Teatro Sannazaro di Napoli, la ripartenza debutto al Mediterraneo: «Ma resta il nodo lavori»

Una data chiave in un orizzonte con poche certezze a parte una, che si va in scena. Il 16 ottobre segna il ritorno alle attività del teatro Sannazaro, a otto mesi dall'incendio che il 17 febbraio ha distrutto la sala di via Chiaia. Un cartellone in «esilio», come è noto: la programmazione della stagione 2026/2027 si apre al teatro Mediterraneo della Mostra d'Oltremare, la struttura che ospita almeno per il prossimo anno il palinsesto del teatro in attesa della ricostruzione. L'anno in trasferta si apre con lo spettacolo «Café Chantant – My World», diretto e interpretato dalla padrona di casa Lara Sansone, che con il marito Salvatore Vanorio ha in gestione la «bomboniera di Chiaia». Uno sforzo produttivo che si è moltiplicato in seguito alla sciagura: l'allestimento ha richiesto la ricostruzione integrale di scene e oltre duecento costumi, andati perduti nel rogo insieme alle attrezzature storiche della sala. L'avvio delle rappresentazioni concrete nello spazio di Fuorigrotta serve a garantire la continuità occupazionale delle maestranze e il mantenimento del cartellone per gli abbonati, che include anche appuntamenti nello spazio TINy nei decumani (l’ex teatro Instabile, per l’occasione il ridotto del Sannazaro). Tuttavia, la ripartenza artistica coincide con una fase di stasi sul fronte dell'iter del ripristino della sede storica.

Il cartellone 


Perché, a dispetto delle dichiarazioni programmatiche delle istituzioni seguite alla conferenza stampa di luglio con cui veniva annunciato il nuovo cartellone, e dei proclami fatti a più riprese dopo l’incendio da parte del Comune di Napoli, del ministero della Cultura e della Regione Campania, il cammino verso la ricostruzione dell'immobile di via Chiaia non ha registrato significativi avanzamenti operativi. Il piano originario, delineato nei mesi scorsi dal Mic, ipotizzava il passaggio della struttura al patrimonio pubblico dello Stato per consentire l'erogazione diretta di fondi ministeriali. Al momento però il percorso di acquisizione non è formalizzato, né si conoscono date di un avvio dell'operazione. Nonostante questo da palazzo San Giacomo non traspare sfiducia: voci di corridoio fanno sapere che al Mic stanno aspettando la valutazione di congruità dal Demanio sul valore del teatro e che da quel momento si potrà andare avanti. E che quindi Manfredi ribadirebbe di proseguire il percorso come fu detto alla conferenza di presentazione della stagione.

All’epoca si parlò di 4-5 anni per durata complessiva della ricostruzione, contando dal giorno del rogo: «Ci vogliono 4 o 5 anni a partire dal 17 febbraio» dichiarò, impegnandosi, il sindaco, parlando sia da primo cittadino che da ingegnere. La complessità dell'operazione risiede nella natura giuridica del bene, una proprietà privata inserita in un contesto condominiale pure danneggiato dall'incendio. Finché la transazione con il ministero non sarà conclusa, l'impiego dei finanziamenti istituzionali per le opere edili rimane bloccato. La Regione Campania ha iscritto a bilancio un primo stanziamento da un milione di euro, risorsa che tuttavia non può essere sbloccata ed erogata in assenza di un soggetto pubblico che gestisca l'appalto dei lavori.

I vincoli 


Sul piano giudiziario, l'area del teatro resta vincolata agli accertamenti della Procura di Napoli che procede per l'ipotesi di reato di incendio colposo. I periti nominati dai magistrati hanno completato i primi rilievi sul palco e nel sottopalco per individuare il punto di innesco del fuoco, partito originariamente da un edificio adiacente. L'esito delle perizie sarà determinante per definire le responsabilità e consentire il successivo sgombero totale delle macerie. Nel frattempo il tessuto culturale partenopeo si sta muovendo per supportare i costi vivi della gestione logistica in trasferta. Il 22 ottobre, il Mediterraneo ospiterà lo spettacolo di Carlo Buccirosso «Qualcosa è andato storto», il cui incasso sarà devoluto al comitato per la raccolta fondi per la ricostruzione. Dal 6 novembre in scena la comicità travolgente di Peppe Iodice con il suo nuovo show «Buonasera a tutti», scritto a quattro mani con Francesco Mastandrea. Il 3 dicembre la commedia sulle peripezie post-divorzio «Finché giudice non ci separi», per la regia di Augusto Fornari. Dal 15 l'atmosfera si fa intensa con «Lettera a Eduardo», un personale omaggio a Eduardo De Filippo scritto, diretto e interpretato da Massimiliano Gallo.