Terremoto Campi Flegrei, salta l’accordo: il decreto non cambia
Salta in extremis il nuovo pacchetto di misure per i Campi Flegrei. Si chiude dunque con un nulla di fatto l’esame nelle commissioni Ambiente e Bilancio della Camera del decreto sulla Pubblica amministrazione e la Protezione civile, che contiene il capitolo dedicato all’emergenza bradisismica. L’attesa riformulazione degli emendamenti sui Campi Flegrei, dunque, non ci sarà. Un nuovo testo che, secondo quanto trapela, avrebbe dovuto recepire l’intesa raggiunta tra Palazzo Chigi e la Regione Campania e che avrebbe potuto ampliare gli interventi per famiglie e territori. Un accordo che, secondo le opposizioni, non avrebbe però ottenuto il via libera del ministero dell’Economia. La beffa è che a decadere non siano stati solo gli emendamenti dell’opposizione, ma anche quelli della maggioranza. La commissione si è infatti conclusa tra le proteste delle minoranze e i malumori del centrodestra. È stato poi dato mandato ai relatori Roberto Pella (Forza Italia) e Fabrizio Rossi (Fratelli d’Italia) di riferire in Aula, dove il testo approda oggi con la preannunciata questione di fiducia. Il voto è atteso lunedì.
Il provvedimento
Resta quindi sostanzialmente in piedi l’impianto originario del decreto del 7 agosto. Tra le misure principali, il contributo di autonoma sistemazione per le famiglie sgomberate dopo le scosse del 31 luglio e del primo agosto: da 400 a 900 euro al mese (stanziati complessivamente 6,3 milioni tra il 2026 e il 2027). Poi il capitolo sulla riqualificazione sismica degli edifici residenziali dichiarati inagibili: 100 milioni complessivi, 30 nel 2026 e 70 nel 2027, utilizzando risorse destinate alla prevenzione del rischio sismico. Ampliati anche i poteri affidati al commissario straordinario Fulvio Soccodato, comprendendo i costoni rocciosi, i centri operativi comunali e le aree di attesa e raccolta della popolazione.
Lo scontro
Ma è quello che non è entrato nel provvedimento ad accendere lo scontro. Un nulla di fatto dopo quasi due mesi di incontri in cabina di regia in Prefettura e di vertici con il Governo (due visite del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi), oltre alle interlocuzioni dirette del presidente della Regione Roberto Fico con il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci.
«Quello che è accaduto alla Camera è una vergogna. Meloni ha tradito i Campi Flegrei», attacca il deputato Pd Marco Sarracino, ricordando le richieste dell’opposizione: copertura al 100 per cento dei danni alle abitazioni, stabilizzazione del personale, ristori e sospensione dei tributi per famiglie e imprese. Durissimo anche il Movimento 5 Stelle, che parla di «grandissima ipocrisia» e accusa la maggioranza di aver lasciato il testo sui Campi Flegrei sostanzialmente uguale a quello originario. «Siamo molto preoccupati e delusi come comunità per quello che è accaduto in commissione», tuona il sindaco di Bacoli Josi Della Ragione, che incalza: «Prendiamo atto che, nonostante si sia fatto un grande lavoro anche con il Governo in cabina di regia e si sia dialogato con due ministri, sia arrivata la bocciatura di tutti gli emendamenti. Ci lascia senza parole. La Camera dovrà assumersi adesso la responsabilità di fare il possibile affinché si possa in qualche modo rimediare a questa vergogna». Con la conversione del decreto che dovrà arrivare entro il 5 ottobre, i margini sono ormai strettissimi. Se il nuovo pacchetto non troverà spazio durante il passaggio parlamentare, una delle ipotesi sul tavolo è che il Governo debba intervenire con un nuovo dl dedicato ai Campi Flegrei. Intanto cresce la tensione sul territorio. Ieri circa cento sfollati dei rioni Acer di Pozzuoli hanno manifestato a Napoli, arrivando a bloccare per un’ora la Galleria Vittoria. Traffico in tilt e caos in tutta l’area di Chiaia verso il centro.