Tra lupo, aironi e serpente, ecco "Spazi vitali": le sculture

CAVALESE. Un lupo, due aironi e un serpente. Il giardinetto della Magnifica comunità si trasforma in uno spazio di riflessione tra arte e natura. Ecco il progetto espositivo dell'artista Fabio Gabrielli.

Quattro sculture in ferro dialogano con il contesto urbano e invitano il pubblico a riflettere sul continuo mutamento degli ecosistemi e sul rapporto tra esseri viventi e territorio.

Un lupo, due aironi e un serpente sono i protagonisti da venerdì 31 luglio fino a lunedì 30 novembre (fino al 26 settembre il palazzo della Magnifica comunità è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30, chiuso il martedì) di un percorso che affronta temi di grande attualità: il ritorno di alcune specie, la comparsa di nuovi animali nei nostri ambienti e la necessità di ripensare il concetto stesso di convivenza.

Ogni specie diventa metafora di uno spazio vitale che si intreccia con quello degli altri e suggerisce un approfondimento sul cambiamento come condizione naturale dell'esistenza.

Il pannello introduttivo cita infatti il pensiero di Eraclito, sintetizzato nell'espressione Panta rei – "tutto scorre". La natura è in continua trasformazione e ciò che oggi percepiamo come stabile è in realtà il risultato di un equilibrio dinamico, in costante evoluzione. Le opere di Gabrielli invitano il visitatore a osservare questi cambiamenti con uno sguardo nuovo, superando paure e preconcetti per riscoprire il valore della biodiversità e della coesistenza.

Ogni scultura è accompagnata da un doppio approfondimento: una lettura simbolica, nata dalla ricerca artistica di Fabio Gabrielli, e un contributo curato da un esperto del Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino, mentre Gilberto Volcan, assistente ambientale delle Aree protette, che offre al pubblico un inquadramento scientifico delle specie rappresentate.

Nella ricerca di Fabio Gabrielli gli animali non sono semplici soggetti naturalistici, ma diventano figure simboliche e archetipiche, capaci di evocare memorie, miti e possibilità future. Attraverso l’uso di lastre o tondini di ferro saldati tra loro, l'artista costruisce presenze che sembrano emergere dal paesaggio stesso, trasformando uno spazio pubblico in un luogo di contemplazione e dialogo tra arte e questioni ambientali. Ogni scultura è affiancata da pannelli esplicativi corredati da bellissimi disegni a matita sempre di mano dell’artista, capaci di evocare la presenza, il movimento e lo spazio vitale dell’animale.

Spazi vitali costituisce un evento collaterale alla mostra Il bosco e le piante nella crisi climatica attuale: il caso della Magnifica Comunità di Fiemme, allestita nel palazzo storico, che induce a riflettere sugli effetti e le trasformazioni indotte dai cambiamenti climatici in un territorio di montagna. Il dialogo tra gli spazi esterni e il percorso espositivo prosegue infatti all'interno del museo, dove quattro esemplari tassidermizzati di proprietà dell’ente completano la riflessione sul rapporto tra uomo, fauna e trasformazioni ambientali.

L'iniziativa è promossa dal Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme con il prezioso contributo scientifico del Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino. Il progetto grafico è di Area Grafica di Renato Ceolan.