Titolare del 10 Lounge Bar seguito e rapinato sotto casa dei genitori: «Sono scappati con l'incasso, mi hanno puntato contro una pistola. Ho paura»
PADOVA - Inseguito dai ladri da Padova fino a Cadoneghe dov’è stato rapinato davanti a casa dei suoi, con una pistola mostrata verso di lui. Un pedinamento vero e proprio durato diversi chilometri, un agguato studiato nei minimi dettagli. È la drammatica esperienza vissuta giovedì sera da Simone Minotto, residente a Due Carrare e titolare del "10 Lounge Bar" di via Petrarca, in quella zona del Carmine – con affacci da un lato sulla stazione dall’altro sul salotto buono della città – che ora è al centro del dibattito sulla sicurezza e che conta l’ennesimo episodio di violenza in zona. E il bottino è stato di quelli che contano: qualche migliaia di euro, l’incasso di questi giorni di attività.
La rapina sotto casa dei genitori
Quella che doveva essere una normale serata di fine turno si è trasformata in un faccia a faccia con una banda di malviventi armati. Tutto inizia all’orario di chiusura del locale. Minotto esce dal bar e si accorge subito che qualcosa non va: «Ho sentito un rumore provenire dalla macchina e così mi sono accorto che una delle gomme era sgonfia». Un imprevisto che, alla luce di quanto accaduto dopo, probabilmente è stato il primo passo del piano orchestrato dai malviventi per costringerlo a fermarsi. «Invece di rischiare di rimanere a piedi lungo la strada verso Due Carrare – prosegue Minotto – ho deciso di andare a Cadoneghe, a casa dei miei genitori, in modo da lasciare lì la mia auto e prendere in prestito la loro per tornare a casa. Appena arrivato davanti al cancello, sono sceso dalla mia macchina per suonare il campanello. Mia madre si è affacciata e le ho detto da lontano: “Apri il cancello”». È in quel preciso istante che la banda entra in azione.
«La pistola»
«Ho notato un’ombra muoversi alle mie spalle con rapidità e in una frazione di secondo mi sono reso conto di quanto stava accadendo: un malvivente è riuscito a intrufolarsi nell'auto, ha aperto il bagagliaio dall'interno, abbassando i sedili posteriori, e ha afferrato la borsa contenente l'incasso, che devo ancora quantificare, il pc portatile, un paio di occhiali, le chiavi e vari documenti personali». Reagendo d’istinto e senza pensarci un attimo, Simone Minotto si lancia all'inseguimento del ladro e del suo complice, che sono scappati via verso via Montello, una strada laterale di via Gramsci, dove si trovava il veicolo di fuga con un terzo malvivente: un'auto nera parcheggiata a fari spenti. «Correvano veloci ma sono riuscito a stargli dietro – aggiunge ancora Minotto – Ma quando sono arrivato a pochissimi metri dall'auto nera, mentre il ladro con la borsa è salito a bordo dal lato passeggero, trovando già la portiera aperta, il conducente ha abbassato il finestrino e mi ha mostrato una pistola, minacciandomi di fermarmi e di non fare un altro passo». A quel punto, davanti all'arma, Minotto è stato costretto a desistere, mentre l'auto nera si è dileguata a tutta velocità nel buio, sempre a fari spenti. Immediata la chiamata al 112: in pochi minuti davanti a casa dei genitori del barista è arrivata una pattuglia dalla stazione dell’Arma di Cadoneghe, alla quale la vittima ha raccontato tutto, facendo anche denuncia in caserma. «Ora ho paura».
«Il taglio alle ruote con un cutter»
Ad inquietare la vita del titolare del “10 Lounge bar” è quanto capitato alcune settimane prima, quando la sua macchina era già stata presa di mira con un taglio netto di uno pneumatico. «Avevo parcheggiato in una vietta laterale – le sue parole – e poi andando a prendere l’auto mi sono accorto di quel taglio fatto con un cutter. All’inizio ho pensato che si trattasse di una brava di un vandalo della zona ma ora lo rileggo in un altro senso».