Torre del Greco, poliziotto ucciso da Suv: domiciliari al conducente
«L’ergastolo è stato inflitto a noi». Emanuel Scarpati è il fratello di Aniello, il poliziotto morto in viale Europa a Torre del Greco il primo novembre del 2025 mentre era in servizio sulla volante con il collega Ciro Cozzolino, agente scelto della polizia di Stato. A otto mesi dall’incidente costato la vita al vice sovrintendente Scarpati e ferite importanti al collega Cozzolino, il responsabile dell’impatto ha ottenuto gli arresti domiciliari. Ha infatti lasciato il carcere Tommaso Severino, il giovane imprenditore di Ercolano che, sotto l’effetto di alcol e cocaina, si era messo alla guida di un suv preso a noleggio: i periti hanno accertato che la macchina che ha travolto la volante del commissariato di Torre del Greco il primo novembre, intorno alle due del mattino, aveva superato i 157 chilometri orari in curva. Una velocità folle che non ha lasciato scampo al poliziotto, morto sul colpo: il collega, gravemente ferito, è rimasto in coma per diverso tempo e ancora oggi è costretto a sottoporsi a cure e terapie. La decisione di trasferire Severino dal carcere agli arresti domiciliari, ha indignato la famiglia Scarpati.
La famiglia
Un dolore pungente per la moglie Eliana Donadoni e i tre figli di Aniello che ad aprile scorso in occasione delle celebrazioni per il 174° anniversario della festa della polizia di Stato, sono stati ricevuti dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha consegnato al primogenito Daniel una medaglia d’oro al merito civile alla memoria del loro papà. Ma la notizia di Tommaso Severino ai domiciliari (l’uomo ha anche chiesto e ottenuto di essere giudicato con il rito abbreviato) ha sconvolto pure Emanuel, il fratello del poliziotto che dal giorno dell’incidente si sta battendo per vedere riconosciuta una condanna giusta. «È l’ennesima vergogna italiana», attacca Emanuel.
«Va ai domiciliari un uomo che era stato definito potenzialmente pericoloso; un tossicodipendente che, in quella tragica notte, si è messo alla guida di un’auto con sei persone a bordo, di cui tre minorenni, dopo avere assunto alcol e cocaina. Un uomo che, in una notte di eccessi, con il suv noleggiato, si è schiantato a 157 chilometri orari contro la volante della polizia di Stato. Non dimentichiamo che in quel devastante impatto, è morto sul colpo mio fratello, il vice sovrintendente Aniello Scarpati di 47 anni mentre l’agente scelto Ciro Cozzolino è rimasto gravemente ferito. Tommaso Severino, sprezzante della vita umana, ha lasciato il suv sul luogo dell’incidente, si è fumato una sigaretta ed è andato via, rendendosi latitante per circa dodici ore. Dopo è stato trovato positivo alla cocaina e aveva il tasso alcolemico tre volte superiore al limite consentito dalla legge italiana. Adesso i giudici hanno deciso che dopo otto mesi può tornare a casa. Questo significa sputare in faccia alla giustizia; uccidere Aniello Scarpati due volte e scoraggiare ogni cittadino onesto. A noi è stato inflitto l’ergastolo».