Tinto Brass: “Ho sempre scelto la libertà”. E Venezia s’inchina al suo cineasta: “Regista provocatorio e sovversivo, artista vero”

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La Mostra del cinema celebra Tinto Brass con la proiezione, in versione restaurata, di ‘Col cuore in gola’. Lui, 93 anni, invia un messaggio: “Girai quel film a Londra, che era luogo di trasgressione e libertà”

Tinto Brass, 93 anni: la Mostra gli ha reso omaggio con il film Col cuore in gola

Tinto Brass, 93 anni: la Mostra gli ha reso omaggio con il film Col cuore in gola

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Martedì 1 settembre, nella preapertura, la serata di gala che precede il festival che si apre oggi, la Mostra ha celebrato Tinto Brass con la proiezione, in versione restaurata dal Centro sperimentale di cinematografia, di Col cuore in gola, il suo film del 1967 interpretato da Ewa Aulin e Jean-Louis Trintignant. Brass, in mezzo a questa celebrazione, non c’era.

Il regista veneziano, 93 anni, da tempo afflitto da problemi di salute – ha avuto un ictus nel 2010, un’ischemia nel 2019 – è stato colto da una febbre improvvisa, e i medici gli hanno impedito di recarsi al Lido. Ha letto in sua vece un messaggio di ringraziamento, interrompendosi più volte per l’emozione, la moglie del regista, Caterina Varzi.

“Venezia mi è moglie e madre, ho con questa città un legame viscerale”, dice Brass nel messaggio. “Non potendo essere con voi, in qualche modo ci sono”. Brass parla del suo film, uno di quelli che i critici collocano nel suo “primo” periodo, quello segnato dalle sperimentazioni d’autore, cui seguono le pellicole erotiche. “Ma non ci sono un primo e un secondo periodo, c’è sempre stata una ricerca estetica, una sperimentazione, una scelta di libertà. Girai quel film a Londra, che era luogo di trasgressione e libertà. Per una messa in scena pop e op”, scrive Brass.

Venezia 2005, Tinto Brass con Anna Jimskaya, protagonista del film 'Monamour'

Tinto Brass a Venezia nel 2005 con Anna Jimskaya, protagonista del film 'Monamour'. A destra con Yuliya Mayarchuk nel 1999 per la presentazione di 'Tradire'

Per Ewa Aulin, “quello è stato il mio primo film italiano, un’università della recitazione. Ho conosciuto la fantasia, l’immaginazione, la creatività di Tinto”. Per Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale, e ideatore dell’omaggio a Brass, “si tratta di un regista provocatorio, che ama la sovversione, il ribaltamento, l’anarchia, un artista vero. E la Biennale deve riconoscerne il valore”.

Per Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra, “Brass ha dovuto subire un processo di oscuramento della sua natura di grande sperimentatore quando gli è stata appiccicata l’etichetta di regista erotico. È stato un artista straordinario messo in ombra da conflitti, tagli e censure del suo lavoro”.

Il film è stato restaurato in 4k e approderà il 15 settembre sulla piattaforma Netflix. Valentina Andreatta, per Netflix, dice: “È un film meraviglioso, che attinge al fumetto, con la collaborazione di Guido Crepax al progetto come consulente grafico. Un film di una potenza visiva enorme, che merita un largo pubblico, come quello della piattaforma”.

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