Tedesco, tutto sotto controllo. "Il mercato fermo? Io sono sereno. Questo Bologna è già competitivo»

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Il tecnico ancora senza rinforzi: "Pesa il Mondiale. Io e i dirigenti siamo allineati, lavorano anche di notte". Sul rischio di cedere i big: "Il club è stato chiaro con me dall’inizio. Orso alla fine firmerà. Freuler? Aspetto".

Il tecnico ancora senza rinforzi: "Pesa il Mondiale. Io e i dirigenti siamo allineati, lavorano anche di notte". Sul rischio di cedere i big: "Il club è stato chiaro con me dall’inizio. Orso alla fine firmerà. Freuler? Aspetto".

Il tecnico ancora senza rinforzi: "Pesa il Mondiale. Io e i dirigenti siamo allineati, lavorano anche di notte". Sul rischio di cedere i big: "Il club è stato chiaro con me dall’inizio. Orso alla fine firmerà. Freuler? Aspetto".

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dall’inviatoGianmarco MarchiniVALLES (Bolzano)Lo descrivono come un tipo che parla poco, uno che pesa le parole sulla bilancia dell’oro. Se è davvero così, allora Domenico Tedesco ha scelto il momento giusto per spendere il gettone. Nel silenzio tombale del mercato, con tutta la dirigenza rimasta a lavorare a Casteldebole, il popolo rossoblù aveva bisogno che qualcuno spiegasse. E quel qualcuno è stato il nuovo allenatore del Bologna, che ha voluto, di sua iniziativa, aprire il ritiro di Valles con una conferenza stampa (asterisco doveroso: poteva aspettare la prima amichevole di sabato).

Nemmeno il tempo di sedersi nella piccola saletta all’ombra del centro sportivo che, ovviamente, gli sono piovute addosso tutte le domande sul mercato. Le ha fronteggiate, una a una, con una corazza di sorrisi e risposte ben ponderate. "E’ vero, il mercato è bloccato, ma lo è per tutti: negli anni del mondiale è sempre così". Sacrosanto, inattaccabile: ma zero acquisti sono pur sempre zero acquisti. "Che ci servano un terzino sinistro e un centrocampista non è un segreto. Ma comprare per la fretta di comprare è inutile: aspettiamo. Io sono tranquillo, perché con i dirigenti siamo allineati su tutto. Sartori e Di Vaio stanno lavorando giorno e notte per migliorare la squadra".

Imperturbabile Domenico, anche quando gli viene chiesto se ha provato a blindare uno tra Rowe e Castro. "I dirigenti sanno benissimo le mie esigenze, ma è importante anche che io conosca quelle del club. Loro sono stati molto trasparenti con me dall’inizio: e io ho preso la decisione di venire qui". Negli investimenti si chiama rischio calcolato. Quello che forse nemmeno lui aveva previsto è che, arrivati a metà luglio, il futuro di Orsolini fosse ancora incerto come il cielo della Val Pusteria. "Io tengo molto a Riccardo. Aspettiamo questa notizia positiva: è un tormentone che va avanti da un po’. Orso è molto importante per me e per la società. Sono convinto che presto risolveremo questa situazione".

Servirà ancora tempo, invece, all’oracolo di Freuler: il mondiale è finito, eppur non si muove. "Remo ha ottimi rapporti con il club, specialmente con Sartori. Noi stiamo aspettando da un po’. E’ un grande giocatore, ha fatto tanto per il Bologna: vediamo...". La sensazione netta è che Tedesco nutra più di una speranza di riavere la guardia svizzera. Nell’attesa, deve sperimentare con quel che ha, tra un Bernardeschi mezzala ("Ha la qualità per giocare ovunque"), una difesa da educare alla costruzione dal basso e un Pessina promosso vice Skorupski ("Abbiamo grande stima di entrambi"). Su Odgaard, invece, il pensiero segue la tradizione: "E’ un trequartista, lo vedo sottopunta: si muove perfettamente tra le linee". Insomma, il primissimo bilancio? "E’ positivo, ho avuto le risposte che volevo, vedo tanto agonismo negli allenamenti e questo è un bene. Abbiamo una rosa molto competitiva, per questo siamo tranquilli".

Sabato il primo crash test con l’Arminia Bielefeld. Certo, è l’alba della stagione, troppo presto per dare sentenze e darsi obiettivi: "Parlare di Europa ora sarebbe affrettato. Vedremo strada facendo". Luce rossa al microfono. Tedesco tornerà a parlare soltanto a fine ritiro, sabato 25, nel post-partita dell’Iraklis, ultima delle tre amichevoli di Valles. Mancano ancora dieci giorni: c’è tutto il tempo per risvegliare persino il gigante addormentato del mercato.

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