Time On Show: a Bologna gli orologi vintage fanno perdere la cognizione del tempo
Il primo sintomo è avvicinare il naso alla vetrina. Il secondo, accorgersi che si stanno discutendo da dieci minuti le sfumature di un quadrante. Al terzo, parole come «anse» e «referenza» entrano nella conversazione con la naturalezza con cui prima si ordinava un caffè. Benvenuti nel collezionismo di orologi: un posto dove pochi millimetri possono occupare moltissimo spazio nella testa. Da domani, giovedì 22 ottobre, e fino a domenica 25, questa piacevole ossessione ha un indirizzo: Time On Show, a BolognaFiere, dentro Auto e Moto d’Epoca.
Il bello è che per entrare non serve possedere un caveau, né conoscere a memoria un catalogo d’asta. Serve curiosità. Quella che fa fermare davanti a una cassa dalle proporzioni insolite, a una scala cronografica, a un colore che sul telefono sembrava diverso. Lo schermo ci ha abituati a desiderare gli oggetti in alta definizione; vederli dal vivo rimette tutto in discussione. La luce si sposta, il quadrante cambia carattere, una misura sulla carta modesta acquista presenza. Il polso, quando si può provare un esemplare, emette sentenze che nessuna fotografia aveva previsto.
Passione vintage
Oggi Time On Show riunisce rivenditori specializzati e appassionati, offrendo anche la possibilità di acquistare gli orologi esposti. Ma conviene cominciare dalle conversazioni. Con il vantaggio di poter fare domande guardandosi negli occhi.
Da sinistra: Auro Montanari, Paolo Borgomanero, Pier Luigi Santi e Davide Parmegiani.
Il format è stato ideato da Pier Luigi Santi insieme a Paolo Borgomanero e Auro Montanari, conosciuto dagli appassionati come John Goldberger. La selezione degli espositori è attenta: qui la reputazione di chi propone un orologio conta, perché dietro un acquisto ci sono domande alle quali una bella vetrina, da sola, non risponde.
Quanto è stato lucidato? Il quadrante è originale? Le parti sono coerenti con l’epoca? E quella patina, così fotogenica, che cosa racconta davvero? Sono interrogativi che trasformano lo shopping in un piccolo lavoro investigativo. Con un’avvertenza: il fascino del vissuto va capito, caso per caso. Una superficie invecchiata può avere carattere; una sostituzione può cambiare la lettura dell’esemplare. Chiedere spiegazioni, confrontare, prendersi una pausa: anche questo è il piacere del gioco. Il collezionista più interessante, in fondo, sa ancora essere uno studente.
La vicinanza con Auto e Moto d’Epoca rende il percorso ancora più tentatore. Basta pensare al dialogo fra un cruscotto e un cronografo: scale, indici, lancette, informazioni da leggere al volo. Poi vengono le carrozzerie e le casse, i motori e i movimenti, il rispetto per ciò che è sopravvissuto senza perdere identità. Sembra di sfogliare un numero di una rivista degli anni Sessanta, quando il futuro aveva pulsanti fisici e una certa fiducia nelle curve. Il gusto, però, si costruisce oggi: osservando, facendo paragoni, scoprendo anche di preferire il pezzo meno appariscente della stanza.
Piccolo vademecum
Chi arriva con una collezione potrà approfondire una ricerca, chi comincia potrà finalmente dare forma alle proprie preferenze. Sportivo o elegante? Essenziale o pieno di indicazioni? Acciaio, oro, cinturino? Meglio lasciare che le domande si moltiplichino, prima di pretendere una risposta definitiva. Un buon incontro può spostare il desiderio più di cento immagini salvate. E talvolta il souvenir migliore è un dettaglio imparato a riconoscere, che dalla visita successiva salterà subito agli occhi.
Per organizzarsi: il biglietto di Auto e Moto d’Epoca vale per entrambe le manifestazioni. Domani l’anteprima apre dalle 9 alle 18; venerdì e sabato si prosegue dalle 9 alle 19, domenica dalle 9 alle 17.
Quattro giorni per guardare il tempo da vicino, magari dimenticando per un po’ di controllare l’ora. Succede, quando l’oggetto nato per misurarla finisce per rendere irrilevante la fretta... e Bologna, per questo fine settimana, offre un’ottima scusa per assecondarlo.




