“Trasferta senza divieti”. I tifosi della Curva Mare i affidano all’avvocato: diffida alle Questure contro la fidelity

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L’obiettivo è garantire a tutti i sostenitori di poter seguire la squadra a Castellamare di Stabia, non solo quelli in possesso della fidelity card

La Mare sta giocando d’anticipo e ha schierato l’avvocato

La Mare sta giocando d’anticipo e ha schierato l’avvocato

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Cesena, 15 settembre 2026 – Una diffida preventiva per cercare di garantire a tutti i tifosi cesenati, compresi coloro che non sono in possesso della fidelity card, la possibilità di seguire la squadra in trasferta venerdì 18 settembre sul campo della Juve Stabia. È la strategia scelta dalla Curva Mare che, tramite l’avvocato Riccardo Luzi, sta utilizzando anche le strade più formali nel tentativo di perorare le proprie rivendicazioni. La soluzione è stata individuata con l’intento di giocare d’anticipo rispetto all’eventuale decisione definitiva dopo che l’Osservatorio ha indicato quale limitazione il posseso della fidelity per consentire il viaggio soltanto ai tifosi tesserati.

No ai divieti

“È un tema di rilevanza civica – ha analizzato Luzi – e per questo ho scritto alle questure di Napoli e Forlì, segnalando il fatto che a nostro avviso non ci sono ragioni per imporre divieti. Prima di tutto stiamo parlando di un gruppo di 80-100 tifosi, non certo di un esodo di massa e dunque garantire la sicurezza di un numero così ristretto di persone non pare un’opera tanto proibitiva, tanto più che tra le due tifoserie non c’è una specifica rivalità. Questo ci porta dunque al tema principale e cioè la necessità di evitare che decisioni di questo genere vengano prese in ‘ciclostile’ senza entrare nel merito dei casi specifici”.

Dalla Romagna alla Campania

L’argomentazione del legale parte dal fatto che non ci sarebbero valide ragioni per impedire il libero spostamento di persone dalla Romagna alla Campania. “Si stanno affidando ad organi di natura amministrativa, temi che spettano invece alla magistratura penale, perché è solo in quest’ambito – e per provatissime ragioni – che lo Stato può intervenire sugli spostamenti delle persone. Il risultato è che oggi chi deve decidere su queste questioni è un organo adibito a valutare eventuali irregolarità formali, non sostanziali. Credo che la resistenza degli ultras sia più che legittima. E soprattutto credo che questi tifosi non debbano essere lasciati soli nelle loro rivendicazioni”.

L’appello a calcio e politica

L’avvocato Luzi auspica il coinvolgimento della società civile, a partire da tutti gli altri appassionati di calcio, ma non solo: “Pure i club calcistici e la politica devono fare la loro parte. Stiamo andando nella direzione opposta rispetto a quella tante volte decantata e rilanciata nelle dichiarazioni ufficiali: l’aumento dei prezzi dei biglietti e le limitazioni alle trasferte smorzano la passione e riducono le presenze negli stadi. E cos’è il calcio senza i tifosi? I diritti non possono essere a corrente alternata: gli appassionati che partirebbero per andare in trasferta sono gli stessi che sono autorizzati ad assistere alle partite a Cesena. Perché qui sì e nello stadio della Juve Stabia no?”.

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