Transizione green. Futuro energetico. Confartigianato incalza il Paese
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DALLE SCELTE ENERGETICHE alla lotta agli sprechi, dalla responsabilità sociale d’impresa fino all’economia circolare: sono i temi al centro della...

DALLE SCELTE ENERGETICHE alla lotta agli sprechi, dalla responsabilità sociale d’impresa fino all’economia circolare: sono i temi al centro della...

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DALLE SCELTE ENERGETICHE alla lotta agli sprechi, dalla responsabilità sociale d’impresa fino all’economia circolare: sono i temi al centro della Settimana per l’Energia e la Sostenibilità, organizzata da Confartigianato dal 19 al 24 ottobre con oltre 50 eventi promossi in tutta Italia dalle Associazioni territoriali del Sistema Confederale.
Tra rincari energetici, tensioni geopolitiche e mercati instabili, per artigiani e piccole imprese la sostenibilità ha assunto un peso crescente nelle strategie aziendali. Ad aprire l’edizione di quest’anno è stato, il 12 ottobre a Milano, l’evento "Seize the Change. Futuri sostenibili", con gli interventi del presidente di Confartigianato Marco Granelli e del presidente di Confartigianato Lombardia e vice presidente vicario di Confartigianato Eugenio Massetti. Nell’occasione è stata presentata un’analisi del proprio Ufficio Studi sulla domanda di competenze green e sulle difficoltà delle imprese nel reperire personale qualificato. Perché la transizione non si realizza soltanto con investimenti e nuove tecnologie: servono persone capaci di progettare, installare, utilizzare e mantenere efficienti le soluzioni sostenibili.
La Settimana ha affrontato anche le molteplici dimensioni della transizione. Accanto all’energia e alla riduzione delle emissioni, è stato dato spazio all’edilizia sostenibile, al riuso nel settore dell’abbigliamento, alla mobilità a minore impatto ambientale e al turismo attento al territorio. Tanti temi diversi, legati dalla necessità di ripensare processi produttivi e servizi, valorizzando le risorse locali e aprendo nuove opportunità di mercato per le imprese artigiane. Un altro asse fondamentale è stato quello dell’economia circolare. Riparare anziché sostituire, recuperare materiali e allungare la vita dei prodotti significa ridurre rifiuti e consumi di risorse.
Una sensibilità confermata dai dati di Confartigianato: il 38,1% degli italiani con più di 14 anni considera la produzione e la gestione dei rifiuti tra le principali preoccupazioni ambientali. Il 19,5% dichiara inoltre di evitare prodotti usa e getta, percentuale che nel Mezzogiorno sale al 24,1%. In questo scenario, riparazione e manutenzione si confermano attività decisive. In Italia il settore conta 329mila imprese e 934mila addetti; 235mila aziende sono artigiane, con 498mila occupati. Un patrimonio diffuso di competenze tecniche che contribuisce a ridurre i consumi, limitare l’impiego di nuove risorse e contenere la produzione di rifiuti.
La Settimana ha rilanciato così un messaggio preciso: la transizione ecologica non deve tradursi in un ulteriore aggravio per le imprese, ma diventare un fattore di efficienza e crescita. Per raggiungere questo obiettivo servono formazione accessibile, sostegno agli investimenti e collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo. È anche da qui che passa la possibilità di trasformare la sostenibilità in competitività, nuove professionalità e sviluppo duraturo. E proprio artigiani e micro e piccole imprese, grazie alle loro competenze tecniche e alla presenza capillare nei territori, possono contribuire a trasformare la sostenibilità in pratica quotidiana.
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