 15enne di Conegliano venne beccato dalla Digos di Milano a diffondere, attraverso blog e social, messaggi antisemiti che inneggiavano al terrorismo. Frasi come «Quei terroristi sono stati bravi», per esaltare i protagonisti degli assalti contro le comunità ebraiche e contro le minoranze in genere, uniti a post inneggianti al suprematismo “bianco” contro «neri ed ebrei» lo avevano portato sotto la lente degli investigatori. Fino a quando l'annuncio: «Sto costruendo un'arma. L'ho quasi finita. Poi vedrete» ha convinto gli agenti ad agire e a partire da Milano per presentarsi nel coneglianese a casa del ragazzo, fermato davanti ai genitori che nulla sospettavano.