Terremoto nel campo largo, Conte fa saltare (ancora) i nervi al Pd: ore delicate per l'alleanza

Sono ore caldissime al Nazareno e non a causa dell'ondata di caldo anomalo. A scaldare gli animi, in questo inizio di agosto turbolento, sono state le dichiarazioni fatte ieri sera a PiazzAsiago da Giuseppe Conte sulla guerra in Ucraina. 

Un tema delicato per il campo largo, o progressista, perché vede i tre alleati principali su posizioni opposte. Il mantra del testardamente unitari ha sempre – ottimisticamente – sostenuto che intorno al tavolo del programma un accordo si sarebbe raggiunto. 

Ma che succederebbe se le posizioni si irrigidissero?

Ieri, poi, il leader M5S ha guardato anche oltre, alle primarie: saranno gli italiani a decidere insieme alla leadership del centrosinistra anche la linea su Kiev. 

Parole pesanti che rischiano di dare un colpo di forbice a quanto finora costruito a sinistra.

Ma cosa ha detto Giuseppe Conte per far saltare i nervi a mezzo Pd? 

La questione, come abbiamo visto è sempre la stessa, l'Ucraina e il sostegno militare a Kiev. Come già accaduto in passato, come già accaduto a Napoli. Il capo politico del Movimento 5 Stelle, questa volta però ha annunciato che al prossimo voto sul sostegno militare all'Ucraina, il suo partito voterà contro.

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“Noi non votiamo il sostegno militare”.

Parole che non ammettono smentita quelle dell'ex premier che a PiazzAsiago ha chiarito anche che il suo partito è stato favorevole al primo invio di armi solo per “impedire alla Russia di invadere e conquistare tutta l'Ucraina”.

Consapevole della portata delle sue parole soprattutto tra gli alleati del Pd, il leader pentastellato si è poi detto sicuro che il nodo Ucraina verrà sciolto con le primarie.

Saranno gli italiani a decidere e a chiarito che se dovesse essere scelto lui per guidare la coalizione, dal giorno dopo si batterà “in Europa per trovare una soluzione negoziale. Una soluzione che tuteli al massimo gli interessi dell'Ucraina che è il paese aggredito". 

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“Se dovessi essere investito della premiership chiamerei Zelensky, lo incontrerei per rassicurarlo che lui è l'aggredito ma gli preannuncerei che un attimo dopo chiamerei Putin, l'aggressore, per imprimere una svolta negoziale. 

Il dado è stato tratto?

Il Pd si divide e cresce la pressione su Schlein

Quella di Giuseppe Conte è una dichiarazione di intenti chiara. Anche troppo per le orecchie del Partito Democratico storicamente schierato per il sostegno – anche militare – a Kiev.

Le reazioni dal partito della segretaria, Elly Schlein (che non ha ancora commentato), non hanno tardato ad arrivare. 

Per la deputata Lia Quartapelle, il leader M5S “vuole rompere la coalizione”. Un pensiero che starà sfiorando molti in queste ore al Nazareno. 

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“Stare con l’Ucraina, significa difendere l’Europa. La pace passa dal ripristino del diritto internazionale stravolto dall’aggressore Putin. Il centrosinistra sa la differenza tra Russia e Ucraina e chi si candida a guidarlo può stare solo da una parte senza alternative.

Sono le parole della senatrice Simona Malpezzi.

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Il Vannacci del campo largo si agita, promettendo una agenda filorussa e giocando allo sfascio. Non ci riuscirà.

Dichiara Filippo Sensi.

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A meno che non punti di nuovo a una alleanza gialloverde.

Sulla stessa linea anche Giorgio Gori.

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“L’alleanza sì, testardamente, ma non a qualunque costo. Sostegno all’Ucraina e sicurezza dell’Europa non sono negoziabili. Chi oggi parla come Vannacci, e tira la corda, tenga presente”.

Il nodo Ucraina torna a pesare sull'alleanza del centrosinistra

Le parole di Conte rappresentano un nuovo ostacolo nel difficile percorso di costruzione dell'unità del Campo Largo.

La posizione “pacifista” dei pentastellati non è una novità, ma fino a ieri i margini di trattativa per il raggiungimento di un compromesso sembravano più ampi.

Le dichiarazioni dell'ex premier, invece, sono sembrate a molti come un irrigidimento che lascia poche possibilità di dialogo. Cosa farà il Pd se l'alleato decidesse di non transigere sul punto?

E' la domanda che stanno facendo tutti alla segretaria. Per il leader di Azione, Carlo Calenda, il Pd “se esistesse ancora politicamente, dovrebbe sancire oggi la fine del campo largo”. 

Dalla Versiliana, il vicepremier di Forza Italia, Antonio Tajani, afferma che Conte è libero di “stare dalla parte della Russia”, ma “magari chieda al suo alleato, il Pd, se sono d'accordo".

E a sancire il momento delicato attraversato dal campo largo, sui social è arrivato stamattina anche il commento dell'ex Pd, Pina Picierno:

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Le posizioni espresse da Conte sono evidentemente filoputiniane. Siete ad un bivio, amici europeisti e democratici del Campo Largo. Siete ad un bivio, amici del Pd. Cara Segretaria del Pd, non puoi nasconderti anche stavolta. 

Le posizioni espresse da Conte sono evidentemente filoputiniane.

Siete ad un bivio, amici europeisti e democratici del Campo Largo.

Siete ad un bivio, amici del Pd.

Cara Segretaria del Pd, non puoi nasconderti anche stavolta.
Cari Renzi, Magi, Maraio avete due strade:… pic.twitter.com/jU4chLEQI7

— Pina Picierno (@pinapic) August 3, 2026