Tornano a colpire i predoni dell’oro rosso, via 30 chili di rame da un’azienda di Cantiano e 2,5 Km di cavi dai tralicci Enel di Montefelcino

FANO Lo chiamano l’oro rosso. E un doppio furto di rame nell’entroterra pesarese dimostra il perché. Bande organizzate che cercano uno dei metalli più richiesti sul mercato nero a causa del costante rialzo delle sue quotazioni sui mercati internazionali. Si tratta di un conduttore insostituibile per i settori dell'energia, delle telecomunicazioni, della transizione ecologica e della produzione industriale, tanto che la domanda globale resta altissima e la reperibilità scarseggia. 

Valore di 30mila euro

Così i ladri hanno fatto visita alla Ceb Impianti di via dell’Industria a Cantiano nella notte di lunedì. Hanno aperto un furgone e hanno preso tutto il rame che trasportava: ben 3.000 chilogrammi di cavi e bobine del valore stimato di oltre 30.000 euro. La refurtiva è stata caricata su un mezzo che i ladri avevano a disposizione, poi si sono dati alla fuga. Una banda di professionisti che ha osservato le movimentazioni della ditta e agito a colpo sicuro, sapendo di trovare l’oro rosso. L’azienda ha denunciato il furto ai carabinieri che stanno portando avanti le indagini per risalire ai responsabili. Verranno visionate le immagini di videosorveglianza della zona alla ricerca di elementi utili per rintracciare i ladri a partire dal passaggio di veicoli in quelle ore nelle arterie principali e nelle vie di Cantiano.

Un secondo episodio si è verificato nei giorni scorsi e denunciato da Enel ai carabinieri. È avvenuto lungo una tratta di campagna a Montefelcino, dove la banda di professionisti ha preso di mira una serie di vecchi tralicci della rete elettrica ad alta tensione non più operativi. Hanno fatto una ricognizione sul territorio, poi hanno agito. Approfittando dell'assenza di corrente e della posizione isolata delle infrastrutture dismesse, i malviventi hanno tranciato e sfilato centinaia di metri di cavi conduttori. Per l’esattezza due chilometri e mezzo di cavi, pronti anche questi per finire nel mercato nero del rame. Anche in questo caso indagano i carabinieri.

Metallo non tracciabile

L’obiettivo è anche capire se i due episodi siano collegati e se ad agire sia stata una sola banda. A differenza di altri beni trafugati, il rame garantisce ai malintenzionati il vantaggio della totale assenza di tracciabilità. Una volta sfilata la guaina isolante in plastica, il metallo non presenta marchi o numeri di serie. Fuso in lingotti o tritato in piccole granaglie, torna a essere una materia prima indistinguibile che viene facilmente assorbita da ricettatori compiacenti e reinserita nei canali legali.