Nel film su Lucio Dalla, Tredici Pietro è papà Gianni Morandi da giovane: «Che emozione»
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Tredici Pietro debutta come attore: nel film su Lucio Dalla sarà papà Gianni Morandi da giovane
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Film e serie tv
Il rapper entra per la prima volta nel cast di un film e interpreta il padre negli anni dell’amicizia con il cantautore bolognese. E mentre la città diventa un set a cielo aperto, ecco tutto quello che sappiamo della pellicola che vedremo su Rai 1
di Sara Sirtori | 24 Settembre 2026
Sara Sirtori
Per il suo debutto da attore, Tredici Pietro ha scelto un ruolo che più personale non potrebbe essere: interpreterà suo padre Gianni Morandi. Succede in Lucio, il film tv che Rai Fiction dedica a Lucio Dalla.

E il dettaglio rende la storia ancora più particolare: Pietro vestirà i panni del padre negli anni della sua amicizia con Dalla, che sul set avrà il volto di Valentino Aquilano. Così, mentre il figlio di Morandi prova per la prima volta la strada della recitazione, si ritrova a ricostruire davanti alla macchina da presa una parte della storia artistica e personale di suo padre.
La messa in onda è prevista sulla Rai subito dopo il Festival di Sanremo 2027 (Stefano De Martino ci ha raccontato come sarà) . Quindi tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo dell’anno prossimo.

Tredici Pietro, 29 anni, e Gianni Morandi, 81, a Sanremo 2026 cantano insieme Vita (foto Ipa)
Tredici Pietro interpreta Gianni Morandi nel film su Lucio Dalla
È la prima volta che Pietro Morandi recita. Fino a oggi si è costruito una carriera nella musica con il nome di Tredici Pietro, cercando anche di trovare una propria identità artistica al di là del cognome che porta. Ora il passaggio alla recitazione lo riporta proprio alle sue radici familiari. Ma dentro una storia che appartiene soprattutto a un’altra generazione.
Sul set di Lucio, infatti, Tredici Pietro dà volto al giovane Gianni Morandi durante gli anni della nascita dell’’amicizia con Dalla. Le prime riprese, che sono appena iniziate a Bologna e proseguiranno poi in Campania per la regia di Ambrogio Lo Giudice, lo mostrano accanto a Valentino Aquilano. Il cantante foggiano scelto per vestire i panni del cantautore bolognese. I due hanno già girato alcune scene ambientate negli anni Settanta, con costumi e scenografie che ricostruiscono la città di quel periodo.
È un ruolo che arriva dopo un anno particolare per Pietro. A Sanremo 2026 ha cantato Vita, il brano scritto da Mogol e Mario Lavezzi e portato al successo da Dalla e Morandi. E sul palco, a sorpresa, è arrivato a duettare con lui proprio suo padre. A distanza di pochi mesi, quella stessa storia è diventata materia per il suo debutto da attore.

Con i suoi 3 figli: Gianni Morandi tra Marianna (classe 1969) e Marco (1974), nati dal primo matrimonio con Laura Efrikian, e Pietro, avuto con la seconda moglie Anna Dan (foto Ipa)
Gianni Morandi l’emozione di vedere il figlio nei suoi panni
Gianni Morandi ha già visto alcune fotografie del figlio sul set, trasformato nel giovane se stesso. E l’immagine lo ha riportato proprio agli anni raccontati dal film. «Pietro mi ha mostrato alcune foto e mi ha fatto molto effetto, mi sono emozionato ripensando a quel tempo lontano e alla profonda amicizia con Lucio», ha raccontato Morandi a Il Resto del Carlino.
Il rapporto tra i due artisti è infatti uno dei fili principali del film. Le riprese bolognesi hanno già ricostruito alcuni momenti della loro amicizia negli anni Settanta, quando Dalla e Morandi erano in fasi diverse ma vicine delle rispettive carriere. In una delle scene girate a Bologna si parla di Come è profondo il mare, l’album pubblicato da Dalla nel 1977. Nel dialogo ricostruito per il film, Morandi dice all’amico: «Cosa devo dirti? Sono ammirato». Dalla gli risponde: «Ma quale ammirato, piantala. Vedrai che il ’79 è l’anno in cui lavoriamo insieme». La collaborazione artistica tra i due arriverà, però, solo nel 1988 con Dalla/Morandi.
Valentino Aquilano è Lucio Dalla nel film di Rai 1
A interpretare Lucio Dalla è Valentino Aquilano, cantante che da anni porta in tournée il repertorio dell’artista con la band Ciao Lucio. La produzione lo ha scelto dopo una lunga serie di provini, anche per la somiglianza fisica e vocale con Dalla. Aquilano conosce da tempo quelle canzoni e quel repertorio, che ha portato sui palchi italiani prima di ritrovarsi davanti alla macchina da presa.
Nel film, però, non ci sarà soltanto il Dalla musicista. Lucio segue infatti un percorso molto più ampio. Dall’infanzia alla maturità, attraversando le persone e gli incontri che hanno contribuito a costruirne la storia.
Lucio Dalla, dall’infanzia a Caruso: la trama del film
Il racconto parte dall’infanzia di Dalla e dagli anni del collegio per arrivare agli esordi, all’esplosione della carriera e a Sanremo. Nel percorso entrano poi alcune delle collaborazioni più importanti della sua vita artistica, da Paola Pallottino a Roberto Roversi. Fino, appunto, al rapporto con Gianni Morandi.
La sinossi ufficiale del progetto descrive Dalla come un uomo «fragile, visionario e fuori da ogni convenzione», capace di trasformare «la propria inquietudine in arte universale». Al centro della storia c’è anche «il bisogno ostinato di essere amato». Il film arriva fino a Caruso, una delle canzoni più celebri del cantautore, scritta a Sorrento nell’estate del 1986. Proprio Sorrento sarà una delle tappe della lavorazione dopo le prime settimane trascorse a Bologna.

Lucio Dalla e Gianni Morandi a casa del secondo nel maggio 1969 (foto Getty Images)
Paola Pallottino e Roberto Roversi: gli incontri che hanno segnato Lucio Dalla
Nel film c’è anche Paola Pallottino, interpretata da Emilia Tiburzi. Poetessa, scrittrice e paroliera, Pallottino ha scritto il testo di 4 marzo 1943, uno dei brani che hanno segnato la prima parte della carriera di Dalla. Sul set è già stata girata una scena tra i due. «Portavo a Lucio le mie poesie e lui magicamente le musicava», ha raccontato Pallottino parlando del loro rapporto artistico.
Un altro incontro fondamentale è quello con Roberto Roversi, qui interpretato da Stefano Pesce. Con il poeta, Dalla ha attraversato una stagione particolarmente sperimentale, culminata nella cosiddetta trilogia composta da Il giorno aveva cinque teste, Anidride solforosa e Automobili. Nel cast è indicata anche Giovanna Mezzogiorno nel ruolo di Jole Melotti, la madre di Lucio (qui sotto in una foto col figlio).
Le location: Bologna diventa il set del film su Lucio Dalla
Per raccontare Lucio Dalla, la produzione è tornata nella sua città. Le riprese sono partite il 21 settembre e hanno coinvolto diversi luoghi di Bologna, trasformati per restituire l’atmosfera degli anni Settanta. Tra le location ci sono piazza Cavour, via Castiglione e via Santo Stefano. Mentre è stata ricostruita anche la casa dell’infanzia di Dalla in piazza Cavour, che non esiste più nella sua forma originaria. Per le scene ambientate nel collegio sono stati utilizzati gli spazi del Pio Istituto delle Sordomute vicino a porta Castiglione.
Ci sono poi gli storici Studi Fonoprint, altro luogo importante nella storia musicale bolognese. La città è diventata così parte della ricostruzione, insieme a costumi, automobili e scenografie d’epoca. Dopo Bologna, la produzione si sposterà in Campania, a Sorrento.
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Amica ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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