Terza ondata di attacchi Usa contro l'Iran. Trump blocca Hormuz: "Chi passa dovrà pagare il 20%"
Le guerre in Medio Oriente
Trump: "Saremo l'angelo custode di Hormuz. Navi attraversano Hormuz con sistemi tracciamento spenti . Israele-Libano: al via domani a Roma nuovo ciclo di colloqui. Yemen: Houthi sequestrano aereo Croce Rossa a Sana'a
Axios: "Trump ha dato all'Arabia Saudita il suo sostegno per gli attacchi in Yemen"
Il presidente americano Donald Trump ha dato il proprio sostegno al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per l'azione militare contro gli Houthi, sostenuti dall'Iran, in Yemen.
Lo rivela Axios, citando funzionari Usa. L'attacco saudita all'aeroporto di Sana'a di ieri e i successivi attacchi missilistici degli Houthi hanno rappresentato la più grave escalation tra i ribelli dello Yemen e l'Arabia Saudita dal 2022.
Trump: voglio essere rimborsato dai paesi che stiamo aiutando
Il presidente Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti dovrebbero essere rimborsati dai "paesi che stiamo aiutando" nel conflitto con l'Iran, citando diversi alleati della regione: "Voglio essere rimborsato perché stiamo proteggendo una parte molto ricca del mondo. Stiamo spendendo soldi, e quindi quello che abbiamo fatto è questo: saremo rimborsati per la protezione che forniamo", ha detto incontrando i giornalisti nello Studio Ovale.
"Non ne abbiamo bisogno, ma ne abbiamo bisogno dal punto di vista della protezione degli alleati", ha aggiunto, insistendo sul fatto che gli Stati Uniti hanno svolto un "lavoro molto efficace" nel proteggere Israele, l'Arabia Saudita, il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti.
Usa, attacco con droni marini contro una base navale iraniana
Dall'Iran attacchi con droni contro obiettivi militari USA in Kuwait
L'esercito iraniano ha affermato di aver sferrato un attacco con droni contro obiettivi militari statunitensi in Kuwait. Lo riporta Al Jazeera citando "una dichiarazione diffusa dall'emittente statale IRIB".L'esercito di Teheran, spiega l'emittente, "ha dichiarato di aver lanciato dei droni contro un sistema missilistico Patriot statunitense, serbatoi di carburante, una torre di guardia, un deposito di munizioni e sistemi di comunicazione".Inoltre la Marina iraniana avrebbe lanciato missili da crociera contro una "nave nemica del nemico Stati Uniti", sempre secondo quanto riportato dall'emittente statale iraniana IRIB, che cita una fonte militare anonima.IRIB ha riferito di attacchi in tutta la regione, anche contro gli Stati arabi del Golfo.
Trump: "Colpiremo la centrale nucleare Montagna del Piccone"
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, afferma che le operazioni militari statunitensi contro l'Iran potrebbero continuare per due o tre settimane. In una conversazione con il conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt, Trump ha anche minacciato di prendere di mira Kuh-e Kolang Gaz La, o 'Montagna del Piccone', in Iran, definendola "un possibile obiettivo per un bel colpo grosso e ben assestato proprio sulla porta d'ingresso". La 'Montagna del Piccone' ospita un impianto nucleare altamente fortificato, scavato nella montagna Zagros, nell'Iran centrale. "Elimineremo la Montagna del Piccone. Dite agli iraniani di tenersi pronti. Va bene, non possono farci niente", ha detto Trump
Esplosioni a Bandar Abbas, difesa aerea attiva
Le Forze armate Usa hanno confermato di aver iniziato a bombardare l'Iran stasera, per la terza notte consecutiva. Nel frattempo, la televisione di stato iraniana ha riferito di aver udito delle esplosioni a Bandar Abbas, nel sud del Paese
Trump: " Colpiremo duramente stanotte e domani"
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato in un'intervista al conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt che "colpirà duramente l'Iran stanotte e domani. Il memorandum d'intesa era una prova, non l'hanno rispettato". Ha anche affermato di andare "molto d'accordo" con il primo ministro Benjamin Netanyahu, aggiungendo pero': "A volte non sono d'accordo con lui e mi assicuro che lo sappia"
Il Presidente Donald Trump ha confermato l'intenzione di colpire duramente l'Iran. La dichiarazione è stata rilasciata lunedì 13 luglio 2026 durante un'intervista radiofonica (Faytuks Network @FaytuksNetwork)
Usa: dall 22 del 14 luglio di nuovo in vigore il blocco dei prti iraniani. lo riporta il Centecom
"Su ordine del Comandante in Capo" Donald Trump, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti riprenderanno "il blocco del traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani dalle ore 22 di domani 14 luglio". Lo ha annunciato con una nota sui social il Centcom. "Le forze del Centcom faranno rispettare il blocco navale nei confronti delle navi in transito da o verso i porti e le zone costiere iraniane. L'esercito statunitense continua a garantire il flusso del traffico nelle acque regionali per tutte le navi che non violano il blocco. La ripresa del blocco statunitense contro l'Iran segue la fase iniziale, dal 13 aprile al 18 giugno. Durante quel periodo di due mesi, le forze del Centcom hanno deviato oltre 140 navi conformi, messo fuori uso nove navi non conformi e consentito il passaggio di oltre 50 navi commerciali che trasportavano aiuti umanitari".
Trump: "Per 47 anni hanno tiranneggiato il mondo ma non con noi"
L'Iran "per 47 anni ha "tiranneggiato il mondo, ma non tiranneggiano con noi. Noi tiranneggiamo loro". Lo ha detto Donald Trump presentando alla Casa Bianca il Gran Premio di Formula Indy che si correrrà a Washington ad agosto, per celebrare i 250 anni dell'America.
Araghchi replica a Trump:"Noi i custodi di Hormuz, 20% troppo, saremo equi"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, "ha assolutamente ragione. Chiunque garantisca un passaggio sicuro e protetto delle navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz dovrebbe ricevere un compenso per questo servizio. L’Iran è sempre stato il custode dello Stretto e lo rimarrà per sempre. Il 20% è ovviamente troppo. Saremo equi". Così il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, replica a Trum
L'agenzia marittima dell'Onu respinge le tariffe ipotizzate da Trump su Hormuz
L'agenzia marittima delle Nazioni Unite ha dichiarato di essere alla ricerca di ulteriori dettagli dopo l'annuncio del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui Washington avrebbe ripristinato il blocco navale contro l'Iran e imposto un pedaggio pari al 20% del valore delle merci trasportate attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta Iran International. "Siamo a conoscenza del post e attendiamo ulteriori dettagli", ha affermato un portavoce dell'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo). L'Imo ha respinto il principio di imporre pedaggi alle navi per il transito attraverso gli stretti internazionali. "Siamo sempre stati coerenti sulla nostra posizione in merito ai pedaggi: l'Imo si oppone fermamente all'imposizione di tariffe per il transito attraverso gli stretti utilizzati per la navigazione internazionale", ha dichiarato il portavoce. "Non esiste alcuna base giuridica per introdurre pedaggi obbligatori semplicemente per il transito attraverso uno stretto".
Gli Houthi lanciano sei missili su aeroporto in Arabia Saudita
Gli Houthi hanno lanciato 6 missili contro l'aeroporto di Abha in Arabia Saudita. Lo riferiscono i media iraniani. Una fonte yemenita ha riferito che "le forze Houthi stanno prendendo di mira gli aeroporti sauditi con missili ipersonici, in risposta all'attacco contro l'aeroporto di Sana'a", riporta Yedioth Ahronot.
Gli Usa non hanno discusso con alleati tariffe sicurezza Hormuz
Gli Stati Uniti non hanno discusso con i loro alleati regionali le potenziali tariffe per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz: è quanto riporta il sito di Axios, citando fonti governative della regione e inoltre il sito riporta che non è ancora annunciata la data di inizio del blocco dello Stretto
Il New York Times svela piano Israele per mettere l'ex presidente iraniano Ahmadinejad al potere
L'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è stato arrestato nella sua abitazione su ordine dei Guardiani della Rivoluzione iraniani. Lo riporta il New York Times, che cita quattro funzionari iraniani secondo cui i servizi segreti dei pasdaran avrebbero scoperto che Israele lo aveva contattato come possibile successore all'attuale regime. Il giornale afferma che Israele avrebbe segretamente pagato parte delle spese di viaggio e alloggio dell'ex presidente e che agenti israeliani lo avrebbero incontrato in diverse occasioni all'estero. Secondo il New York Times, uno degli obiettivi dell'offensiva lanciata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran il 28 febbraio era quello di facilitare il cambio di regime e insediare Ahmadinejad come nuovo leader. Il giornale aggiunge che lo stesso giorno in cui è iniziata l'offensiva, un raid aereo israeliano ha colpito il complesso residenziale di Ahmadinejad, uccidendo le sue guardie del corpo e distruggendo il suo veicolo blindato. Poco dopo, un'auto guidata da agenti del Mossad lo ha prelevato dal complesso e lo ha portato in un rifugio segreto in Iran. Tuttavia l'ex leader iraniano, turbato dalla frenetica operazione di salvataggio sfiduciato riguardo i piani israeliani per riportarlo al potere, ha lasciato il rifugio in circostanze ancora poco chiare. Lo scorso marzo, la rivista The Atlantic aveva già' ipotizzato che l'operazione mirasse a liberare Ahmadinejad dalle restrizioni di movimento imposte dalle autorità iraniane. All'epoca dell'attacco, infatti, le autorità iraniane avevano scoperto i contatti di Ahmadinejad con Israele e i pasdaran lo avevano messo agli arresti domiciliari. Ahmadinejad non è apparso in pubblico per mesi, fino a lunedì scorso, quando ha partecipato al corteo funebre dell'ex Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei. Durante la sua presidenza, Ahmadinejad era noto per la sua retorica anti-israeliana e per aver promosso il programma iraniano di arricchimento dell'uranio. Due suoi ex collaboratori hanno dichiarato al New York Times che la sua motivazione principale era sempre stata quella di rimanere al potere, piuttosto che ottenere vantaggi economici. Ahmadinejad ha lasciato l'incarico nel 2013 dopo aver ricoperto il massimo di due mandati presidenziali consentiti dal sistema politico iraniano.
Mahmud Ahmadinejad (lapresse)
Almeno quattro le persone morte oggi negli attacchi statunitensi all'Iran
Sono almeno quattro le persone morte oggi negli attacchi statunitensi all'Iran. Lo riferiscono i media iraniani. Nel dettaglio, due persone sono perite nel bombardamento missilistico di tre obiettivi nella città di Abadan, un'altra persona è deceduta nel raid sulla base militare di Nain, mentre è di un morto e quattro feriti il bilancio dell'attacco a una stazione di pompaggio idrico a Mahshahr. Secondo Al Jazeera, il bilancio della nuova ondata di attacchi statunitensi è finora di 24 morti.
L'esercito statunitense sta definendo i dettagli e il coordinamento per applicare il blocco navale sin da oggi
L'esercito statunitense sta definendo i dettagli e il coordinamento per fare in modo che le navi da guerra possano inizare ad applicare il blocco navale iraniano già da nel corso della giornata. Lo ha riferito al New York Times Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, dopo l'annuncio del presidente Donald Trump sul ripristino del blocco a Hormuz per le navi iraniane e i loro "clienti".
Ue, Kallas: "Lo Stretto di Hormuz sia senza pedaggi, come prima della guerra"
"Gli attacchi dell'Iran alle navi commerciali costituiscono una violazione del diritto commerciale e del memorandum d'intesa. Prima della guerra lo Stretto di Hormuz era aperto senza pedaggi. Dopo la fine della guerra, deve essere aperto alla navigazione senza pedaggi." Lo ha detto l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas in conferenza stampa dopo il Cae.
Yemen: il governo afferma di aver colpito l'aeroporto di Sanaa, controllato dagli Houthi
Il governo yemenita, sostenuto dall'Arabia Saudita, ha affermato lunedì di aver colpito l'aeroporto della capitale Sanaa, riaccendendo, dopo anni di tregua, il conflitto con i ribelli Houthi filo-iraniani, che controllano la struttura. Gli Houthi hanno attribuito l’attacco a Riad e hanno promesso di reagire. Questo episodio è il più grave tra le due parti da anni e minaccia la tregua negoziata dall’ONU nel 2022. Si inserisce inoltre in un contesto di forti tensioni regionali, dopo la ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran. Il governo yemenita, riconosciuto dalla comunità internazionale, ha dichiarato di aver voluto impedire l’atterraggio di un aereo iraniano che trasportava una delegazione houthi di ritorno da Teheran, dove si era recata la scorsa settimana per partecipare ai funerali dell’ex guida suprema, Ali Khamenei. Il governo ha affermato di aver tentato, invano, di convincere la delegazione a utilizzare un aereo della compagnia di bandiera. «Le milizie terroristiche houthi – sostenute dal regime iraniano» hanno insistito «per consentire a un aereo iraniano di violare lo spazio aereo yemenita. Di conseguenza, la pista dell’aeroporto è stata presa di mira», ha dichiarato il ministero della Difesa in un comunicato. Il governo ha quindi decretato la chiusura di tutti gli aeroporti del Paese, «fino a nuovo ordine», sebbene non controlli l’intero territorio.
Iran: Trump, chiederemo pedaggio 20% per passare per Hormuz
Gli Stati Uniti chiederanno un pedaggio pari al 20% del valore delle merci trasportate alle navi che attraverseranno lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato Donald Trump in un post su Truth in cui assicura che lo Stretto "e' aperto e restera' aperto" e sara' chiuso solo per le navi che sono dirette o partono dai porti iraniani.
"Lo Stretto di Hormuz e' APERTO e rimarra' APERTO, con o senza l'Iran" scrive il Presidente, "Stiamo ripristinando IL BLOCCO IRANIANO, cosi' chiamato perche' impedisce solo alle navi o ai clienti iraniani di entrare o uscire. Tutti gli altri Paesi avranno un utilizzo equo e libero dello Stretto".
Trump pretende che gli Stati Uniti vengano "da questo momento in poi, conosciuti come 'I GUARDIANI DELLO STRETTO DI HORMUZ'".
In quanto tali "e per una questione di EQUITA'" aggiunge Trump, gli Stati Uniti "saranno rimborsati, nella misura del 20% su tutto il carico trasportato, per tutti i costi necessari a garantire la sicurezza di questa zona del mondo estremamente instabile. Il processo e la formazione inizieranno immediatamente".
il post del presidente su Hormuz (@realDonaldTrump )
Usa utilizza per la prima volta contro Iran droni marini in combattimento
Gli Stati Uniti hanno usato per la prima volta droni marini in operazioni di combattimento nell'ambito degli ultimi attacchi all'Iran. Lo afferma il Comando Centrale USA (US Central Command), sottolineando che "ieri sono state colpite con successo una struttura iraniana per la manutenzione di sottomarini e navi. Tre droni 'Corsair' hanno colpito il porto della base navale di Bandar Abbas, segnando la prima volta in cui le forze statunitensi hanno utilizzato droni marini in operazioni di combattimento". Gli attacchi, ha aggiunto, hanno ridotto la capacità dell'Iran di continuare a colpire il traffico commerciale.
Iran, Pasdaran:"Gli Usa mettono in pericolo forniture petrolio e gas"
"L'interferenza Usa nello Stretto di Hormuz ha gravemente messo in pericolo la sicurezza globale del petrolio e del gas e Washington deve risponderne". Lo ha dichiarato il portavoce dei Guardiani della rivoluzione, Hossein Mohebi, citato dai media iraniani.
"Continueremo a esercitare la sovranità e il controllo sullo Stretto con tutta la nostra forza e il nostro potere. Gli stranieri e i loro alleati saranno costretti a sottomettersi alla volontà della nazione iraniana", ha proseguito il portavoce dei Pasdaran, concludendo che "proprio come abbiamo sventato gli obiettivi deliranti dei leader Usa di riaprire lo Stretto all’inizio della loro aggressione, ora li spingeremo ancora più in profondità nell’umiliazione e nella disperazione".
Trump: "Gli Usa saranno rimborsati del 20% per carichi che attraversano Hormuz"
Gli Stati Uniti assumeranno il ruolo di "guardiani dello Stretto di Hormuz" e "in tale veste e per ragioni di equità, verranno rimborsati – nella misura del 20% sul valore di tutto il carico trasportato – per qualsiasi costo necessario a garantire la sicurezza e la protezione di quest'area del mondo estremamente instabile". Lo annuncia Donald Trump in un post su Truth. "L'iter e l'organizzazione avranno inizio immediatamente", afferma il presidente americano.
Yemen, Consiglio Presidenziale accusa Houthi di sabotare la pace
Il presidente del Consiglio di Comando Presidenziale yemenita Rashed al Alimi ha emesso un nuovo duro comunicato in cui attribuisce alle milizie houthi e all'Iran la responsabilità diretta del deterioramento della situazione nel Paese. Secondo il presidente le milizie houthi hanno fatto fallire gli sforzi di de-escalation e hanno insistito nel minare le opportunità di pace. Nella nota si legge che l'atterraggio di un volo irregolare all'aeroporto di Sana'a costituisce una violazione della sovranità yemenita. Ha quindi confermato che le forze armate "hanno colpito la pista dell'aeroporto di Sana'a come misura difensiva per proteggere la sovranità nazionale. È stata data priorità assoluta alla protezione dei civili e si è invitato a non allargare il teatro degli scontri. Qualsiasi futuro tentativo di violare lo spazio aereo yemenita senza autorizzazione sarà impedito e il governo è pronto a far riprendere le operazioni all'aeroporto di Sana'a attraverso la compagnia di bandiera yemenita, nel pieno rispetto della legge". Per al Alimi le milizie Houthi portano la responsabilità diretta dell'escalation in corso e il regime iraniano ha la piena responsabilità per il sostegno e l'appoggio fornito agli Houthi.
USA, Trump: "Gli Stati Uniti saranno pagati per proteggere lo Stretto di Hormuz"
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti saranno retribuiti per garantire la protezione dello Stretto di Hormuz e ha annunciato che «prenderanno il controllo» di questa rotta marittima strategica, al centro degli scontri con l’Iran. «Diventeremo i guardiani dello stretto», ha dichiarato il presidente americano alla Fox News, aggiungendo che finora gli Stati Uniti lo hanno sorvegliato «gratis», ma che d’ora in poi saranno ricompensati dalle altre nazioni. «Verremo pagati per proteggerlo. Una somma consistente; vogliamo semplicemente essere rimborsati per tutto questo, per aver esposto le nostre truppe al pericolo». Donald Trump ha inoltre affermato che Washington avrebbe «preso il controllo dello stretto», mentre l’Iran assicura che questa via marittima è chiusa fino a «nuovo ordine» dopo una ripresa degli scontri di intensità senza precedenti dal cessate il fuoco di aprile nel conflitto in Medio Oriente. Lo stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di idrocarburi, costituisce un importante punto di contesa tra Washington e Teheran. «Prenderemo il controllo dello stretto. Non hanno nulla. Non hanno proprio nulla», ha aggiunto Donald Trump, denunciando i metodi dei negoziatori iraniani, che accusa di essere tornati sui propri passi rispetto agli impegni assunti durante le discussioni maratona tenutesi il giorno prima. «Ieri hanno tenuto una riunione di di 11 ore. (...) Tutto era stato concordato ieri. Poi hanno lasciato la sala, hanno richiamato e hanno detto che dovevano apportare alcune modifiche», ha aggiunto, senza specificare la natura delle modifiche citate. Da parte sua, la diplomazia iraniana accusa gli Stati Uniti di essere responsabili del «ritorno dell’insicurezza» nello stretto di Hormuz, attraverso il quale in precedenza transitava un quinto del greggio mondiale. Teheran ha tuttavia assicurato lunedì che proseguirà le consultazioni con i mediatori del Qatar, del Pakistan e dell’Oman al fine di «prevenire un’escalation».
Italia, Tajani: "Solidarietà a Paesi colpiti, contrari a pedaggi a Hormuz"
"Ora è in corso un incontro con i Paesi del Golfo. Anche lì noi ribadiamo la nostra posizione, solidarietà ai Paesi colpiti dagli attacchi dell'Iran. Siamo grandi sostenitori della libertà di navigazione. Siamo contrari a qualsiasi ipotesi di pedaggio per il passaggio a Hormuz, come pensa l'Iran, perché questo rappresenterebbe un pericoloso precedente per tutti gli stretti nel mondo e limiterebbe la libertà di navigazione e di commercio, cosa per noi di grande importanza, visto che siamo un Paese che ha il Pil per il 40% frutto delle esportazioni". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Consiglio Esteri a Bruxelles. "Ho parlato anche con il ministro degli Esteri dell'Arabia Saudita in vista della possibilità di organizzare eventi anche in Italia sulla strategia dei due popoli e due Stati anche attraverso il dialogo interreligioso", ha aggiunto.
Esercito Iran: "Cooperazione e supporto agli Usa saranno considerati atto di guerra"
"Qualsiasi cooperazione con gli Stati Uniti e qualsiasi supporto logistico all'esercito aggressivo di quel Paese saranno considerati un atto di guerra contro la sovranità e la sicurezza nazionale dell'Iran e che, nel caso in cui la guerra si estendesse alla regione, le fiamme della guerra travolgerebbero tutti i Paesi della regione". E' l'avvertimento del comando militare di Khatamolanbia, riportato da Tasnim sul suo account X in persiano.
Zolfaghari, citato anche da Fars, ha aggiunto: "Le ripetute avventure e le interferenze degli Stati Uniti nella gestione dello Stretto di Hormuz hanno seriamente messo in pericolo la sicurezza della regione, il commercio internazionale e la navigazione. La cooperazione di alcuni Stati regionali ha inoltre aumentato il pericolo di un'estensione della guerra all'intera regione", si legge nella dichiarazione.
Yemen, ONU: "Esortiamo tutte le parti a ridurre la tensione "
L'inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen ha esortato i ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, e il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale a ricorrere alla diplomazia, dopo che quest'ultimo ha rivendicato la responsabilità degli attacchi all'aeroporto di Sana'a. "Sono in contatto attivo con tutti gli attori coinvolti e il mio ufficio ha contattato i rappresentanti militari di tutte le parti. Li esortiamo a ridurre la tensione e ad astenersi da qualsiasi azione che rischierebbe di innescare un nuovo ciclo di violenza in Yemen", ha dichiarato Hans Grundberg in un post sull'account X del suo ufficio.
Del fumo si alza sull'aeroporto di Sanaa, nello Yemen, in seguito ad alcuni attacchi. (reuters)
L'aereo iraniano è atterrato nello Yemen, afferma un ministro houthi
Un aereo iraniano che riportava da Teheran una delegazione dei ribelli Houthi è atterrato nello Yemen, ha affermato un ministro Houthi, dopo che il governo aveva dichiarato di aver sferrato attacchi contro l'aeroporto di Sanaa per impedirlo.
L’emittente dei ribelli al-Massirah ha citato il ministro dei Trasporti delle autorità houthi, secondo cui «l’aereo iraniano è atterrato sul suolo nazionale con a bordo un certo numero di malati e di persone bloccate, accompagnati dalla delegazione ufficiale della Repubblica dello Yemen», senza specificare il luogo dell’atterraggio.
Yemen, milizie houthi (afp)
USA, Trump su Iran: "Distrutta gran parte loro dotazioni militari "
Gli Stati Uniti hanno colpito pesantemente le dotazioni militari iraniane nelle ultime ore. Ad assicurarlo e' stato il presidente americano Donald Trump.
"Gran parte delle loro dotazioni non esiste piu'. Abbiamo colpito molto duramente la loro contraerea la scorsa notte", ha assicurato a Fox News.
Iran, attacchi Usa nel sudovest: uccise almeno due persone Altre tre sono rimaste ferite
Gli attacchi statunitensi hanno ucciso due persone nel sud-ovest dell'Iran, in una regione vicina al confine con il Kuwait e l'Iraq dove viene prodotto petrolio. Lo hanno riferito le agenzie di stampa iraniane Fars e Tasnim.
"Al momento, sono stati segnalati due morti e tre feriti", hanno riportato le agenzie, citando un funzionario della provincia del Khuzestan, il quale ha dichiarato che gli attacchi hanno colpito "tre diverse località" alla periferia della città di Abadan.
Iran, Londra mette al bando i Guardiani della Rivoluzione
Il governo britannico ha messo al bando la Guardia rivoluzionaria dell'Iran. L'esecutivo ha inoltre messo al bando il Movimento Islamico dei Compagni della Destra (IMCR), noto anche come Harakat Ashab al-Yamin al-Islamia. La mossa giunge dopo una serie di attacchi che ha colpito la comunità ebraica nel Regno Unito. In una dichiarazione, la ministra della Sicurezza Angela Eagle ha affermato che l’IMCR ha rivendicato 7 attacchi nel Regno Unito. Il gruppo aveva dichiarato online di essere responsabile di una serie di incendi dolosi contro siti ebraici a Londra negli ultimi mesi, tra cui incendi appiccati a sinagoghe e ambulanze di un’organizzazione benefica ebraica, nonché a un’organizzazione in lingua persiana critica nei confronti del governo iraniano. Nessuno è rimasto ferito negli incendi. "Dietro l’IMCR c’erano membri della Forza Quds del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane, che quasi certamente hanno diretto gli attacchi dell’IMCR in tutta Europa", ha affermato Eagle. La Forza Quds, o di Gerusalemme, è l’unità di spedizione delle Guardie Rivoluzionarie. Il gruppo è emerso online all’inizio di quest’anno e ha rivendicato anche la responsabilità di attacchi alle sinagoghe in Belgio e Olanda.
La misura contro la Guardia Rivoluzionaria Islamica (Irgc) è stata poi confermata anche in una dichiarazione di Keir Starmer, a margine di una visita a Parigi dove oggi il premier dimissionario britannico partecipa auna riunione della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per l'Ucraina.
La misura contro la Guardia Rivoluzionaria Islamica (Irgc) è stata poi confermata anche in una dichiarazione di Keir Starmer, a margine di una visita a Parigi dove oggi il premier dimissionario britannico partecipa a una riunione della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per l'Ucraina.
Si tratta di una proposta di legge - la quale andrà votataprossimamente dal Parlamento di Westminster - che prevede, con la messa fuorilegge di questa istituzione iraniana, la condanna "fino a 14 anni di carcere" di chiunque venga accusato di darle sostegno e assistenza nel Regno Unito, ha spiegato Starmer.
Il testo prevede misure identiche di proscrizione nei confronti di una sigla identificata a suo tempo da fonti israeliane come collegata con l'Iran e sospettata di essere dietro una serie di attacchi o tentativi d'incendio recenti ai danni di mezzi e proprietà appartenenti a gruppi della comunità ebraica britannica a Londra; nonché nei confronti di un'organizzazione russa additata come Corpo Volontario promosso dal Gru, i servizi d'intelligence militari di Mosca.
Le iniziative di legge in questione sono fra le ultime messe in cantiere dal governo Starmer, come una sorta di eredità, dopo l'annuncio di giugno delle dimissioni dell'impopolare sir Keir Starmer dalla carica di leader del partito laburista di maggioranza e di primo ministro: incarichi nei quali si appresta a essere rimpiazzato entro una settimana dall'ex sindaco di Manchester, Andy Burnham.
Trump, "Stiamo prendendo il controllo di Hormuz"
Gli Stati Uniti stanno prendendo il controllo di Hormuz. Ad assicurarlo e' stato il presidente americano, Donald Trump, intervistato da Fox News.
"Stiamo prendendo il controllo dello Stretto. Non hanno niente", ha detto.
"Ieri c'e' stata una riunione di 11 ore", ha poi raccontato, "tutto era stato concordato ieri e poi sono usciti dalla stanza e hanno richiamato per dire 'dobbiamo fare un paio di modifiche". Ma questo accade "da 47 anni, hanno continuato a tergiversare". (
Mahmoud Ahmadinejad (ansa)
Iran, Nyt: “Israele avrebbe favorito ritorno al potere di Ahmadinejad”
Israele avrebbe agito in favore di Mahmoud Ahmadinejad, ex presidente dell'Iran, al fine di sovvertire il regime rivoluzionario iraniano.
Secondo quanto emerge da un reportage del quotidiano statunitense New York Times, Ahmadinejad avrebbe incontrato, nel 2024, l'allora capo dei servizi segreti israeliani, David Barnea.
Reclutare il signor Ahmadinejad era una priorità tale per Israele che l'allora capo dei servizi segreti israeliani, David Barnea, si recò addirittura a Budapest nel 2024 per incontrare personalmente Ahmadinejad, secondo quanto riferito da ex funzionari americani al NYT, i quali sostengono che il Mossad avesse informato di questo incontro anche la Cia. Negli ultimi anni, riferiscono funzionari americani al NYT, Israele avrebbe segretamente versato denaro a Ahmadinejad per alloggio e viaggi, e agenti israeliani lo avrebbero incontrato all'estero in diverse occasioni, anche durante i suoi viaggi a Budapest. L'operazione culminò alla fine di febbraio di quest'anno, durante i primi giorni della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, con un'audace operazione per trasferire l'ex leader, che viveva sotto stretta sorveglianza a Teheran. L'obiettivo, specifica il giornale statunitense, era quello di mettere in moto il piano per rovesciare l'attuale regime e insediare al potere Ahmadinejad.
Iran: "Colpite basi Usa in Giordania, Bahrein, Kuwait e Oman"
Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) ha rivendicato stamattina l'attacco a basi statunitensi in Giordania, Bahrein e Kuwait. Lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna. Nelle ore precedenti il Ministero dell'Interno del Bahrein aveva comunicato che all'alba erano risuonate le sirene antiaeree nel Paese mediorientale.
I Pasdaran iraniani hanno affermato di aver colpito anche obiettivi statunitensi in Oman, sostenendo di aver distrutto sistemi radar nel quadro della "quinta fase" della loro rappresaglia contro gli Stati Uniti. Lo riferisce Al Jazeera, citando un comunicato del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc). L'Irgc dichiara di aver lanciato missili e droni contro "installazioni e infrastrutture dell'esercito aggressore statunitense" nella base di Al Juffair, in Bahrein, e contro il radar a lungo raggio Fps e il radar di rilevamento navale in Oman. I Pasdaran sostengono che i sistemi radar in Oman siano stati distrutti.
L'esercito della Giordania ha annunciato stamattina di aver abbattuto quattro missili iraniani sul territorio nazionale, che secondo Teheran sarebbero stati lanciati in rappresaglia per gli attacchi aerei statunitensi. "All'alba i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e abbattuto quattro missili che erano entrati nello spazio aereo giordano provenendo dal territorio iraniano", ha dichiarato una fonte ufficiale dello Stato maggiore della Giordania aggiungendo che non si sono registrati feriti né danni materiali. Le forze armate del Kuwait hanno dichiarato di aver risposto oggi a "bersagli aerei ostili", mentre l'Iran conduceva attacchi contro interessi statunitensi nel Golfo.
Yemen, Houthi: "Riad chiude la fase di de-escalation, risponderemo agli attacchi contro l'aeroporto di Sana'a".
Gli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno dichiarato che risponderanno all'attacco contro l'aeroporto di Sana'a la cui responsabilità viene attribuita dal gruppo all'Arabia Saudita, sebbene l'attacco sia stato rivendicato dal governo yemenita sostenuto da Riad. Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha accusato l'Arabia Saudita di "porre fine alla fase di de-escalation e di assumersi la piena responsabilità delle conseguenze della sua aggressione. Affermiamo che tale aggressione non rimarrà senza risposta né impunita".
Yemen, gli Houthi sequestrano un aereo della Croce Rossa Internazionale all'aeroporto di Sana'a
Il ministro dell'Informazione yemenita ha dichiarato che gli Houthi "stanno tenendo sotto sequestro" un aereo della Croce Rossa internazionale, in ostaggio il pilota e il copilota. "La milizia terroristica Houthi ha dirottato un aereo del Cicr e ne ha impedito il decollo", ha dichiarato il ministro dell'Informazione yemenita Muammar al-Eryani sul suo account X. I ribelli "hanno anche preso in ostaggio il pilota e il suo copilota, in una pericolosa escalation e in una flagrante violazione del diritto e delle norme internazionali che garantiscono la protezione delle missioni umanitarie e del loro personale", ha sottolineato. Al Eryani ha invitato il Cicr, le Nazioni Unite e la comunità internazionale a "condannare questo crimine, agire immediatamente per garantire il rilascio immediato dell'aereo e del suo equipaggio" e "mettere fine alle continue violazioni del lavoro umanitario compiute dalla milizia nello Yemen"
Yemen, Houthi: "L'Arabia Saudita ci ha dichiarato guerra, si assuma le sue responsabilità"
Il ministero degli Esteri del gruppo filoiraniano degli Houthi in Yemen ha annunciato che "il regime saudita ha dichiarato guerra e deve assumersene la piena responsabilità". È stato inoltre affermato che "negli ultimi anni il regime saudita si è adoperato per intensificare il blocco e condurre una guerra economica su vasta scala nel tentativo di assoggettare il popolo yemenita al servizio dei sionisti", come riportano i media in Medio Oriente.
Yemen, Sana'a: attacco saudita all'aeroporto per impedire atterraggio aereo iraniano
Diversi raid aerei avrebbero colpito l'aeroporto internazionale di Sanaa, la capitale dello Yemen controllata dagli Houthi, mentre un aereo della compagnia iraniana Mahan Air si trovava a pochi chilometri dallo scalo.
Fonti regionali hanno attribuito gli attacchi all'Arabia Saudita, ma al momento non è arrivata una conferma ufficiale da parte di Riad. Residenti della capitale yemenita hanno riferito di aver udito diverse esplosioni nell'area dell'aeroporto, mentre aerei da combattimento continuavano a sorvolare la città. Non sono disponibili informazioni immediate su vittime o danni.
Secondo le prime ricostruzioni, il velivolo della Mahan Air era entrato nello spazio aereo yemenita mentre caccia sauditi erano stati segnalati nella zona. I bombardamenti sarebbero cominciati poco dopo, quando l'aereo iraniano era ancora in avvicinamento all'aeroporto.
Poco prima degli attacchi, funzionari del governo yemenita riconosciuto internazionalmente, con sede ad Aden, avevano avvertito che "la nostra pazienza è finita", annunciando una risposta a quelle che avevano definito violazioni iraniane e houthi dello spazio aereo del Paese.
Colpi di avvertimento iraniani contro due imbarcazioni nello Stretto di Hormuz
L'Iran ha sparato colpi di avvertimento contro due imbarcazioni nello Stretto di Hormuz, ha riferito la TV di Stato.
Nel frattempo, l'agenzia Fars ha reso noto che tre zone della città meridionale di Abadan, nella provincia del Khuzestan, sono state oggetto di attacchi.
Navi da carico vicino allo Stretto di Hormuz (Afp)
Media Yemen: " Riad sta attaccando l'aeroporto internazionale di Sana'a"
La tv yemenita Al-Masirah, affiliata al gruppo filoiraniano degli Houthi, ha riferito che l'Arabia Saudita sta conducendo attacchi contro l'aeroporto internazionale di Sana'a. Secondo alcuni residenti della capitale yemenita, citati dall'agenzia di stampa Reuters citata dai media israeliani, aerei da guerra continuano a sorvolare la città. Al momento non vi sono conferme indipendenti sull'entità degli attacchi né su eventuali danni o vittime.
Iran, sito monitoraggio Marine Traffic: "Traffico Hormuz dimezzato dal 10 al 12 luglio"
Il passaggio di navi nello Stretto di Hormuz è diminuito bruscamente nei giorni 10-12 luglio, con un calo di circa il 52% rispetto alla settimana precedente. Lo ha riferito il sito di monitoraggio Marine Traffic.
Gli attraversamenti non solo sono calati, ma si sono spostati in aree ritenute più sicure. L'uso delle rotte ombra iraniane è aumentato, mentre l'attività sui corridoi Imo e omanita è scesa a livelli minimi.
Pechino: "Il passaggio libero e sicuro attraverso Hormuz è interesse di tutti"
Lo Stretto di Hormuz è utilizzato per la navigazione internazionale e ripristinare al più presto un passaggio sicuro e libero è nell'interesse di tutte le parti. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Lin Jian, in una conferenza stampa riportata da media cinesi. La questione della navigazione attraverso lo Stretto, ha aggiunto Jian, deve essere gestita in modo appropriato e la Cina è disposta a mantenere il dialogo con i Paesi interessati e la comunità internazionale sulla questione.
Bce: "Con tensioni in Medio Oriente maggiori rischi al ribasso per crescita"
"Sebbene la risoluzione di alcune controversie commerciali e la conclusione di nuovi accordi commerciali abbiano contribuito ad attenuare l'incertezza sulle politiche nella seconda meta' del 2025, le rinnovate tensioni geopolitiche in Medio Oriente all'inizio del 2026 hanno accentuato i rischi di ribasso per la crescita economica". Lo si legge nel rapporto 2025 del Comitato europeo per i rischi sistemici (ESRB), il comitato che fa capo alla BCE. Per il futuro "l'intensificarsi dei conflitti in Medio Oriente o il deterioramento del clima di rischio a livello globale potrebbero innescare correzioni di mercato brusche e disordinate, con possibili ripercussioni sull'economia reale attraverso un indebolimento della fiducia e un aumento dei costi di finanziamento".
Il Bahrein ha accusato l'Iran di azioni ostili contro i civili
Il Bahrein ha accusato l'Iran di azioni ostili contro i civili. "L'Iran continua il proprio approccio ostile attraverso le sue aggressioni, utilizzando missili e droni che colpiscono i civili nel Regno del Bahrein", si legge in una nota del comando generale della Forza di Difesa.
"I sistemi di difesa aerea della Forza di Difesa del Bahrein hanno intercettato e contrastato numerosi attacchi aerei iraniani ostili e hanno distrutto diversi obiettivi durante le aggressioni aeree iraniane lanciate nella mattinata di oggi", sostiene la nota.
"Tutte le forze armate sono al massimo livello di prontezza e di preparazione difensiva", si assicura. "Il comando generale ha invitato tutti a esercitare la massima cautela", si spiega.
Berlino condanna come "inaccettabili" gli attacchi dell'Iran contro gli USA
"Dal nostro punto di vista gli attacchi dell'Iran contro gli Stati vicini e le navi mercantili sono inaccettabili. L'Iran deve smetterla immediatamente". Lo ha detto nella conferenza stampa quotidiana del governo tedesco il portavoce Steffen Meyer. "Nonostante la situazione attuale che stiamo osservando, è importante che l'Iran negozi seriamente e che i colloqui proseguano poiché sono la migliore possibilità per la stabilità nella regione".
L'ONU contro Hamas: "Ostacola le operazioni umanitarie a Gaza"
Hamas è sotto accusa, da parte delle Nazioni Unite, che gli contesta di interferire con le consegne di aiuti umanitari alla popolazione della Striscia di Gaza e di intimidire gli operatori umanitari, rendendo sempre più pericolose le operazioni di soccorso. In particolare il vice coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, Ramiz Alakbarov, ha condannato "fermamente" gli ostacoli posti da Hamas alle operazioni umanitarie.
Le azioni di Hamas "hanno messo in pericolo il personale umanitario, intimidito gli operatori che distribuivano aiuti alimentari salvavita e interrotto le operazioni umanitarie salvavita", ha affermato Alakbarov. Secondo quanto riportato in un comunicato delle Nazioni Unite, sabato alcuni uomini armati legati a Hamas hanno fatto irruzione in un punto di distribuzione alimentare a Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. I miliziani, prosegue la nota, "sono anche entrati in un magazzino del Wfp (Programma Alimentare Mondiale) e hanno aggredito due camionisti che stavano consegnando aiuti umanitari".
Alakbarov ha detto che "questi episodi non sono isolati" e "riflettono un modello sempre più pericoloso di intimidazione, violenza e ostruzionismo, che include tentativi di contrabbando, attacchi mirati e abusi contro le operazioni umanitarie". Queste azioni stanno ostacolando la consegna di aiuti salvavita in un momento in cui i civili di Gaza affrontavano gravi difficoltà, ha aggiunto.
Tajani,: "Inaccettabile che Meloni sia nella lista nera dell'Iran"
L'inserimento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella lista nera dei leader ritenuti responsabili della morte di Khamenei "è inaccettabile. E' un attacco incredibile. L'Italia non combatte contro l'Iran, per questo non capiamo perché questo attacco contro l'Italia". Lo ha affermato il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, arrivando al Consiglio Esteri a Bruxelles.
Yemen, ministro della difesa : "Pronti a rispondere a eventuali violazioni iraniane"
Il ministro della Difesa yemenita del governo riconosciuto a livello internazionale, Taher al Aquili, ha lanciato un chiaro avvertimento all'Iran: "Sana'a è pronta a contrastare con la forza e con tutti i mezzi disponibili qualsiasi tentativo iraniano di violare lo spazio aereo yemenita". Lo riportano i media . "Ci opporremo con la forza e con tutti i mezzi a disposizione a qualsiasi tentativo iraniano di penetrare nei nostri cieli, qualunque siano le conseguenze", ha dichiarato il ministro della Difesa del Yemen. La dichiarazione arriva in un contesto di forte tensione regionale, mentre proseguono gli scambi di attacchi tra l'Iran e diversi Paesi arabi e le forze statunitensi presenti nell'area.
Iran, nuove esplosioni vicino Bandar Abbas e all'isola di Qeshm
Nuove esplosioni sono state udite intorno a mezzogiorno (le 10.30 italiane) nei pressi della città portuale di Bandar Abbas e dell'isola di Qeshm, nel sud dell'Iran. Lo riferiscono i media di Stato iraniani e l'agenzia Mehr, secondo cui le detonazioni sarebbero provenute da un'area situata a una certa distanza da Bandar Abbas, probabilmente lungo la costa occidentale della città.
Secondo quanto riportato dall'agenzia Mehr, non risultano vittime civili né danni a infrastrutture residenziali o commerciali. L'agenzia aggiunge inoltre che "nelle ultime notti le forze terroristiche americane hanno condotto attacchi lungo la costa meridionale del Paese", sostenendo che tali raid "hanno causato il martirio di un certo numero di pescatori e difensori della patria".
Iran, ministero esteri : "Nessun impegno con USA se Washington non rispetta il suo"
Teheran condiziona il rispetto del memorandum d'intesa con gli Stati Uniti al pieno adempimento degli impegni da parte di Washington. Lo ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei secondo la Tv al Arabiya. "Teheran non si impegnerà con la memorandum se gli Stati Uniti non rispettano i loro obblighi", ha affermato Baghaei, evidenziando l'ampliamento del dissidio tra i due Paesi sulla gestione della navigazione nello Stretto di Hormuz. Il portavoce ha spiegato che l'Iran sta lavorando per raggiungere un meccanismo comune con l'Oman per regolare il traffico marittimo e il passaggio delle navi nel Golfo, ma ha accusato Washington di esercitare pressioni su Mascate che ostacolano questi sforzi.
"Qualsiasi intesa sulla sicurezza della navigazione deve basarsi su impegni reciproci", ha sottolineato Baghaei, aggiungendo che "le continue pressioni, sanzioni e attacchi militari" rendono difficile mantenere in vigore la memorandum nelle sue forme attuali. Il diplomatico ha confermato che i mediatori continuano a lavorare per facilitare il dialogo tra Teheran e Washington, con contatti in corso con Oman, Pakistan e Qatar per contenere le tensioni ed evitare un'ulteriore escalation. Queste iniziative diplomatiche procedono in parallelo ai tentativi di trovare un accordo sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, nonostante le persistenti divergenze.
Le dichiarazioni arrivano dopo recenti colloqui tra Iran e Oman, ai quali ha partecipato anche una delegazione qatariota, focalizzati proprio sulla gestione del traffico navale e sulla sicurezza nel passaggio strategico. Teheran insiste che la gestione di Hormuz debba avvenire in coordinamento con i Paesi rivieraschi, mentre Stati Uniti e Paesi occidentali lo considerano un corridoio internazionale che non può essere soggetto a restrizioni unilaterali. In precedenza, il Comando Centrale americano (Centcom) aveva ribadito che l'Iran "non controlla" lo Stretto e che le forze Usa sono pronte a garantire la libertà di navigazione. Dal canto suo, Teheran ha annunciato nelle scorse ore il blocco di alcune navi e la minaccia di tenere chiuso il passaggio fino alla fine di quello che definisce "intervento americano" nella regione. Lo Stretto di Hormuz è uno dei corridoi marittimi più critici al mondo, attraverso il quale transita gran parte delle esportazioni globali di petrolio e gas. Il contenzioso sulla sua gestione resta uno dei principali fattori di tensione tra Iran e Stati Uniti.
L'Iran prosegue nei colloqui con i mediatori per prevenire ulteriore escalation del conflitto
L'Iran ha annunciato di proseguire i colloqui con i mediatori di Qatar, Pakistan e Oman nel tentativo di prevenire un'ulteriore escalation nella guerra con gli Stati Uniti. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.
"Il ruolo dei mediatori è quello di proseguire gli sforzi per prevenire un'escalation delle tensioni", ha dichiarato Baghaei.
Teheran, un morto e 7 feriti in raid USA contro sito di militare di Na'in
E' di almeno un morto e sette feriti il bilancio dell'attacco statunitense contro un sito militare nella contea di Na'in, nell'Iran centrale. Lo ha riferito il vicegovernatore della provincia di Isfahan con delega alla sicurezza, Akbar Salehi, citato dai media di Stato. Secondo Salehi, i sette feriti hanno riportato lesioni non gravi e sono stati medicati e dimessi in regime ambulatoriale.
Bbc, nessuna nave tracciata ha attraversato Hormuz da ieri sera
Da ieri sera nessuna nave commerciale ha attraversato lo Stretto di Hormuz trasmettendo la propria posizione. Altre navi potrebbero averlo attraversato con i trasmettitori spenti. Lo riporta la Bbc citando il sito di monitoraggio navale MarineTraffic. Domenica, l'Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico (Pgsa) ha dichiarato che il transito attraverso il canale "non è attualmente possibile" a causa dei "movimenti illegali delle forze militari statunitensi nella regione". Secondo i dati preliminari della società di intelligence marittima Kpler otto navi commerciali, tra cui petroliere, navi portarinfuse e navi da carico, hanno attraversato lo stretto domenica, in calo rispetto alle 21 di sabato e alle 14 di venerdì. Degli otto che hanno attraversato ieri, due hanno trasmesso la loro posizione durante il transito ed entrambi avevano già superato il confine prima dell'annuncio della Pgsa. Gli altri sei transiti registrati da Kpler sono avvenuti in modalità 'al buio', ovvero senza trasmettere la propria posizione durante la traversata dello Stretto di Hormuz.
Teheran: "Non abbandoniamo via diplomatica su conflitto con Usa"
L'Iran non abbandona la via diplomatica per risolvere il conflitto con gli Stati Uniti, ma utilizzerà strumenti militari se necessario. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei."Quando sarà necessario, utilizzeremo mezzi militari per garantire gli interessi del Paese, e ricorreremo alla diplomazia quando gli interessi del Paese lo richiederanno", ha affermato Baghaei durante una conferenza stampa. L'Iran, ha aggiunto il portavoce, continua a mantenere i contatti con i mediatori coinvolti nel dialogo con gli Stati Uniti, mentre aumentano le tensioni. "Negli ultimi giorni siamo rimasti in contatto con Qatar, Oman e Pakistan, e questi contatti sono tuttora in corso", ha dichiarato Baghaei parlando con i giornalisti.
Iran: "Con scorta alle navi di Hormuz gli Usa vogliono destabilizzare regione"
L'annuncio di voler scortare le navi nello Stretto di Hormuz "dimostra che gli Stati Uniti vogliono continuare a destabilizzare la regione". A dichiararlo e' stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, a quanto riportano i media iraniani.
Media, alcune navi attraversano Hormuz con sistemi tracciamento spenti
Negli ultimi giorni, alcune navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz in segreto, nonostante i transiti rilevabili fossero praticamente cessati in seguito alle nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran. Secondo i dati preliminari di Kpler, analizzati da Bloomberg, tutte e sei le navi mercantili che domenica hanno attraversato lo Stretto di Hormuz lo hanno fatto con i transponder spenti, rendendo impossibile seguirne il percorso attraverso i normali sistemi di tracciamento. Per i tre giorni precedenti, i transiti 'al buio', ovvero con il sistema di identificazione disattivato, sono stati più numerosi dei passaggi effettuati con i transponder accesi.
Parigi: "No revoca sanzioni finché resta programma nucleare"
"Non ci sarà alcuna revoca delle sanzioni europee" contro l'Iran finche' Teheran "non abbandonera' il suo programma nucleare e le sue azioni destabilizzanti nella regione". Lo dice il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot a BFMTV. "Non ci sarà alcuna revoca delle sanzioni contro il regime iraniano finche' non abbandonerà il suo programma nucleare, il suo progetto rivoluzionario che sta destabilizzando la regione e il suo programma di missili balistici, alcuni dei quali potrebbero un giorno essere in grado di colpire l'Europa", ha dichiarato Barrot. "E finche' non dara' agli iraniani la libertà di costruire il proprio futuro", ha aggiunto.
Teheran, con Oman discusso solo di Hormuz
Iran e Oman hanno discusso a Muscat solo dello stretto di Hormuz. A chiarirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, a quanto riporta l'agenzia Fars. "A Muscat abbiamo discusso con l'Oman esclusivamente dello Stretto di Hormuz e non e' mai stata nostra intenzione sollevare alcuna altra questione", ha assicurato.
Iran, Kallas: "Ue vuole essere ai tavoli negoziali"
Kallas ha indicato tra i temi sui quali Bruxelles può svolgere un ruolo anche quello dei gruppi armati sostenuti da Teheran. "Abbiamo gli stessi interessi dei Paesi del Golfo", ha osservato, sottolineando che sono in corso discussioni su come garantire una presenza europea ai tavoli negoziali "affinché la nostra voce venga ascoltata". "I Paesi del Golfo vivono nella regione dell'Iran e tutte queste minacce hanno un impatto diretto su di loro, ma hanno effetti anche su di noi", ha concluso Kallas, evidenziando la convergenza di interessi tra l'Unione europea e i partner del Golfo.
Israele-Libano: al via domani a Roma nuovo ciclo di colloqui
Rappresentanti israeliani e libanesi si incontreranno domani a Roma per un altro ciclo di colloqui di due giorni, mediati dagli Stati Uniti. Si tratta del sesto round di negoziati diretti dall'entrata in vigore del cessate il fuoco tra Iran, Stati Uniti e Israele, avvenuta ad aprile. A differenza del precedente round, conclusosi con la firma di un accordo quadro, questa volta è prevista la partecipazione di soli funzionari civili, senza rappresentanti militari, secondo quanto riferito da una fonte israeliana ad Haaretz. Israele sarà rappresentato dal suo ambasciatore a Washington, Yechiel Leiter. Il Libano invierà la sua ambasciatrice a Washington, Nada Hamadeh Mouawad, e il diplomatico Simon Karam, già ambasciatore di Beirut negli Stati Uniti. La delegazione statunitense sarà guidata da Dan Holler, consigliere del Segretario di Stato americano. Leiter ha dichiarato domenica alla CBS che sono in corso i preparativi per le cosiddette zone pilota nel Libano meridionale, dove l'esercito libanese dovrebbe assumere il controllo del territorio attualmente occupato da Israele.
Tuttavia, una fonte israeliana ha dichiarato domenica ad Haaretz che Israele non dovrebbe ritirarsi da quelle aree prima degli incontri di Roma. "Ci stiamo preparando proprio ora", ha detto Leiter. "Stiamo lavorando con il Centcom e le forze armate libanesi per creare le condizioni affinché le zone pilota siano accessibili alle forze armate libanesi", ha affermato il diplomatico. "Se il Libano non sarà disponibile perché Hezbollah rimarrà lì, non avremo ottenuto nulla, ed è per questo che si chiamano zone pilota", ha continuato. "Se funziona, allora continueremo. Se non funziona, allora resteremo dove siamo. Israele può ritirarsi nel momento in cui Hezbollah verrà smantellato", ha aggiunto. L'assenza di rappresentanti militari all'incontro di Roma suggerisce che è improbabile che le parti discutano la pianificazione pratica di un ritiro israeliano o il dispiegamento dell'esercito libanese in ulteriori aree, spiega Haaretz.
Kallas, pranzo con rappresentanti Golfo per stretto Hormuz
La stabilità del Medio Oriente e la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz sono al centro dell'agenda del Consiglio Esteri che si tiene oggi a Bruxelles. L'Alto Rappresentante per la Sicurezza e la Politica Estera, Kaja Kallas arrivando al Consiglio ha riferito che oggi si terrà un pranzo con i partner del Golfo in merito alla sicurezza della regione. "E' una questione che sta a cuore a tutti. Il memorandum d'intesa esiste, ma non è ancora pienamente operativo - ha detto Kallas - Stiamo discutendo su cosa possiamo fare di più, su quali messaggi possiamo inviare affinché lo Stretto di Hormuz rimanga aperto, la libertà di navigazione sia rispettata e non ci siano pedaggi o tasse di navigazione".
L'Iran rivendica attacchi contro lanciatori Himars in basi Usa in Kuwait
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) afferma di aver sferrato questa mattina attacchi contro il Kuwait nell'ambito della quarta fase delle sue operazioni di rappresaglia. Lo riferisce Al Jazeera specificando che Teheran ha dichiarato di aver preso di mira una base statunitense di missili terra-terra in Kuwait, "incendiando due lanciatori di missili Himars e magazzini pieni di missili, distruggendoli completamente". In precedenza Teheran ha rivendicato stamattina l'attacco a basi statunitensi in Giordania, Bahrein e Kuwait.
Iran all'Onu: "Paesi del Golfo vietino agli Usa l'uso delle basi"
L'Iran ha chiesto alle Nazioni Unite di sollecitare i Paesi del Golfo a impedire agli Stati Uniti di utilizzare il loro territorio come base per attacchi contro obiettivi iraniani. La richiesta è stata formulata dal portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, in risposta all'appello del segretario generale dell'Onu Antonio Guterres contro una nuova escalation tra Washington e Teheran. Baghaei ha sostenuto che gli attacchi iraniani contro basi e installazioni militari statunitensi nel Golfo Persico meridionale rappresentano un esercizio legittimo del "diritto all'autodifesa".
Pasdaran rivendicano attacchi contro basi Usa in Kuwait-Bshrein. Teheran sostiene di aver distrutto sistemi difesa aerei, radar
I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno rivendicato attacchi contro basi militari statunitensi in Kuwait e Bahrein, affermando di avere distrutto sistemi di difesa aerea, radar, infrastrutture per elicotteri, hangar e un centro di comando per droni.In Kuwait, le Forze aerospaziali dei Pasdaran hanno sostenuto di avere colpito le basi aeree di Ali al-Salem e Ahmad al-Jaber, distruggendo serbatoi di carburante e un sistema di difesa antiaerea Patriot nella prima struttura e un radar americano Fps nella seconda.
Centcom, conclusa nuova ondata di raid durata sei ore
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha annunciato di avere concluso una nuova ondata di attacchi contro l'Iran, durata quasi sei ore. Le operazioni erano iniziate domenica alle 23 ora italiana e hanno colpito sistemi di difesa aerea, radar, depositi di missili e droni, ha riferito il Centcom in un comunicato pubblicato su X. Durante l'attacco sono stati impiegati aerei da combattimento, unità navali, droni aerei d'attacco unidirezionali e, per la prima volta, droni navali d'attacco unidirezionali.
Iran, almeno un morto nei raid Usa nel Khuzestan
Esplosioni sono state segnalate anche nelle province di Bushehr, Hormozgan, Markazi, Sistan e Baluchistan e sull'isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz.Stati Uniti e Iran hanno ripreso le ostilità nella notte tra il 7 e l'8 luglio, meno di tre settimane dopo la firma di un memorandum d'intesa che aveva posto fine ai combattimenti e aperto la strada ai negoziati per un accordo definitivo.
Media Iran: un morto e quattro feriti in raid Usa su Mahshahr
E' di un morto e quattro feriti il bilancio del raid Usa contro una stazione di pompaggio dell'acqua per uso agricolo avvenuto a Mashshar. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Irna citando un funzionario della provincia del Khuzestan. La vittima era una guardia della struttura.
Iran: nuovi attacchi Usa, Teheran risponde. Il punto delle 6 del mattino
Gli Stati Uniti hanno bombardato l'Iran per il secondo giorno consecutivo, rivendicando di aver colpito "decine di obiettivi" per minare il suo potere di controllo dello Stretto di Hormuz. Teheran, dal canto suo, afferma di aver colpito basi militari del Golfo utilizzate da Washington. La ripresa delle ostilità nel fine settimana e l'annuncio da parte dell'Iran di una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz, una via navigabile strategica per il commercio globale di idrocarburi, hanno fatto impennare nuovamente i prezzi del petrolio.
Dalle 00:30 ora di Teheran, l'esercito statunitense ha condotto un'altra serie di attacchi per poi annunciare la fine delle operazioni poco piu' di cinque ore piu' tardi. Le forze statunitensi "hanno preso di mira i sistemi di difesa aerea iraniani, i radar costieri, le capacita' missilistiche e dei droni e piccole imbarcazioni", assicura il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) su X. Secondo i media statali iraniani, gli attacchi aerei hanno colpito vaste aree dell'Iran occidentale e meridionale, tra cui l'isola di Qeshm e Bandar Abbas, vicino allo Stretto di Hormuz, nonche' la provincia del Khuzestan, al confine con l'Iraq.
A Mahshahr, nel sud-ovest, un attacco aereo Usa ha ucciso almeno una persona e ne ha ferite quattro, secondo un funzionario locale citato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. La stessa Irna ieri parlava di un morto e di due feriti anche sull'isola di Farur, nel Golfo Persico. La diplomazia iraniana ha "condannato fermamente" gli ultimi bombardamenti americani e accusato Washington di aver "vanificato tutti gli sforzi compiuti negli ultimi mesi" per ristabilire la pace nella regione. In risposta, il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, l'esercito ideologico di Teheran, dice di aver bombardato basi militari nel Golfo utilizzate dall'esercito statunitense in Giordania, Bahrein e Kuwait. L'agenzia ufficiale riferisce di attacchi alla base aerea Prince Hassan in Giordania e alle basi aeree Ali al-Salem e Ahmad al-Jaber in Kuwait, nonche' al centro di comando dei droni statunitensi in Bahrein.
I guardiani della Rivoluzione: "Colpite basi Usa in Giordania, Bahrein e Kuwait"
Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) ha rivendicato stamattina l'attacco a basi statunitensi in Giordania, Bahrein e Kuwait. Lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna.
Nelle ore precedenti il Ministero dell'Interno del Bahrein aveva comunicato che all'alba erano risuonate le sirene antiaeree nel Paese mediorientale.
Usa: completata la terza serie di attacchi in una settimana contro l'Iran
Il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti comunica di aver "completato questa settimana, l'11 luglio, una terza serie di attacchi contro l'Iran, ritenendo le forze iraniane responsabili dell'attacco a un'altra nave mercantile nello Stretto di Hormuz". Lo si legge sul sito internet del Centcom.
"Le forze statunitensi - viene specificato - hanno colpito circa 140 obiettivi militari iraniani con munizioni di precisione lanciate da aerei da combattimento terrestri e navali, droni e unità navali. Tra gli obiettivi figuravano siti missilistici e di droni iraniani, capacità navali, depositi di munizioni, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera".
"Durante le tre notti di attacchi di questa settimana - viene aggiunto nel comunicato -, il Centcom ha colpito oltre 300 obiettivi al fine di indebolire la capacità dell'Iran di attaccare i marittimi civili e le navi mercantili che transitano liberamente nello stretto. Il transito delle navi mercantili attraverso questo vitale corridoio marittimo internazionale continua senza interruzioni. Dall'inizio di maggio le forze statunitensi hanno contribuito a facilitare il transito di oltre 800 navi mercantili e 400 milioni di barili di petrolio greggio attraverso lo Stretto di Hormuz".
Sirene antiaeree attivate in Bahrein
Sirene antiaeree attivate in Bahrein. A renderlo noto è il ministero dell'Interno locale.
"La sirena ha suonato. Si invitano i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a recarsi nel luogo sicuro più vicino", scrive il ministero su X.
Funzionario Usa: attacchi statunitensi ancora in corso
Secondo un funzionario Usa citato dalla Cnn, gli attacchi statunitensi contro l'Iran sono in corso da oltre tre ore, un lasso di tempo relativamente lungo rispetto a offensive recenti.
Il Comando centrale degli Stati Uniti aveva annunciato in precedenza che gli attacchi contro l'Iran mirano a "indebolire la loro capacita' di attaccare civili e navi commerciali che transitano liberamente nello Stretto di Hormuz".
Il prezzo del petrolio in rialzo di oltre il 3,5%
I prezzi del petrolio hanno aperto in forte rialzo oggi, dopo un fine settimana segnato dagli attacchi statunitensi contro l'Iran e dall'annuncio da parte di Teheran della chiusura dello Stretto di Hormuz - via navigabile strategica per il commercio globale di idrocarburi.
Il prezzo del greggio Brent con consegna a settembre - benchmark internazionale - è salito del 3,75% a 78,86 dollari al barile, prima dell'apertura dei mercati finanziari asiatici. Il petrolio Wti con consegna ad agosto è aumentato del 3,65%, a74,02 dollari al barile.
I colloqui di Muscat incentrati sullo Stretto di Hormuz ma le pressioni americane sull'Oman impediscono un risultato
Iran: i colloqui di Muscat incentrati sullo Stretto di Hormuz ma le pressioni americane sull'Oman impediscono un risultato
Stati Uniti, iniziati nuovi attacchi contro l'Iran
Le forze armate statunitensi hanno lanciato nuovi attacchi contro l'Iran per indebolire la sua capacità di attaccare le navi commerciali e civili nello Stretto di Hormuz. Lo afferma il Us Central Command, sottolineando che gli attacchi sono stati lanciati alle 23 ora italiana
Sentite diverse esplosioni nei pressi di Sirik
Sentite diverse esplosioni nei pressi di Sirik. Lo riporta la tv di Stato
L’ambasciatore statunitense all'’ONU, Waltz, ha dichiarato che "tutte le opzioni sono sul tavolo"
L'ambasciatore americano all'ONU, Waltz ha parlato con ABC News e ha accusato l’Iran di violare il diritto internazionale “attaccando la navigazione civile, le infrastrutture civili, gettando mine nelle vie navigabili internazionali e comportandosi come un regime genocida e irresponsabile”. Il commento arriva il giorno dopo che l’esercito statunitense ha annunciato di aver lanciato una nuova serie di attacchi contro l’Iran. A una domanda sul fatto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avesse elogiato i leader iraniani definendoli «molto intelligenti» per poi definirli «feccia» poche settimane dopo, Waltz ha risposto: “Si tratta di un regime con cui è incredibilmente difficile avere a che fare”. Mike Waltz : “Penso che l’Iran sia ancora fermamente convinto di poter usare l’economia globale come una sorta di leva. Non siamo solo gli Stati Uniti, ma abbiamo affermato qui alle Nazioni Unite che 143 nazioni si sono unite per dichiarare che ciò che l’Iran sta facendo costituisce una violazione del diritto internazionale. Indipendentemente dal fatto che si sia parte in causa in un conflitto, non si può iniziare a sparare in tutte le direzioni, attaccare i propri vicini, colpire la navigazione civile e le infrastrutture civili, gettare mine nelle vie navigabili internazionali e comportarsi come il regime genocida e irresponsabile che molti hanno sempre accusato di essere. Il mondo intero concorda quindi con gli Stati Uniti nel ritenere che si tratti di un comportamento inaccettabile. E il presidente, per rispondere direttamente alla sua domanda, ha sempre affermato che si trattava di un protocollo d’intesa basato sui risultati. L’Iran non lo sta rispettando e tutte le opzioni sono sul tavolo. Lo abbiamo visto dall’ottima azione delle forze armate statunitensi nella notte”
Sarebbero stati i servizi occidentali e non Israele ad avvisare Trump del rischio attentato. Lo riferisce Channel 12
Sarebbe stato un servizio d'intelligence occidentale e non Israele a intercettare informazioni secondo cui l'Iran avrebbe valutato un attentato contro Donald Trump durante la sua visita in Turchia. Lo riferisce Channel 12. Secondo il report di intelligence, alti funzionari iraniani avrebbero considerato la presenza di Trump in Turchia un'opportunità irripetibile, ma il servizio segreto straniero avrebbe avvertito gli Stati Uniti con sufficiente anticipo. Proprio questa segnalazione avrebbe indotto le autorità statunitensi a cambiare il velivolo presidenziale utilizzato da Trump. Questi dettagli sono stati pubblicati con l'autorizzazione della censura militare israeliana. Il New York Times mercoledì ha riferito che Trump è ripartito dal vertice Nato di Ankara utilizzando il vecchio Air Force One anziché il nuovo aereo ricevuto in dono dal Qatar. Secondo fonti a conoscenza dei fatti, la decisione sarebbe stata presa su raccomandazione dei servizi segreti come misura precauzionale e non in risposta a una minaccia concreta. Successivamente, altri resoconti hanno sostenuto che il cambiamento fosse legato a informazioni d'intelligence su un presunto piano iraniano per assassinare il presidente. Le stesse fonti hanno spiegato che il nuovo velivolo donato dal Qatar non dispone ancora di tutte le capacità operative del precedente Air Force One. Il report aggiunge che anche la partenza da Ankara si è svolta in modo insolito: Trump è salito rapidamente sul vecchio aereo prima che i giornalisti al seguito potessero fotografarlo o riprenderlo mentre saliva la scaletta, diversamente dalla procedura abituale. Inoltre, ai passeggeri è stato chiesto di abbassare gli oscuranti dei finestrini prima del decollo
Trump in un'intervista a NBC: "Lo stretto di Hormuz è aperto al traffico"
Lo stretto di Hormuz "è aperto" al traffico. Lo ha assicurato Donald Trump parlando con Nbc, dopo che gli iraniani hanno sostenuto il contrario.
Guterres: "riprendere urgentemente i negoziati"
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha esortato Stati Uniti e Iran a esercitare "la massima moderazione" e a "riprendere urgentemente i negoziati". Lo ha dichiarato il suo portavoce, Stephane Dujarric, in un comunicato
Una decina di proiettili hanno colpito l'isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz
Una decina di proiettili hanno colpito l'isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Lo riportano i media iraniani, secondo cui "tra i 10 e gli 11 proiettili nemici hanno colpito l'isola di Qeshm nel pomeriggio". Hossein Amir Teymouri, governatore della città di Qeshm, ha detto all'agenzia di stampa statale Irna, che "tutti gli obiettivi erano militari" e che non ci sono state vittime
I raid americani hanno preso di mira sistemi di difesa aerea e missilistica e barchini dei Pasdaran
I raid che gli americani hanno condotto nell'ultima ora contro l'Iran hanno preso di mira sistemi di difesa aerea e missilistica e barchini dei Pasdaran in un paio di località nello stretto di Hormuz. Lo ha detto una fonte americana al giornalista di Axios Barak Ravid, come da lui stesso riferito su X.
Le forze di difesa del Bahrein: "Intercettati e neutralizzati gli attacchi iraniani"
Il Comando generale delle forze di difesa del Bahrein (Bdf) ha dichiarato oggi che i suoi sistemi di difesa aerea hanno intercettato e neutralizzato diversi attacchi aerei iraniani diretti contro il Bahrein. In una dichiarazione, le Bdf affermano che l'Iran ha continuato quello che ha definito un "approccio ostile sistematico" attraverso attacchi missilistici e con droni "illegali" contro i civili nel regno. Confermano inoltre che tutte le unità delle Bdf rimangono ai "massimi livelli" di prontezza e piena preparazione difensiva per proteggere il Paese. Il Comando generale esorta la popolazione a prestare attenzione, evitando di avvicinarsi o maneggiare oggetti sconosciuti o sospetti derivanti dai resti degli attacchi. Oggi gli Stati Uniti hanno condotto una nuova serie di attacchi contro obiettivi militari iraniani, mentre l'Iran ha risposto contro basi e strutture statunitensi in tutto il Golfo, segnando una netta escalation, nonostante un memorandum d'intesa firmato a giugno.
Almeno sei palestinesi sono morti in seguito a circa 20 attacchi di Israele a Gaza
Almeno sei palestinesi sono morti in seguito a circa 20 attacchi condotti da Israele nella Striscia di Gaza, in particolare a Gaza City e Khan Younis, nella parte meridionale dell'enclave. Israele ha confermato nelle ultime ore che gli attacchi del fine settimana hanno ucciso "due terroristi di Hamas nella parte settentrionale dell'enclave". Uno di loro è stato identificato come Hasan Mustafa Zahir al-Razina, ricercato per aver piazzato esplosivi sulla "linea gialla" che delimita le posizioni israeliane nell'enclave. Il secondo è stato identificato come Mohamed Mahmoud Abdel Maati Fiomi, dell'unità Nukhba. Nel frattempo, l'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa riferisce di quattro morti nella zona sud-ovest di Gaza City, causati da un attacco di un drone israeliano contro un'officina metallurgica. Queste morti si aggiungono alle tre segnalate ieri dalle autorità dell'enclave. Tutti questi attacchi si verificano durante un cessate il fuoco teorico, concordato lo scorso ottobre. Da allora, gli attacchi israeliani hanno provocato 1.098 morti e 3.535 feriti; e, dallo scoppio della guerra di Gaza nel 2023, gli attacchi israeliani hanno ucciso 73.221 palestinesi, mentre il numero dei feriti ha raggiunto quota 173.643.
Le elezioni in Israele fissate per il 27 ottobre
Il 27 ottobre è la data in cui si terranno le elezioni in Israele, lo scrive i24. Quella del 27 ottobre è l'ultima data possibile prevista dalla legge per la convocazione delle urne dopo la fine del mandato della Knesset che terminerà i suoi lavori il 17 luglio. Si tratterebbe delle prime elezioni legislative che si tengono nei tempi previsti da 40 anni a questa parte mentre l'attuale governo di Netanyahu sarebbe il primo a completare il suo mandato in oltre 50 anni
Netanyahu: "A Trump va data l'opportunità di esaurire la via negoziale con l'Iran"
“Penso che al presidente Trump vada data l'opportunità di esaurire la possibilità di raggiungere un accordo, specie sulla questione nucleare, attraverso negoziati. Ma non è di certo timido nell'usare la forza quando l'Iran viola i propri impegni” ha detto il premier Benjamin Netanyahu in una intervista a Nbc News oggi, in cui ricordava il senatore Lindsey Graham deceduto questa notte. “Israele è grato agli Usa per il fatto che abbiamo unito le forze nel prevenire l'Iran dall'ottenere armi nucleari che ponevano una minaccia imminente non solo contro di noi, ma contro tutto l'Occidente” ha aggiunto Netanyahu. “Lindsey mi diceva sempre che dovevamo agire prima che l'Iran agisse contro di noi”.
Rispondendo a una domanda sul caso del deputato democratico Ro Khanna, aggredito nei giorni scorsi da un gruppo di coloni in Cisgiordania, Netanyahu ha detto che “in Cisgiordania ci sono migliaia di tentativi di attacchi terroristici. Il 99% degli israeliani che vivono negli insediamenti sono persone rispettose della legge. C'è un gruppo di 150 giovani delinquenti, che provengono da altre parti del Paese. Io non tollero vigilantes di ogni genere e stiamo lavorando per inquadrarli nel contesto della legge. A differenza dei nostri nemici, Israele è una democrazia e uno Stato di diritto e agiamo contro chi viola la legge”.
Trump a CNN: "Avevamo un accordo con l'Iran, poi hanno colpito una nave"
“Avevamo un accordo con l'Iran ieri sera prima dell'attacco. L'Iran stava cedendo su tutto e due ore dopo ha colpito una nave. C'è qualcosa che non va in loro” ha detto Donald Trump a Cnn.
L'Iran: il transito a Hormuz è fermo, con il ritorno alla calma esamineremo richieste e permessi
“A causa delle recenti manovre illegali delle forze militari statunitensi nella regione, il transito attraverso lo Stretto di Hormuz è attualmente impossibile” ha dichiarato domenica l'Autorità per lo Stretto del Golfo Persico (Pgsa), aggiungendo: “Non appena la stabilità e la calma saranno ripristinate, tutte le richieste saranno esaminate, secondo una tempistica prestabilita, e saranno rilasciati i permessi necessari”. L'Iran ha chiuso lo Stretto di Hormuz, attaccando le navi, posando mine marine e imponendo tariffe per la navigazione “sicura” delle imbarcazioni nel canale, dopo l'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio. La Pgsa, istituita dall'Iran a maggio, mira a gestire il transito delle navi e a modificare in modo permanente lo status dello Stretto di Hormuz.
Trump conferma: "Hormuz è aperto, li abbiamo bombardati pesantemente"
Lo Stretto di “Hormuz è aperto, li abbiamo bombardati pesantemente”. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista telefonica a Nbc.