«Ticket d'accesso a Venezia a 30 euro ma più servizi per i turisti». La direzione del sindaco Simone Venturini
Sette giorni tra Venezia e New York, per portare la città dell'acqua nell'arena globale. E poi un rientro turbolento in laguna con le polemiche sul ticket d'accesso proiettato verso i 30 euro. Riavvolge il filo il sindaco di Venezia, Simone Venturini, tracciando la linea dei giorni appena trascorsi.
Simone Venturini, lei è appena tornato da New York. Era lì durante i giorni dell'assemblea ONU e in particolare per la "Climate week". Com'è andato il suo primo viaggio internazionale in veste di sindaco?
«Sono molto soddisfatto. Ho avuto l'opportunità di partecipare a diversi incontri, durante i quali abbiamo raccontato Venezia, spiegando al mondo che la nostra città non è solo turismo. E infatti, proprio a New York, abbiamo annunciato la Venice Climate Week: dal 3 all'8 giugno 2027 Venezia diventerà la seconda "capitale" del clima. Il tema sarà "Aqua Age"».
Può raccontarci di più?
«Il nostro obiettivo in realtà era lavorare su più livelli. Eravamo lì per partecipare ai diversi eventi che hanno riunito Stati e città per parlare di cambiamenti climatici, con una proiezione particolare sulle coste e le città sull'acqua. Ho incontrato diversi sindaci e capi di Stato, tra cui il presidente della Repubblica francese e la regina del Belgio, e abbiamo toccato a più riprese il tema delle città più esposte all'innalzamento dei mari. Ora si stanno delineando coalizioni e allineamenti tra città, e noi sicuramente saremo dentro ad alcuni di questi. Devo dire che in molti hanno dimostrato interesse verso il sistema Mose».
È stata l'occasione per stringere rapporti con qualcuno in particolare?
«Sono stati diversi i sindaci interessati al dialogo. Quello di Miami in particolare. D'altronde tra quelle americane è forse la città più vicina a noi in termini di conformazione e di tematiche urgenti. Penso al tema casa, a quello del turismo o a quello della gestione delle acque».
Avete parlato di finanziamenti?
«Possiamo dire di aver lavorato a tutta una serie di altre iniziative a contatto con il mondo economico e aziendale. Da Ca' Farsetti stiamo per lanciare un nuovo board per attirare nuovi investimenti. E questa è stata un'ottima occasione per farci conoscere, acquisire nuovi contatti, dare il via a nuove collaborazioni».
Cosa, di preciso, avete in mente?
«Per ora non possiamo dire di più. Abbiamo certamente dato il via ad un percorso che punta in questa direzione. Ci stiamo facendo conoscere, so che in molti hanno apprezzato il dinamismo di Venezia anche sul piano internazionale, ora seguiranno certamente dei follow up (aggiornamenti, ndr)».
Quindi si ritiene soddisfatto di come avete presentato Venezia a New York?
«Sì, siamo molto soddisfatti. Venezia si conferma ancora come una città dalla grande proiezione internazionale. Abbiamo un vantaggio rispetto a molte delle altre città italiane e sarebbe un peccato non giocarlo. Proprio per questo abbiamo in programma di continuare a lavorare sempre di più per incontrare aziende e investitori. Lo avevamo detto in campagna elettorale e lo ribadiamo oggi con le linee di mandato: lavoreremo ancora per attirare investimenti. E lo faremo in particolar modo per costruire e rafforzare il ceto medio, portando in città nuovi posti di lavoro di qualità non necessariamente legati al turismo».
A proposito di mandato elettorale: nelle ultime ore c'è una questione in particolare che ha acceso il dibattito in tutto il Paese, il ticket d'ingresso per i turisti e l'aumento della tariffa. Ne è convinto?
«Sì, penso sia giusto continuare in questa direzione. E farlo pensando di agganciare gli aumenti ai servizi che la città può offrire. Grazie al nuovo ticket che pensiamo di alzare fino a 30 euro potremo pensare ad una scontistica per i musei, per i servizi igienici o per gli acquisti al merchandising della città».
Però il ministro al Turismo, Gianmarco Mazzi, sull'argomento ha invocato equilibrio e buon senso.
«Il ministro è stato chiaro e ha ben precisato che Venezia è un caso a sé stante. Siamo allineati con Mazzi, lo ringrazio per l'attenzione. Tra noi non c'è alcuna divergenza con il Governo».
Ma il ticket resta o no a 10 euro?
«Per il momento oltre i 10 euro non possiamo andare, ma abbiamo posto la questione a Roma per aumentarlo e credo abbia senso continuare su questa strada. La nostra proposta resta orientativamente quella di arrivare intorno ai 30 euro. Ma, sottolineo ancora una volta, non sarebbe una tariffa fissa, bensì il tetto massimo di un importo che sarà raggiunto esclusivamente nelle giornate in cui l'affluenza dei visitatori è massima».
Non avete paura che possa rivelarsi un boomerang?
«No e le polemiche non ci preoccupano, solo chi non fa niente non è criticato. Abbiamo presentato un programma molto chiaro pochi mesi fa, su quello siamo stati scelti dai cittadini, lo stiamo rispettando. Capisco che non sia così scontato avere un sindaco che mantiene le promesse».
Altro tema che scotta, lo spopolamento. Venezia continua a perdere residenti, mentre crescono le locazioni turistiche. Avete niente in mente?
«Il problema esiste. Non possiamo negarlo. Proprio per questo però, abbiamo in mente un piano di rivitalizzazione per gli spazi vuoti di tutta la città. Un tema estremamente importante per l'amministrazione, che verrà affrontato anche la prossima settimana al salone dell'alto artigianato».