Tg Sanità, l’edizione di lunedì 21 settembre 2026
SCHILLACI: SERVONO RISORSE MA ANCHE RIFORME. AL VIA PIANO PER SICUREZZA PAZIENTI
“Non bastano le risorse, servono le riforme per spendere bene i soldi dei contribuenti”. È la linea del ministro della Salute, Orazio Schillaci, che a margine di un evento a Roma risponde alle preoccupazioni delle Regioni sui tagli futuri al Servizio Sanitario Nazionale. In vista della Manovra, Schillaci invita alla prudenza anche sui dati, invitando a valutare con attenzione la stima dei 6 milioni di italiani che rinuncerebbero alle cure. Per garantire l’universalismo della sanità pubblica, secondo il ministro, la chiave resta la prevenzione: far ammalare meno le persone per garantire a tutti i farmaci più innovativi. Intanto parte il ‘cantiere’ per il primo Piano nazionale per la sicurezza del paziente, condotto con Agenas per ridurre il rischio clinico nelle strutture. L’obiettivo è portarlo all’esame della Conferenza delle Regioni entro la fine dell’anno.
UNIVERSITÀ. OLTRE 15MILA POSTI PER SPECIALIZZAZIONI MEDICHE, BERNINI FIRMA DECRETO
Sono 15.221 i contratti di formazione disponibili per le specializzazioni mediche nell’anno accademico 2025-2026. A stabilirlo è il decreto firmato dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. Si tratta di 133 posti in più rispetto allo scorso anno, con 14.631 contratti finanziati dallo Stato, 148 in più. A questi si aggiungono 564 contratti finanziati dalle Regioni e altri 26 sostenuti da enti pubblici e privati. Cresce anche la rete della formazione: 36 le nuove Scuole di specializzazione accreditate. Per i medici in graduatoria, la scelta di scuola e sede sarà possibile fino alle 12 del 22 settembre attraverso Universitaly. Le assegnazioni saranno pubblicate il 24 settembre, mentre le immatricolazioni resteranno aperte fino al 2 ottobre. Le attività didattiche inizieranno il 2 novembre.
PANDEMIE. ALLARME OCSE: 50% RISCHIO NUOVO COVID ENTRO 25 ANNI
Una nuova pandemia delle dimensioni del Covid potrebbe tornare entro i prossimi 25 anni: secondo gli studi citati dall’Ocse, la probabilità è di circa una su due. Il nuovo rapporto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico lancia quindi l’allarme sulla preparazione dei sistemi sanitari: senza interventi tempestivi, in alcuni scenari, le terapie intensive “potrebbero raggiungere il limite di capacità in appena uno o due mesi”. Per l’Ocse, però, la risposta non sono i lockdown utilizzati da soli. Interventi precoci, sorveglianza, mascherine, ventilazione e quarantene mirate “possono ridurre fortemente i decessi e contenere i danni all’economia”. Tra gli strumenti indicati anche il monitoraggio delle acque reflue, per individuare più rapidamente la circolazione dei virus. La preparazione avrebbe un costo stimato di circa sei dollari per abitante l’anno nei Paesi Ocse: molto meno, sottolinea il Rapporto, del prezzo di una nuova emergenza affrontata senza preparazione.
FARMACI. DA SIFO CORSO NAZIONALE SU ONCOLOGICI, CAVALIERE: INNOVARE UNITÀ ANTIBLASTICI
“Innovazione, automazione e nuove competenze per rendere sempre più sicura la preparazione dei farmaci oncologici”. È la sfida al centro del corso nazionale promosso a Roma dalla Sifo, la Società italiana di farmacia ospedaliera, dedicato alla sicurezza e all’automazione nelle Unità Farmaci Antiblastici, le Ufa. Secondo il presidente Sifo, Arturo Cavaliere, ciò che era innovativo quindici anni fa oggi è “ormai superato: servono una nuova cultura tecnologica e una maggiore integrazione tra professionalità”. Le Ufa sono infatti strutture ad alta complessità, dove farmacisti, tecnici, infermieri e ingegneri lavorano in rete. Al centro anche le nuove regole europee sul controllo della contaminazione e i sistemi automatizzati, compresi robot capaci di preparare il farmaco finito riducendo l’intervento manuale. Una trasformazione, hanno concluso i farmacisti ospedalieri, che punta a “rafforzare sicurezza, qualità ed efficienza del sistema delle cure”.
‘NONNO ASCOLTAMI’ RIPARTE DALLE PIAZZE, TORNA CAMPAGNA PER BENESSERE UDITIVO
La prevenzione uditiva torna protagonista nelle piazze italiane. È stata presentata alla Camera la XVII edizione di ‘Nonno Ascoltami!’, la campagna promossa da Udito Italia per tutelare la salute dell’udito a tutte le età. Dal 27 settembre al 18 ottobre, un vero e proprio viaggio della prevenzione attraverserà lo Stivale offrendo screening gratuiti grazie a medici, volontari, Croce Rossa e Misericordie. Tra le novità dell’edizione, la collaborazione con l’Aci per la sicurezza stradale e il progetto ‘Silver Handball’ per l’invecchiamento attivo. ”Entro il 2050, una persona su dieci avrà bisogno di cure per l’udito, mentre oltre un miliardo di giovani tra i 12 e i 35 anni è oggi a rischio per l’ascolto di musica ad alto volume- ha detto la presidente Valentina Faricelli- In Italia la situazione richiede massima attenzione: dopo i 65 anni circa una persona su tre soffre di ipoacusia, e la percentuale sale oltre il 50% dopo i 75 anni. Un problema spesso sottovalutato, considerando che si attende in media fino a 10 anni prima di consultare uno specialista”.
SIPPS IN CAMPO PER PEDIATRA PALESTINESE ABU SAFIYA: 8MILA FIRME PER LIBERARE SANITARI DETENUTI
La comunità medica italiana si mobilita per chiedere la tutela e la liberazione del personale sanitario detenuto in Medio Oriente, a partire dal pediatra palestinese Hussam Abu Safiya. Sipps, Movimento per la Giustizia e la Pace in Medio Oriente e Medici per i Diritti Umani hanno unito le forze in una campagna nazionale: oltre 8mila le firme raccolte da Medu su Change.org, con il sostegno di società scientifiche, istituzioni mediche e Amnesty Italia. “Il diritto alla salute e la tutela di chi dedica la propria vita a curare gli altri non conoscono confini- sottolinea il presidente della Sipps, Giuseppe Di Mauro- L’Italia sta dimostrando con i fatti di non voler voltare lo sguardo altrove”. Secondo i promotori, il caso Abu Safiya si inserisce in una situazione “più ampia di grave emergenza sanitaria a Gaza”. Il tempo intanto stringe: a ottobre è prevista la scadenza dell’arresto amministrativo del medico. Per questo, a Roma sono già in programma nuovi incontri con le istituzioni.