Texas, la «fabbrica di espulsioni» dei minori stranieri non accompagnati
Usa
Il governo federale porta in Texas e verso altri Stati conservatori i minori con un procedimento giudiziario ancora aperto, dove operano strutture non autorizzate dal governo federale e scarse possibilità di ottenere un avvocato d’ufficio

Un cambio di rotta strategico nella gestione dell’immigrazione negli Stati Uniti, con una precisa linea politica: convogliare i piccoli migranti privi di documenti verso giurisdizioni ostili all’accoglienza.
Domande di approfondimento generate da 24Ore AIIl governo federale porta in Texas e verso altri Stati conservatori i minori con un procedimento giudiziario ancora aperto, dove operano strutture non autorizzate dal governo federale e scarse possibilità di ottenere un avvocato d’ufficio. È quanto riporta il Guardian sulla situazione di centinaia di giovani rifugiati.
La situazione
Secondo un’analisi dei dati dell’immigrazione della piattaforma bklg.org, quasi l’80% dei giovanissimi non accompagnati in custodia federale e sottoposti a procedimenti in tribunali del Paese a luglio sono stati reindirizzati verso reti di accoglienza in territorio texano. Un aumento significativo rispetto ai mesi precedenti, ma che in agosto ha toccato il 90%. Il trasferimento avviene senza motivazioni ufficiali pubbliche.
L’ Office of Refugee Resettlement (Orr), il dipartimento che prende in carico i minori, ha una funzione legale specifica che si concentra sulla tutela e sul benessere dei minori, lasciando in secondo piano l’applicazione delle leggi di espulsione.
Lo stesso ufficio si occupa anche di organizzare la permanenza dei giovani sul suolo americano attraverso una rete distribuita sul territorio nazionale. Deve anche facilitare l’assegnazione di un legale a ogni minore coinvolto in procedimenti giudiziari di immigrazione. L’obiettivo è proteggerlo da abusi, traffico di esseri umani e sfruttamento.
Il caso del Texas
Una funzione che, però, in Texas viene ostacolata. Il governo dello Stato repubblicano non fornisce le licenze all’agenzia federale per i rifugiati. Una condotta che non ha bloccato il lavoro dell’ufficio per il ricollocamento dei migranti, ma ha significato minori tutele e protezioni per i giovani.
Secondo quanto denunciato da “Florence Immigrant and Refugee Rights Project”, un’associazione no-profit dell’Arizona, l’obiettivo del governo federale sembrerebbe quello di raggruppare i soggetti vulnerabili nelle giurisdizioni con una legislazione più severa per poi espellerli dal Paese.
Oltre 1.800 bambini e ragazzi a livello nazionale si trovano nelle strutture del dipartimento, ma si ritiene che più del 60% di coloro che hanno ancora un dossier giudiziario sia stato trasferito nel Lone Star State. A giugno erano meno della metà.
Come scrive The Independent, a livello nazionale solo il 31,7% dei minori con un fascicolo aperto per immigrazione ha ricevuto un rappresentante legale a difenderlo. E la situazione in Texas è ancora peggiore: il 17,2% dei più giovani a Houston, il 18,6% a El Paso e appena l’8,7% a San Antonio ha ottenuto la nomina di un avvocato.
Intanto l’Orr ha pianificato la costruzione di una struttura da quasi tremila posti. Un edificio per dare all’amministrazione una risposta rapida ad afflussi massicci. Anche se i ragazzi non accompagnati che hanno superato clandestinamente il confine sono diminuiti drasticamente nell’ultimo anno e mezzo, rimane il timore da parte delle Ong che l’amministrazione Trump stia costruendo una fabbrica di espulsioni a catena. Un sistema che non tutela i soggetti vulnerabili e li riporta in situazioni di pericolo e di rischio di essere vittime di trafficanti.
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